IL MONTE CARMELO

 

 

 

 

 

 

Fin dalla remota antichità,il Monte Carmelo fu conosciuto come ‘ il Promontorio Santo. Santificato dal Profeta Elia e i 450 profeti di Baal.

Il trionfo riportato da Javhè,Dio d’Israele, e la incantevole bellezza del Monte fecero sì che il Carmelo negli scritti dei Profeti assurgesse a simbolo della pace e prosperità che Dio instaura negli ultimi tempi.

I primi monaci cristiani, che si consideravano imitatori e successori di Elia ed Eliseo,popolarono le pendici de monte.In particolare ci fu un insediamento monastico bizantino nei pressi dell’attuale convento Stella Maria e il mare presso la Grotta di Elia.

 

L’ORDINE DEI CARMELITANI
 

 

 


 

 

 

L’origine dell’Ordine Carmelitano è legato al movimento storico delle Crociate (sec.XIII).Alle truppe dei Crociati si associarono Numerosi eremiti e pellegrini europei,desiderosi di visitare i Luoghi Santi e magari di fissarvi la dimora per la loro vita ascetica.Verso la fine del sec XIII troviamo un gruppo di questi Eremiti sulle pendici occidentali de Carmelo,presso la Fonte di Elia. L’idea che spinse quegli uomini a vivere la loro vita ascetica proprio in quel luogo fu duplice:

A)L’intenzione di imitare il modello di vita proposto dai Profeti Elia ed Eliseo, ripetendo e vivificando la tradizione del Monachesimo ’Carmelitano’ dell’epoca bizantina.

B)La volontà di vivere il loro ideale profetico in  una totale consacrazione alla Madonna.

Quei primi eremiti costruirono nel mezzo delle loro celle una cappella dedicata alla Vergine Maria per questo da allora l’Ordine fu chiamato col titolo di’ Fratelli della Vergine Maria del Monte Carmelo’.

Intorno al 1210 Brocardo,priore della comunità,ottenne dal patriarca di Gerusalemme. S. Alberto di Vercelli,il testo di una regola e con ciò un riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa.Ben presto però gli eremiti si accorsero della precarietà della loro situazione:le frequenti incursioni cui erano sottoposti e il progressivo indebolimento delle forze crociate li convinsero a dare inizio a un movimento di fondazioni in Europa.

Furono così fondati i Conventi di Messina e Marsiglia (1238), poi Nella Contea di Kent,in Scozia(1242),a Pisa(1249),e Parigi(1254).

Quando nel 1291 cadde S. Giovanni d’Acri,ultima roccaforte dei crociati,pure i Carmelitani dovettero abbandonare la Terra santa.

Nel 1631 il Ven. P. Prospero,dei Carmelitani Scalzi,fece ritorno alla

culla dell’Ordine e dopo eroici sforzi riuscì ad erigere un piccolo monastero sul promontorio del Carmelo.Qui i Carmelitani vissero fino al 1767,dedicandosi all’assistenza dei pellegrini e al ministero apostolico tra la comunità cristiana di Acco.

La fallita campagna di Napoleone contro S. Giovanni d’Acri(1799)

ebbe come conseguenza la distruzione,per rappresaglia turca,della

Chiesa e del convento.

Sulla estremità orientale del Carmelo,fin dal tempo dei Giudici,era stato edificato un altare in onore del Dio d’Israele. Esso fu distrutto in seguito al progressivo diffondersi dei culti pagani fenici.

Il profeta Elia convocò sul posto i 450 profeti di Baal e davanti al popolo li  sfidò a fare scendere il fuoco dal cielo.Solo dietro le invocazioni di Elia Javhè fece scendere il fuoco che consumò le vittime.Tutti i profeti di Baal furono uccisi dal profeta. Questa Vittoria sul paganesimo fu coronata con la venuta di una pioggia abbondante che pose fine alla triennale siccità.La venuta della pioggia fu annunciata dalla nuvoletta che saliva dal mare.

Questa nuvoletta è insieme un simbolo del Messia,secondo quanto disse il profeta Isaia:”Le nubi faranno piovere il  Giusto.”

Per questo la tradizione ha visto nella nuvoletta che sorge sopra il Carmelo la prefigurazione della Vergine Maria,dal cui grembo è nato il Salvatore. Ecco perché nella Novena alla Madonna del Carmine cantiamo:

O Maria nuvoletta leggera

senza peso della Originale colpa

che volesti,prima di nascere,

farvi conoscere sul Carmelo

dal Patriarca Elia.”

Fu così che il Monte Carmelo fu sempre legato alle due eccelse figure bibliche:il Profeta Elia e la Vergine Maria.

 

 

 

          

 

 

 

LO SCAPOLARE,
DONO DI MARIA AL CARMELO

 

 

 

Lo scapolare del Carmine è una delle più antiche devozioni nella storia della pietà cristiana:la sua origine risale infatti al 16 luglio 1251,dopo un’apparizione della Madonna al priore generale dei Carmelitani,padre Simone Stock. L’ordine era sorto alla fine del Xll secolo,per iniziativa di alcuni ex crociati che,volendo vivere asceticamente sull’esempio del profeta Elia,si ritirarono in eremitaggio sul monte Carmelo in Palestina e assunsero come nome comunitario quello di “ Fratelli della Beata Vergine Maria “.

Padre Simone,in seguito proclamato santo,supplicava spesso la Madonna di proteggere con qualche privilegio l’ordine carmelitano e recitava quotidianamente questa preghiera:

Fiore del Carmelo,

vite feconda,

splendore del cielo,

vergine pura,singolare;

madre fiorente

d’intatto onore,

sempre clemente,

dona un favore,

stella del mare.

Un giorno,proprio mentre stava pronunciando queste parole,vide la Vergine Maria accompagnata da una moltitudine di Angeli,la quale gli mostrava uno scapolare come simbolo di protezione dai pericoli e come promessa di pace,assicurando che chiunque fosse morto indossandolo non avrebbe patito il fuoco eterno. Alcune decine d’anni più tardi,la precedente promessa fu ulteriormente confermata dalla Vergine durante un’apparizione a monsignor Jacques  Duèze,al quale garantì: “Coloro che sono stati vestiti con questo santo abitino saranno tolti dal purgatorio il primo sabato dopo la loro morte “.

Il 13 marzo 1322 monsignor Duèze,divenuto papa con il nome di Giovanni XXll,si riferì alle parole della Madonna in una bolla nella quale parlò del cosiddetto “ privilegio sabatino”,che venne confermato in seguito da diversi pontefici.

La festa della Beata vergine del Carmelo fu introdotta in tutta la Chiesa nel 1726,alla data del 16 luglio,da papa Benedetto Xlll.

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi,dopo la riforma liturgica,è memoria facoltativa. La diffusione dello scapolare in tutta Europa andò di pari passo con la crescita dell’ordine carmelitano,favorita dallo zelo apostolico dei suoi membri,che predicavano l’ascesi e la penitenza come mezzi essenziali per la vita cristiana. Sono tuttora moltissime in tutto il continente le chiese fondate in onore della Madonna del Carmine,tra le quali una delle più note si trova a Napoli,nel popolare quartiere del porto. L’icona qui venerata è nota come  la “ Bruna” e in una delle cappelle del tempio trecentesco si trova un dipinto di Mattia Preti raffigurante la Vergine che offre lo scapolare a San Simone Stock.

 

La parola “scapolare” deriva da “scapola” e indica quell’indumento senza maniche e aperto sui lati che nel Medioevo veniva utilizzato da monaci e frati per ricoprire l’abito sul petto e sulla schiena,in modo da non insudiciarlo durante i tempi del lavoro. Tale copertura aveva acquisito anche un significato simbolico,indicando il “ giogo soave e leggero “ di Cristo (Mt. 11,30)mentre nell’ordine carmelitano era associato all’appartenenza mariana dei propri membri. In effetti sin dall’Antico Testamento il vestito simboleggiava la protezione divina:citiamo qui soltanto l’esempio relativo a Elia,il cui manto- al momento in cui il profeta venne sollevato in cielo-cadde sul discepolo Eliseo,trasmettendogli lo spirito del maestro.

Anche Giovanni Paolo ll ha sottolineato,nel testo scritto in occasione dell’Anno mariano del 1987,che “nella storia della pietà si incontra la devozione  a vari scapolari.Per il loro amore alla Vergine i fedeli erano attratti dalla spiritualità di famiglie religiose di ispirazione mariana,aderivano ad associazioni e confraternite sorte nel loro ambito,ne indossavano l’abito sotto forma di scapolare,ne assumevano gli impegni di vita. La conseguenza di uno scapolare va ricondotta alla serietà delle sue origini:non deve essere un atto più o meno improvvisato,ma il momento conclusivo di una accurata preparazione in cui il fedele è reso consapevole della natura e degli scopi dell’associazione cui aderisce  e degli impegni di vita che assume”.

Col tempo,lo scapolare del Carmelo si è ridotto di dimensioni e oggi consiste in due piccoli pezzi rettangolari di lana marrone,sui quali di norma ci sono l’immagine della Vergine e quella di Gesù che mostra il proprio Cuore,uniti da stringhe e portati sul petto e sulla schiena.

Il primo “abitino” dev’essere benedetto da un sacerdote durante la cerimonia di imposizione. Al momento dell’eventuale sostituzione non è necessario un’altra benedizione. Ogni sacerdote può imporre lo scapolare,benedicendolo con un segno di croce. Nelle parole che il rito fa pronunciare al celebrante sono sintetizzati gli impegni che coinvolgono che riceve lo scapolare:” Questo scapolare del Carmine è un segno dell’amore materno della Vergine Maria,che ricorda la propria iniziativa in favore dei membri della Famiglia carmelitana,particolarmente nei momenti di maggior bisogno. E’ un amore che sollecita una risposta d’amore. Questo scapolare è segno della comunione con l’ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo,dedicato al servizio della Madonna per il bene di tutta la Chiesa. Con esso voi esprimete il desiderio di partecipare allo spirito e alla vita dell’ordine. Lo scapolare è uno specchio dell’umiltà e della e della castità di Maria:per la sua semplicità ci invita a vivere con modestia e purezza. Portandolo giorno e notte,esso diventa segno della nostra continua preghiera e di particolare devozione all’amore e al servizio della Vergine Maria “.

 

Per concessione di papa Pio X è possibile sostituire lo scapolare di stoffa con una medaglia benedetta che abbia da un lato l’immagine del Sacro Cuore e dall’altro quella della Madonna. Un suggerimento pratico è quello di usare la medaglia di giorno e di indossare lo scapolare nel tempo del riposo notturno,in quanto ritrovare ogni sera lo scapolare al letto e compiere il gesto di indossarlo richiama alla mente la consacrazione a Maria e rinnova la fiducia in lei. Il magistero  ecclesiastico è intervenuto a più riprese per difendere ,spiegare e incoraggiare questa devozione,anche in tempi recenti. Il suo valore quindi non dipende tanto dalle apparizioni mariane a San Simone e a papa Giovanni XXll quanto dall’intrinseco significato teologico che la Chiesa ha riconosciuto allo scapolare,attribuendogli il valore di un “sacramentale”.

Si tratta cioè di un segno sensibile,approvato dalla Chiesa,con il quale viene evidenziata la consacrazione o” affidamento “ alla madonna e i vincoli di amore che legano a lei il devoto. Come ha spiegato Padre Camillo Maccise,già preposito generale dei Carmelitani scalzi,” chi porta lo scapolare s’identifica con la missione del Carmelo:essere nel mondo segno profetico dell’unione con Dio,lavorare per la venuta del regno di Dio,con i segni vivibili di comunione,riconciliazione,giustizia,cura dei malati,ascolto del grido del povero.

Lo scapolare è segno dell’amore di Maria,icona della bontà e della misericordia della Trinità. L’impegno di vita è risposta a quell’amore ed è frutto delle ricchezze ed energie spirituali riversate nel cuore dei devoti “.

Per beneficare della promessa principale,ossia la preservazione dall’inferno,l’unica condizione è quella di portare con sé lo scapolare o la medaglia,oltre ovviamente a vivere l’esperienza di fede secondo gli insegnamenti della Chiesa. Il godimento del privilegio sabatino richiede inoltre la consacrazione della castità consona al proprio stato e la recita quotidiana dell’Ufficio Divino o del piccolo Ufficio della Madonna:quest’ultima pratica può essere commutata dal sacerdote che impone l’abitino nella recita quotidiana del rosario o di sette Padre Nostro,Ave Maria e Gloria al Padre.

Fra le preghiere di consacrazione che si possono indirizzar alla Beata vergine del Carmelo,in particolare nella festa a lei dedicata,c’è la seguente: O Maria,Madre del Carmelo,a te consacro tutta la mia vita quale piccolo tributo per le tante grazie e benedizioni che attraverso le tue mani ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che indossano il tuo scapolare;ti supplico perciò di sostenere lamia fragilità con le tue virtù,di illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente e di accrescere in me la fede,la speranza e la carità,affinché possa ogni giorno renderti il tributo di umile omaggio. Il sacro scapolare richiami su di me gli sguardi tuoi misericordiosi e sia pegno della tua particolare protezione  nella lotta quotidiana,sì che io possa rimanere fedele al tuo Figlio tuo e a Te. Il tuo scapolare mi tenga lontano da ogni peccato e mi  doni ogni giorno la certezza che tu sei vicino a me e il desiderio di imitare le tue virtù. D’ora in poi cercherò di vivere in soave unione  con il tuo spirito e di offrire tutto a Dio per mezzo tuo. O Madre dilettissima,il tuo indefettibile amore  faccia sì che un giorno sia concesso anche a me,indegno peccatore di trasformare il tuo scapolare nell’eterna veste nuziale e di abitare con te e con i  santi del Carmelo nel regno del Figlio tuo.Amen “.

I membri di una confraternita del Carmelo possono ottenere l’indulgenza plenaria-adempiendo alle condizioni della confessione,comunione,preghiera secondo le intenzioni del papa e rinnovata promessa di osservare gli impegni comunitari -nel giorno dell’ingresso nella confraternita e nelle seguenti ricorrenze:

-  16 luglio-Festa della beata Vergine Maria del Monte Carmelo.

-  20 luglio-Festa di Sant’Elia Profeta.

-  16 maggio-Festa di San Simone Stock.

-  1   ottobre-Festa di Santa Teresa di Gesù Bambino.

-  15 ottobre-Festa di Santa Teresa Devila.

-  14 novembre-Festa di tutti i santi del Carmelo.

-  14 dicembre -Festa di San Giovanni della Croce.

Alla devozione dello scapolare sono strettamente connesse anche le apparizioni della vergine a Lourdes e a Fatima:in Francia l’ultima manifestazione a Bernadette avvenne in coincidenza con la festa del 16 luglio 1858,mentre nell’ultima apparizione portoghese del 13 ottobre 1917 la Vergine si presentò ai tre pastorelli nelle vesti di Nostra Signora del Monte Carmelo. Nel 1940 suor Lucia,divenuta intanto monaca carmelitana,confidò a tre religiosi del medesimo ordine che la Madonna teneva fra le proprie mani lo scapolare proprio come esortazione a tutti i fedeli affinché lo indossassero devotamente.

(Articolo tratto da Vita Pastorale  N° 7 luglio 2005 e scritto da Saverio Gaeta )