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MOVIMENTO DEI FOCOLARINIdivisorio7

 

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Chiara Lubich

fondatrice e presidente



 

 

 

 

"Dio è Amore;
chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui".
Queste parole della prima lettera di Giovanni
esprimono con singolare chiarezza
il centro della fede cristiana:
"Abbiamo creduto all'amore di Dio".
Così il cristiano può esprimere
la scelta fondamentale della sua vita.

All'inizio dell'essere cristiano
non c'è una decisione etica o una grande idea,
bensì l'incontro con un avvenimento,
con una Persona,
che dà alla vita un nuovo orizzonte
e con ciò la direzione decisiva".

Benedetto XVI

 

La scintilla ispiratrice: Dio Amore

E' proprio la riscoperta di Dio Amore che apre un nuovo orizzonte e imprime una direzione decisiva non solo nella vita di Chiara, ma di milioni di persone.

Durante la seconda guerra mondiale, a Trento, sotto i bombardamenti che fanno crollare ogni cosa, Chiara, allora poco più che ventenne, in quel clima di odio e violenza, sperimenta l'incontro con Dio Amore, l’Unico che non crolla. Una scoperta da lei definita "folgorante", "più forte delle bombe che colpivano Trento", subito comunicata e condivisa dalle sue prime compagne. La loro vita cambia radicalmente. Sulla tomba, se fossero morte, avrebbero voluto vi fosse un’unica iscrizione: "E noi abbiamo creduto all’amore"concorrere ad attuare il testamento di Gesù "che tutti siano uno", il suo progetto di unità sulla famiglia umana.

Il Vangelo vissuto in tutte le dimensioni della vita

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Sin da allora Chiara ha l’intuizione che stava per nascere qualcosa che avrebbe raggiunto i confini del mondo, illuminato e rinnovato la società.

Chiara non vede, infatti, in questa riscoperta del Vangelo un fatto solo spirituale, ma è animata dalla certezza che il Vangelo vissuto porta la più potente rivoluzione sociale: primo banco di prova, negli anni '40, tra i poveri dei quartieri più diseredati di Trento, con cui, insieme alle sue prime compagne, condivide i pochi beni. Sperimentano l'attuarsi delle promesse evangeliche: "date e vi sarà dato", "chiedete e otterrete". In piena guerra, viveri, vestiario e medicinali arrivano con inattesa abbondanza per le molte necessità.

 

La chiave dell'unità

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Negli innumerevoli volti del dolore, delle divisioni e dei traumi dell’umanità, Chiara riconosce il volto di Cristo, dell’Uomo-Dio che sulla croce grida l’abbandono del Padre suo. In Lui trova la chiave per ricomporre l'unità con Dio e tra gli uomini.

E' prima di tutto in questi volti di dolore che legge i segni della volontà di Dio che la conduce a dar vita ad un’opera, il Movimento dei Focolari che, per la varietà della sua composizione, assumerà la forma di un "popolo", di un "laboratorio" per un mondo unito nella fraternità.

Chiara ripete che quest'opera "non è stata pensata solo da mente umana, ma viene dall'Alto. Sono in genere le circostanze che manifestano ciò che Dio vuole. Noi cerchiamo di seguire la Sua volontà giorno dopo giorno."

L’unità tra singoli, categorie sociali, popoli, costantemente indicata come il primo impegno dell’intero Movimento, è da lei alimentata con scritti, conversazioni, incontri, viaggi, richiamando sempre l’ispirazione e la radicalità originaria del carisma.

 

 

Nuove vie aperte da un nuovo carisma

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Ripercorrendo le principali tappe dello sviluppo del Movimento, vengono in evidenza le vie nuove aperte da questo carisma, al di là di ogni previsione, come una risposta alle urgenze che via emergono nell’umanità.

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifUna nuova spiritualità nella Chiesa - Dalla risposta radicale a Dio Amore, alla scuola del Vangelo, avrà il via una nuova corrente di spiritualità, la spiritualità dell'unità, che - essendo incentrata sull’amore e sull’unità, iscritti nel DNA di ogni uomo - si rivelerà sempre più universale.

In questa nuova spiritualità che nasce nella Chiesa, troverà linfa vitale un numero sempre maggiore di uomini e donne delle più diverse categorie sociali, età, razze e culture. Dopo alcuni anni, ai cattolici si uniranno cristiani di altre Chiese, ebrei, ed anche seguaci di altre religioni e persone di convinzioni non religiose, sotto le più diverse latitudini, in 182 Paesi.

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifQuali strumenti di unità, Chiara dà il via a movimenti specifici: per le nuove generazioni, per le famiglie, per agire nel sociale e nella Chiesa. Quale via privilegiata all’unità, si aprono fecondi dialoghi; via via, su suo impulso, nascono modelli di una nuova socialità: le cittadelle che sorgono nei 5 continenti. Per diffondere la cultura dell’unità, si moltiplicano i mezzi di comunicazione sociale: case editrici, riviste, centri audiovisivi, siti internet.

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifNuove prospettive nei più diversi ambiti della società sono da lei aperte a partire dagli anni '90, come quella economica, quando nel 1991, di fronte agli enormi squilibri sociali del Brasile, dà vita al progetto dell’Economia di comunione; e quella politica, con la nascita nel 1996 del Movimento politico per l’unità, che propone a politici delle più diverse estrazioni partitiche, la fraternità quale categoria politica, in vista del bene comune.

Un Sì, segna un nuovo inizio

Chiara Lubich nasce a Trento il 22 gennaio 1920. Durante il fascismo vive anni di  povertà: il padre socialista perde il lavoro a causa delle sue idee. Per mantenersi agli studi, sin da giovanissima dà lezioni private.

Il suo nome di battesimo è Silvia. Assumerà quello di Chiara, affascinata dalla radicalità evangelica di Chiara d'Assisi.

Il 7 dicembre 1943 Chiara pronuncia il suo sì per sempre a Dio nella chiesetta dei Cappuccini di Trento. Era sola. Aveva 23 anni. Non vi era ancora alcun presagio di ciò che sarebbe nato.  Gli inizi del Movimento sono segnati convenzionalmente da questa data. 

Ricerca della Verità, ricerca di Dio - Questa scelta radicale segna la prima tappa di un cammino alla ricerca appassionata della Verità, di una conoscenza più profonda di Dio. Per trovarvi risposta, dopo essersi diplomata maestra elementare, si era iscritta alla facoltà di filosofia  presso l'Università di Venezia. Ma non aveva potuto continuare gli studi, prima a motivo della guerra e poi per sostenere lo sviluppo del movimento nascente. Intuisce che troverà risposta in Gesù che aveva detto di sé: "Io sono la Via, la Verità e la Vita". Sarà Lui il suo Maestro.

Loreto, un prodromo della sua avventura spirituale. Partecipando, nel 1939, a Loreto ad un corso per giovani di Azione cattolica, nel Santuario dove è custodita, secondo la tradizione, la casetta di Nazareth che aveva ospitato la Sacra famiglia, intuisce quale sarà la sua vocazione: una riproduzione della famiglia di Nazareth, una nuova vocazione nella Chiesa, e che molti avrebbero seguito questa via.

 

Nella Chiesa cattolica

BA0080La prima udienza con il Papa - Nel 1964 Chiara è ricevuta per la prima volta in udienza dal Papa, allora Paolo VI, che riconosce nel Movimento un’ "Opera di Dio". Da quel momento, si moltiplicano – con Paolo VI prima e Giovanni Paolo II poi – udienze private e pubbliche, e loro interventi in occasione delle manifestazioni internazionali.

Nel 1984 Giovanni Paolo II visita il Centro internazionale di Rocca di Papa. Riconosce nel Movimento i lineamenti della Chiesa del Concilio, e nel suo carisma un'espressione del "radicalismo dell'amore" che caratterizza i doni dello Spirito nella storia della Chiesa.

Da Pentecoste '98, inizio di un cammino di comunione tra movimenti e nuove comunità - Al primo grande incontro dei movimenti ecclesiali e nuove comunità, la vigilia di Pentecoste ’98 in piazza San Pietro, Giovanni Paolo II riconosce operante in queste nuove realtà ecclesiali la risposta dello Spirito al processo di scristianizzazione in atto e chiede loro "frutti maturi di comunione e di impegno". Intervenendo, insieme ad altri 3 fondatori, Chiara Lubich gli assicura l'impegno di contribuire a realizzare questa comunione "con tutte le nostre forze". Da allora inizia un cammino di fraternità e comunione tra molti movimenti e nuove comunità nel mondo.

Ai Sinodi e alle Assemblee delle Conferenze episcopali - Partecipa, in Vaticano, a vari Sinodi dei vescovi: per il XX anniversario del Concilio Vaticano II (1985), sulla vocazione e missione del laicato (1987), e sull'Europa (1990 e 1999). Chiara è nominata Consultrice del Pontificio Consiglio per i Laici (1985).

Nel 1997 è invitata a presentare il Movimento all'Assemblea generale della Conferenza episcopale a Manila, nelle Filippine. Negli anni seguenti è invitata dalle Conferenze episcopali di: Taiwan, Svizzera, Argentina, Brasile, Croazia, Polonia, India, Cechia, Slovacchia, Austria.

Ecumenismo

La pagina ecumenica del Movimento si apre nel 1961, nel tempo in cui Papa Giovanni XXIII pone l'unità dei cristiani tra i primi scopi del Concilio, da lui annunciato nel 1959: Chiara comunica l'esperienza di Vangelo vissuto nel Movimento ad un incontro con un gruppo evangelico-luterano, a Darmstadt, in Germania. Segnerà l'inizio della diffusione della spiritualità dell'unità nelle diverse Chiese.

Pochi anni dopo si avviano rapporti personali:

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifnel mondo ortodosso, con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Atenagora I, e poi con i suoi successori;

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifnella Comunione anglicana, dapprima con l'arcivescovo anglicano di Canterbury, Ramsey, sino all'attuale, Rowan Williams;

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifnel mondo evangelico-luterano, con l’allora Presidente della Federazione luterana mondiale, il vescovo Christian Krause, e con i Segretari generali che si succedono al Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra.

Tutti incoraggiano la diffusione della spiritualità dell’unità nelle diverse Chiese.

Dialogo interreligioso

Di fronte alle sfide della società sempre più multiculturale e multireligiosa, si evidenziano i frutti di pace del dialogo con seguaci delle diverse religioni avviato sin dagli anni '70.

Chiara e il Movimento instaurano non solo contatti con singole personalità o seguaci delle diverse religioni, ma anche con interi movimenti.

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifBuddisti - Prima donna cristiana, Chiara Lubich espone la sua esperienza spirituale, nel 1981 in un tempio a Tokyo di fronte a 10.000 buddisti, e nel 1997 in Tailandia a monache e monaci buddisti.

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifMusulmani - qualche mese dopo, nella storica Moschea ‘Malcolm X’ di Harlem a New York, di fronte a 3000 musulmani afro-americani;

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifEbrei - Nello stesso anno a Buenos Aires è ospite di organizzazioni ebraiche.

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifIndù - Nel 2001 sarà in India: si aprirà una nuova pagina nel dialogo del Movimento con il mondo indù.

Nel 1994 è nominata tra i presidenti onorari della Conferenza mondiale delle Religioni per la pace (WCRP).

In campo civile

Sin dagli inizi, la pacifica rivoluzione evangelica che ha il via da Trento BA0100suscita l’interesse anche di persone senza una fede religiosa. Con il mondo laico si svilupperà un dialogo sulla base dei grandi valori umani come solidarietà, fraternità, giustizia, pace e unità tra singoli, gruppi e popoli.

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifChiara è invitata a parlare dell'unità dei popoli ad un Simposio al Palazzo di Vetro dell'ONU nel maggio '97.

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifInterviene a Berna alla celebrazione per il 150° della Costituzione Svizzera (marzo '98).

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifA Strasburgo presenta l’impegno sociale e politico del Movimento ad un gruppo di deputati del parlamento Europeo (settembre ’98)

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifAncora a Strasburgo interviene alla Conferenza per il 50° del Consiglio d'Europa su "Società di mercato, democrazia, cittadinanza e solidarietà", presentando l'esperienza dell'Economia di Comunione (giugno 1999)

http://www.focolare.org/layout/fotodefault/_point-1.gifA Innsbruck al Convegno "1000 città per l'Europa", parla dello "Spirito di fratellanza nella politica, come chiave dell’unità dell’Europa e del mondo" alla presenza di numerosi sindaci, di alti esponenti della politica europea e delle massime autorità austriache (novembre 2001).

L’opera di unità, di pace e dialogo tra popoli religioni e culture promossa da Chiara Lubich viene riconosciuta pubblicamente da parte di organismi internazionali, culturali e religiosi: dal Premio Templeton per il progresso della religione (1977), al Premio Unesco '96 per l’Educazione alla pace, a quello per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa (1998), dalle lauree h.c., conferitele da Università di diversi Paesi, alle cittadinanze onorarie. E ancora riconoscimenti da parte di grandi religioni e di capi di diverse Chiese.

 

 

 

IL MIO TESTAMENTO

 

AMICI PER SEMPRE

 

 

 

 

 

 

 

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DICEMBRE 2009

 

“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5,16)

dicembre 2009

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Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5,16)

dicembre 2009

http://www.focolare.org/img/hr.gif

http://www.focolare.org/layout/edit/foto/fotodefault/_icona_audio.gif audio della parola di vita

[…]
La
luce si manifesta nelle “opere buone”. Essa risplende attraverso le opere buone che compiono i cristiani.
Mi dirai: ma non solo i cristiani compiono opere buone. Altri collaborano al progresso, costruiscono case, promuovono la giustizia…
Hai ragione. Il cristiano certamente fa e deve fare anche lui tutto questo, ma non è solo questa la sua funzione specifica. Egli deve compiere le opere buone con uno spirito nuovo, quello spirito che fa sì che non sia più lui a vivere in se stesso, ma Cristo in lui.
L’evangelista, infatti, non pensa solo a degli atti di carità isolati (come visitare i prigionieri, vestire gli ignudi o come tutte le opere di misericordia attualizzate alle esigenze di oggi) ma pensa all’adesione totale della vita del cristiano alla volontà di Dio, così da fare di tutta la propria vita un’opera buona.Se il cristiano fa così, egli è “trasparente” e la lode che si darà per quanto compie non arriverà a lui, ma a Cristo in lui, e Dio, attraverso di lui, sarà presente nel mondo. Il compito del cristiano è dunque lasciar trasparire questa luce che lo abita, essere il “segno” di questa presenza di Dio fra gli uomini.“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”Se l’opera buona del singolo credente ha questa caratteristica, anche la comunità cristiana in mezzo al mondo deve avere la medesima specifica funzione: rivelare attraverso la sua vita la presenza di Dio, che si manifesta là dove due o tre sono uniti nel suo nome, presenza promessa alla Chiesa fino alla fine dei tempi.

La Chiesa primitiva dava grande rilievo a queste parole di Gesù. Soprattutto nei momenti difficili, quando i cristiani venivano calunniati, allora li esortava a non reagire con la violenza. Il loro comportamento doveva essere la migliore confutazione del male che si diceva contro di loro.
Si legge nella lettera a Tito: “Esorta i più giovani ad essere assennati, offrendo te stesso come esempio in tutto di buona condotta, con purezza di dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti confuso, non avendo nulla di male da dire sul conto nostro” .

Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”

E’ la vita cristiana vissuta che è luce anche al giorno d’oggi per portare gli uomini a Dio.Ti narro un fatterello. Antonietta è sarda, ma per lavoro s’è portata in Francia, a Grenoble. E’ impiegata in un ufficio dove molti non hanno voglia di lavorare. Poiché è cristiana e vede in ciascuno Gesù da servire, aiuta tutti ed è sempre calma e sorridente. Spesso qualcuno si arrabbia, alza la voce e si sfoga con lei, prendendola in giro: “Giacché hai voglia di lavorare, prendi, batti a macchina anche il mio lavoro!”.Lei tace e sgobba. Sa che non sono cattivi. Probabilmente ognuno ha i suoi crucci.Un giorno il capufficio va da lei mentre gli altri sono assenti e le chiede: “Ora mi deve dire come fa a non perder mai la pazienza, a sorridere sempre”. Lei si schermisce dicendo: “Cerco di stare calma, di prendere le cose dal verso buono”.
Il capufficio batte un pugno sulla scrivania ed esclama: “No, qui c’entra Dio sicuramente, altrimenti è impossibile! E pensare che a Dio io non ci credevo!”.Qualche giorno dopo Antonietta è chiamata in direzione, dove le dicono che sarà trasferita in un altro ufficio “affinché – continua il direttore – lo trasformi come ha fatto con quello dov’è ora”.

“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”

Chiara Lubich