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ROSONE
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Il rosone è inserito entro una cornice in tufo scolpito a rilievo plastico con motivi di foglie di acanto.Sul fondo neutro,pennellato in verde acqua,è raffigurata a mezzo busto Maria Vergine con in braccio il Bambino in atto di distribuire piccole immagini votive che la ritraggono.
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FACCIATA |
L’arcata a pieno sesto è sostenuta da una coppia di pilastri a sezione quadrangolare costituiti da blocchi di spessore irregolare su cui corre una cornice aggettante che si interrompe in corrispondenza degli stipiti. Fregi di ispirazione vagamente floreale sono presenti sul bordo interno della cornice e negli spazi soprastanti l’arcata.
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OROLOGIO |
L’orologio a perimetro circolare,è inserito in una cornice.Le cifre,a caratteri romani,sono scolpite e dipinte in grigio scuro.Una serie di puntini affiancati sottolineano il bordo.
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FACCIATA |
Una coppia di pilastri a sezione quadrangolare sostiene l’arco a pieno sesto mentre un elemento fitomorfo,scolpito a rilievo,segna la chiave dell’arco e una cornice costolonata rimarca il profilo del portale interrompendosi all’altezza degli stipiti.Una serie di tre ghirlande festonate è posta al di sotto del frontale trabeato e fortemente aggettante.
La facciata dell’edificio,di gusto tipicamente eclettico,presenta dei caratteri di stile tipicamente ottocenteschi. L’anno 1836,presente sulla porta principale che dà accesso alla chiesa,farebbe datare il portale a tale periodo analogamente ai due portali laterali. Sul portone principale una frase scolpita nel tufo ammonisce:
PAVETE AD SANTUARIUM MEUM.
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CAMPANILE |
Ricalca la tipologia formale dei portali coevi:su due pilastri quadrangolari costituiti da blocchi tufacei a facce lisce,si sviluppa l’arcata a tutto sesto al centro della quale è posta una mensola a rilievo raffigurante una coppia di volute affrontate terminanti in riccioli.La zona inferiore è chiusa da una balaustra a pilastrini in cemento.
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CAMPANA PICCOLA |
Nella zona superiore è impresa l’iscrizione recante la data,il luogo di esecuzione e il nome del maestro fonditore e del committente,contornata da una serie di ornati di ispirazione vagamente vegetale: A.D. 1908-Alfonso Valentini da Dipignano rifuse a richiesta di Filippo Sirianni Sacerdote.
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CAMPANA MEDIA |
Dalla superficie fortemente svasata,presenta l’orlo evidenziato da una serie di fregi lineari.In corrispondenza dell’attacco è leggibile l’iscrizione dedicatoria su doppio registro chiusa da ornati vegetali: A.D. 1806-D.Rosario Parroco Cardamone Procuratore- A FULGURE ET TEMPESTATE LIBERA NOS DOMINE.
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GRANDE |
Una serie di fregi evidenzia la zona corrispondente all’attacco e comprendente la relativa iscrizione dedicatoria.Un medaglione è posto a circoscrivere l’immagine della Vergine del Monte Carmelo: A.D. 1787-Giovanni Battista Cardamone Saverio-Rosario Olita di Vignola fece.
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ACQUASANTIERA |
Ricalca la forma di una conchiglia.La superficie esterna presenta bombature che rendono il bordo sagomato.
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ALTARE S. LIBERATA |
Di struttura essenziale,presenta nel paliotto ornati geometrici nastriformi i marmo nero.La nicchia,cuspidata,mostra lateralmente delle scalanature.
L’altare è stato donato da:GIUSEPPE TROCINO FU GIOVANBATTISTA 1909.
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STATUA |
La santa crocifissa,rappresentata frontalmente,è caratterizzata da una evidente staticità e fermezza compositiva.
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S. GIUSEPPE - ALTARE |
STATUA |
Il santo, visto di fronte,è rappresentato a figura intera in atto di sostenere il Bambino che apre le braccia. Con la mano sinistra regge il bastone germogliante.Le vesti,profilate da un bordo dorato,dipinte a vernice traslucida,ricadono in pesanti panneggi.
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S. FRANCESCO - ALTARE |
STATUA |
Il santo,visto di fronte,è rappresentato a figura intera nelle consuete vesti monacali mentre regge con entrambe le mani il bastone del viandante. Una folta barba grigia sottolinea la severa espressione del volto dai tratti maturi.Reca sul petto il medaglione con la consueta iscrizione: CHARITAS.
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EPIGRAFE |
L’epigrafe è scolpita su una tavola di formato rettangolare ed è priva di qualsiasi ornamentazione.
D.O.M.
SACELLUM HOC
PENITIS RESTITUTUM
ATQUE MARMOREIS EST TABULIS DITATUM
UT CIVIUM IN AMERICAM MIGRANTUM
QUI SUMPTUS CERTATIM SUPPEDITARUNT
MEMORIA PIETATIS EXTARET
RAPHAELE CARDAMONE
PROCURANTE
A.D. MDCCCXCIII
Questo tempietto interamente restaurato è stato abbellito con marmi per fare sopravvivere la pietà dei cittadini emigrati in America i quali generosamente fornirono il necessario.
Raffaele Cardamone Procuratore –L’anno del Signore 1893.
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ALTARE |
SACRO |
CUORE |
Il dossale presenta al centro un elemento cruciforme stilizzato inscritto entro un medaglione in porfido a sua volta inserito in una cornice a nastro che viene ribadita in corrispondenza dei margini e delle svecchiature. I fianchi del dossale sono evidenziati da mensole a dado con al centro un elemento di ispirazione fitomorfa. Il ciborio,che ricalca le forme di un tempietto,è chiuso in alto da un baldacchino su cui sono applicate delle campanelle in argento.
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CIBORIO |
Di forma rettangolare centinata nella parte superiore,mostra al centro il disco dell’ostia inscritto entro una raggiera a cui fuoriescono testine alate.In alto il Simbolo della Trinità.
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TRONETTO |
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Dal basamento quadrangolare sagomato da riccioli e volute,prende sviluppo sul fronte una coppia di colonnine scanalate dal capitello fogliaceo che vengono replicate sulla parete di findo inframezzate dal simbolo dell’occhio divino circoscritto da una raggera. Un trionfo di fiori,foglie e volute,sormontate da una corona si sviluppa a coronamento dell’insieme.
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TABERNACOLINO |
A pianta quadrata,si costituisce da un corpo cubico su cui si sviluppa una cuspide di gusto vagamente orientaleggiante. Gli spigoli sono evidenziati da piastrini lisci dipinti in seppia culminanti in pinnacoli.Nella zona mediana del fronte è posto un grande occhio raggiato.

Balaustra dell’altare del Sacro Cuore.

Nicchia del sacro Cuore

Quadro raffigurante

Dono della Signora Sirianni Carmela in memoria del Dott. Ambrogio Grandinetti
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MADONNA DI |
COSTANTINOPOLI |
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FESTA MADONNA DI COSTANTINOPOLI
(da un
giornale del tempo)
L’attesa festa della Madonna di Costantinopoli.non poteva anche quest’anno riuscire migliore.Il nome del procuratore,Filippo Mastroianni,la sua attività e il suo gusto ne davano pieno affidamento. E il popolo è accorso come sempre numeroso e festante,una simpatica gara di brio e di gioia fra questa gente che sa godere di questi momenti,pause necessarie che interrompono il fecondo lavoro dei campi,dove però si ritorna con maggiore lena e con più tranquilla speranza.
Sin da sabato mattina la musica di Decollatura,altra volta ammirata,,diretta dal giovane Ernesto Guerresi,così noto e così bravo ha fatto gustare scelti pezzi dando prova di ammirevole valore.Sabato sera giunse il reverendo Antonio Caccarvari da Amato,che tenne il pergamo per due giorni consecutivi ammirato per l’eleganza del dire e per la sua cultura dimostrata.
Domenica,come di consueto ebbe luogo la processione riuscita imponente per concorso di gente.La festa si chiuse con i consueti fuochi:fuochista Bevacqua da Tiriolo che fece come sempre ammirare la valentia della sua arte. Resta l’impressione gradita della festa la cui riuscita si deve all’ottimo procuratore Filippo Mastroianni che con la collaborazione di suo fratello Carmine ha saputo procurarci giorni di indicibile godimento.
Va data lode a Rosario Lucia che,benché lontano,dall’America conserva vivo il ricordo del suo paesetto;da lungi ha contribuito sia direttamente,che raccogliendo l’obolo,alle ingenti spese che si sono dovute incontrare.
Queste feste hanno anche perciò una suggestione maggiore:i figli di questa terra,che non ha potuto né saputo dare ad essi la giusta ricompensa al loro lavoro,non sanno ne possono dimenticarla.
Resta vivo e scolpito nelle loro anime il ricordo di essa;amano sempre i loro monti e ricordano con affetto sempre costante il loro paesetto lontano…
Hanno contribuito dalle Americhe i seguenti individui:
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Rosario Lucia fu Bruno,Costantino Mastroianni,Michele Lucia fu Bruno,Mirante Antonio,Bruno Pascuzzo,Antonio Lupia fu Giovanni,Natale Pascuzzo,Ambrogio Ponterio,Giovannino Cardamone,Giovanni Lucia fu Francesco,Eugenio Vizza,Giuseppe Tucci(Rogliano),Giuseppe Mirabelli, Santo Fuoco,Antonio Grandinetti,Serafino Minardi,Santo Minardi,Rosario Minardi,Domenico Filice,Nicola Carpino,Giuseppe Grandinetti,Bruno Perri,Eugenio Lupia,Giuseppe Rizzato,Bernardo Chiodo,Pietro Cario,Luigi Garofalo,Carmine Bianco,Vincenzo Garofano,Carmine Cardamone,Carmine Mirabelli,Gennaro Pascuzzo,Maria Teresa Perri,Carmine Maletta di Nicola,Giovanni Lupia,Orsola Maria Lucia,Felice Lucia,Franchino Lucia di Rosario,Francesco Sorrentino,Celestino Costa,Raffaele Gallo,Micantonio Maletta,Antonio Angotti.
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IMMACOLATA |
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ALTARE MAGGIORE |
L’imponente mensa d’altare ed il dossale risultano chiusi ai lati da robuste colonne scanalate e scompartiti da svecchiature rettangolari su cui prendono posto delle ghirlande a bassorilievo. Il ciborio ricalca la struttura a tempietto della ancona,costituita da due coppie di colonne lisce dal capitello corinzio reggenti un architrave centinato.
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Croce |
A doppia faccia,presenta sul retro il Cristo crocifisso
e,in corrispondenza dei lobi,le effigi dei quattro evangelisti,mentre sul verso
il Cristo trionfante coni simboli evangelici. I bracci sono sottilmente incisi
con motivi di ispirazione vegetale. Sul lobo si legge:Parenti
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Campanella per annunciare l’inizio delle funzioni liturgiche.
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S. RITA |
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S. ANTONIO DA PADOVA |
DEDICA |
STATUA |
Il Santo,nelle sue consuete vesti proprie dell’ordine francescano,è rappresentato a figura intera,in atto di sorreggere il Bambino con il braccio sinistro mentre con il destro mostra una ramo di gigli. Un cestino con delle pagnotte è posto sulle ginocchia del Bambino.
Sul piedistallo una targhetta: A DEVOZIONE DEL POPOLO DI PARENTI.
IL PROCURATORE ANTONIO GRANDINETTI FU AMBROGIO. ANNO 1905.
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NEL VII CENTENARIO
DELLA MORTE
DEL GLORIOSO PATRIARCA
IL TAUMATURGO
S. ANTONIO DA PADOVA
1231-1931
A PERENNE RICORDO
DELLA FAUSTA RICORRENZA
E DELLA PROFONDA DEVOZIONE
DEL POPOLO DI PARENTI
IL PROCURATORE E FONDATORE DEL CULTO
ANTONIO GRANDINETTI FU AMBROGIO
FECE SCOLPIRE
GIUGNO MDCCCCXXXI
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DA CALABRIA FASCISTA
DA PARENTI
FESTA RELIGIOSA 11.07.1925
Come fu annunziato con appositi manifesti,il 14 scorso ebbe luogo la festività di S. Antonio di Padova. Tutto era preparato perché armonicamente riuscisse a conseguire la maggiore solennità; e le aspettative di questa cittadinanza furono davvero coronate dal più grande successo,perché mai aveva passato tre giorni così gai,pieni di entusiasmi e di ricordi.
La mattina del 13,durante le funzioni in chiesa ebbe luogo la solita e rituale distribuzione del pane di S. Antonio. E contemporaneamente,in contrada Venia,si svolgeva la mostra zootecnica con animali bovini,equini,suini e ovini,assistita da una giuria locale con l’intervento del Veterinario della Provincia e del Direttore della Cattedra Ambulante di Agricoltura di Cosenza. Furono assegnati ai migliori produttori ben 12 premi con denaro e relativi diplomi. La mostra venne giudicata subito,per ricchezza di animali e concorso di popolo,assai soddisfacente,lasciando negli animi di tutti gli intervenuti il più grande compiacimento. Non hanno mancato i ben noti fuochi d’aria del pirotecnico Bevacqua da Tiriolo,ne i rituali palloni,caratteristica della festa.Ma quello che maggiormente ha lasciato tracce vivissime e indelebili è statolo spettacolo cinematografico,diretto dall’ormai noto Vito Fasolo,venuto appositamente da Napoli,accompagnato da uno dei primi elettrotecnici della città. Abbiamo goduto delle serate indimenticabili,e di ciò va data lode al Procuratore,che nulla lascia intentato perché il culto del glorioso Taumaturgo si diffonda con crescente entusiasmo e con ardente fede. Mantennero il pergamo per le lodi al Santo,con quella competenza e dottrina che il pubblico meritatamente loro attribuisce,il Reverendo Parroco Don Luigi pallone di Scagliano e il nostro Parroco Don Adamo Guaglianone.Dalle colonne di questo giornale vadano i nostri ringraziamenti a tutti quelli che,col concorso del loro obolo aiutarono la buona riuscita della festa e specialmente ai nostri conterranei d’ America
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BATTISTERO |
Opera realizzata da Padre Paolino Miale con l’aiuto del popolo di Parenti.
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VERGINE DI LUJAN |
STATUA |
Dono degli emigrati parentesi in Argentina.
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LA
“COPERTA” |
GESU’ RISORTO |
Il Sabato Santo,in mattinata, c’è l’usanza di nascondere l’altare addobbato a festa con una coperta che viene fatta cadere nella S. Messa di Mezzanotte quando il Sacerdote intona il Gloria.
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LEGGIO |
Leggio in marmo policromo,opera dell’Architetto Vittorio Pinto di Mileto, donato alla Chiesa dalla famiglia:Calabrese Carmine e Veltri Brunella.
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ALTARE |
Altare in marmo policromo,opera dell’Architetto Vittorio Pinto di Mileto, donato alla Chiesa dalla Signora Calabrese Ninetta.


Coro restaurato.

Cero Pasquale.
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VIA CRUCIS |
Via crucis in poliestere fuso,dono del Signor Serra Placido.


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Scala a chiocciola
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VETRATE ISTORIATE DITTA SASSOLINI MARIO DI FIRENZE |
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VETRATE DONATE DALL’AMINISTRAZIONE COMUNALE DI PARENTI NEL 1884
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MADONNA DEL ROSARIO |
Dono del Signor Spadafora Cesare
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Dono della famiglia Pascuzzo Filippo e Anna Maria Campolo.
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Dono della famiglia Maletta Carmine e Fuoco Gina.
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Dono della famiglia Fuoco Mario e Vizza Maria in memoria del loro figlio Gino.
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Dono della famiglia Grisolia Luigi.
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Dono del Signor Mastroianni Mario.
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Dono della comunità.
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LAMPADA A CATENA ALTARE MAGGIORE |
LAMPADA ALTARE SACRO CUORE |
Lampada in ottone argentato con ricche decorazioni di angioletti in bronzo fuso dorato.Una ricchissima lavorazione a mano. L’argentatura antichizzata mette a rilievo la particolare cura dell’esecuzione a sbalzo e dei ceselli.
La lampada dell’altare maggiore è un dono della Signorina De Angelis Wilma.
La lampada dell’altare del S. Cuore è un dono della famiglia Perri Francesco e Vizza Dora.
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PULPITO |
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Madonna del C. |
Annunciazione |
Buon Pastore |
Maddalena |
Il soffitto,voltato a botte,è scompartito in zone
scandite da formelle cassettonate alternate a zone figurate. In queste ultime
sono rappresentate,entro ovali,episodi tratti dal Vangelo e dalla mariologia:
Apparizione di Gesù a Maria Maddalena,Annunciazione,Il Buon Pastore e
Entro motivi a nastro è scrittala seguente frase:
ALMA SACRA VIRGO
NUNC SEMPER
ADESTO PARENTIS
AC AB IIS ABSINT
MALA
PRAECEMUR
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Nel restauro del 1997 l’illuminazione della Chiesa è stata curata dalla Ditta Cav. Giuseppe Bellucci di Martina Franca (Taranto).
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VOLTA DELLA CHIESA |
Nel restauro del 1997 la pittura della chiesa è stata affidata al Sig. Chirillo Francesco di Cosenza


Lampadario centrale
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CROCIFISSO |
La croce,liscia è chiusa ai lobi da motivi sagomati a bulbo:essa sostiene la figura seminuda del Cristo le cui membra sono vistosamente segnate da piaghe sanguinanti.
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VERGINE DI LOURDES |
Dono della comunità parentese di Montreal (Canada)

Dono della comunità parentese dell’Australia.
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ANGELO |


Secchiello per l’acqua santa.

Ostensorio cesellato a mano
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Ostensorio cesellato a mano con raggiera putti.


Sacrestia.


Archivio Parrocchiale.

Bussola per le offerte


CONFESSIONILE DONATO DA ERCOLINO MALETTA

BATTESIMO DI GESU’

LA CREZIONE DELL’UOMO


CACCIATA DAL PARADISO TERRESTRE

AMBONE- GESU’ CON I BAMBINI

ULTIMA CENA
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Celle sotto il pavimento della chiesa per la sepoltura dei morti.