IL PIO ESERCIZIO DELLA VIA CRUCIS

 

 

 

Reperti archeologici,rinvenuti nell’area cimiteriale del Santo Sepolcro a Gerusalemme,attestano l’esistenza,già nel II secolo,di espressioni di culto verso la passione del Signore. La pellegrina Eteria (Egeria) nel IV secolo ci informa della processione che in certe feste si snodava all’interno della Basilica del Santo Sepolcro. Dato lo stretto legame con i luoghi della passione,quella processione è ritenuta una forma embrionale della futura Via Crucis,che nel tardo Medioevo trovò grandi sostenitori,come san Bernardo di Chiaravalle,san Francesco d’Assisi e san Bonaventura.

Verso la fine del XIII secolo era intesa ancora non tanto come pio esercizio,quanto come cammino-segnato già da una successione di’stazioni’ percorso da Gesù nella salita al Calvario. Nella sua forma attuale,la Via Crucis è attestata in Spagna nella prima metà del secolo XVII,soprattutto in ambienti francescani. In Italia incontrò un convinto ed efficace propagatore nel francescano san Leonardo da Porto Maurizio (+1751), che eresse oltre 572 via Crucis,tra le quali è rimasta famosa quella del Colosseo di Roma, 1750,a ricordo di quell’anno santo.

Le 14 stazioni,sia quelle di riferimento biblico,che quelle della tradizione,evocano episodi di grande portata salvifica e di rivelante valore spirituale:partecipando alla via crucis,ogni credente riafferma la propria adesione a Cristo:per piangere ilprprio peccato come Pietro;per aprirsi come il buon ladrone,alla fede in Gesù,Messia sofferente,per restare presso la croce,come la Madre e il discepolo e lì accogliere con essi la Parola che salva,il Sangue che purifica,lo Spirito che dà vita.

 Giuseppe Lipari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’orto degli ulivi,in preda allo sconforto e ad una solitudine cosmica,Gesù prega i suoi amici più cari di stargli vicino,di confortare il suo cuore,di asciugare il suo sudore di sangue.Ma gli apostoli cadono preda del sonno dell’indifferenza e dell’ingratitudine,come tutti noi,che sazi del benessere materiale,ci chiudiamo al dolore degli altri.

 

STAZIONE l

 

GESU’ E’ CONDANNATO A MORTE

 

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TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO.

 

 

 

Se il mio Signor diletto                                                                                                    che se poi l’innocenza

a morte hai condannato                                                                                                   colpa da te s’appella,

spiegami almen, Pilato,                                                                                                   per colpa così bella

qual fosse il suo fallir.                                                                                                      potessi anch’io morir.

 

 

 

Un brulicare di braccia minacciose,un urlo immane e bestiale che reclama sangue e preferisce il ladro e l’assassino Barabba a chi ha dato la vista ai ciechi,la voce ai muti,la guarigione ai lebbrosi;ecco il dramma e diabolico rovescio della domenica delle Palme,il trionfo di Caino,della violenza. La violenza di ogni epoca,dalla clava al mitra,dalla lancia al missile,dal badile al carro armato,contro il Giusto e il Santo. In ogni epoca c’è un Gesù condannato e un Barabba assolto e liberato perché ha qualcosa di più da offrire agli egoismi individuali.

 

 

 

STAZIONE  ll

GESU’ CARICATO DELLA CROCE

 

 

 

 

 

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO.

Chi porta il suo supplizio                                                                                               Ma se Gesù si vede

so che ne appar ben degno                                                                                          di croce caricato

so che la pena  è segno                                                                                                paga l’altrui peccato

di già commesso error.                                                                                                 sol per immenso amor.

 

 

 

 

Il patibolo più ignominioso riservato ai ‘ non uomini ’,agli schiavi,è ora l’unico appiglio cui possa aggrapparsi. Colui che ora è verme,il rifiuto dell’umanità,si è caricato del nostro peccato. Lo scandalo di un Dio che sceglie di soffrire è la risposta allo scacco e all’assurdo del dolore umano. Ecco cos’è la croce:il mirabile paradosso di Dio,per cui la vergogna si tramuta in gloria,la morte in vita,il dolore  in gioia senza fine

.                                  

STAZIONE III

 

PRIMA CADUTA

 

 

 

 

 

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO.

Chi porta in pugno il mondo                                                                                          Se cade l’uomo ingrato

a terra è gia caduto,                                                                                                      tosto Gesù il conforta,

né gli si porge aiuto                                                                                                      e per Gesù è morta

o ciel che crudeltà.                                                                                                       al mondo ogni pietà.

 

 

 

Cristo e Giuda,un Dio che cade e si umilia per la creatura,un uomo che pende disperato,tra cielo e terra,che non ha accettato l’umiliazione di chiedere perdono. Giuda non ha creduto nell’amore,nella misericordia e nel perdono. E’ il tragico destino di chi confida solo nelle forze della ragione. Di fronte alla ragione umana,orgogliosamente divinizzata,ogni errore,ogni caduta è colpa inammissibile e imperdonabile.Ecco l’orgogliosa saggezza dell’uomo vanificarsi in stoltezza,perché generatrice di disperazione e di morte. Quanto più sapiente di Giuda,che pure aveva visto  i miracoli,è stato il ladrone crocifisso,che di Gesù invece, non vedeva che la fine impietosa e ingloriosa.

 

STAZIONE lV

 

 

GESU’ INCONTRA SUA  MADRE

 

 

 

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO.

 

 

 

Sento l’amaro pianto                                                                                                  Sento l’amato Figlio

della dolente Madre                                                                                                   che dice Madre Addio

che gira fra le squadre,                                                                                              più fier del dolor mio,

in traccia del suo ben.                                                                                               Il tuo  mi passa il sen.

 

 

 

Le tenerezze di Betlemme,le sante gioie di Nazareth,sono un lontano ricordo per Maria. Pure,non strazio sconvolto,non lacrime visibili,tra Madre e Figlio. Maria sa che la tragedia si compirà,che la croce,le spine,i chiodi sono frutto del totale abbandono alla volontà divina. E lungo la via del Calvario è là a sorreggere la volontà del Figlio.

 

STAZIONE V

 

 

IL CIRENEO

 

 

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TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAIREDENTO IL MONDO

Un forestiero,uno sfruttato,un emarginato aiutò Gesù a portare la croce.Quanti Cirenei nella storia: i martiri,i perseguitati per motivi ideologici,per motivi religiosi,per motivi razziali. I bimbi innocenti di Betlemme e quelli Ebrei di Terezin,le Anne Frank,le Edith Stein,i Massimiliano Kolbe.Quanti Cirenei lungo calvari sinistramente e scientificamente tramutati in lager.

 

 

STAZIONE Vl

 

LA VERONICA

 

 

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL  MONDO.

Si vago è il mio tormento                                                                                                 In cielo che farai

bel volto del mio bene                                                                                                     se in rozzo velo impresso

che quasi a te diviene                                                                                                     da tante pene oppresso

amabile il dolor.                                                                                                              spiri sì dolce amor.

 

 

 

Il Santo volto di Gesù,un autografo di sangue su n fazzoletto.e’ questa la sublime ricompensa di Gesù per un gesto femminile di pietà. Veronica,un nome che la pia tradizione ha salvato dall’oblio del tempo,mostra la sofferenza di Cristo. La stessa sofferenza che portano segnata,come un marchio,gli handicappati,,i ciechi,i paralitici,gli storpi,i lebbrosi,gli infermi:testimoni dell’eterna passione di Cristo.

 

STAZIONE Vll

 

 

SECONDA CADUTA

 

 

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO ILMONDO.

Sotto i pesanti colpi                                                                                                          Più teneri dei cuori

della dolente scorta                                                                                                          siete voi duri sassi,

un nuovo inciampo porta                                                                                                  né più ingombrate i passi

a terra il mio Signor.                                                                                                        al vostro creator.

 

 

 

Prima che il gallo canti,mi rinnegherai tre volte gli aveva profetizzato Gesù. E Pietro non sa sostenere la causa di Gesù nella notte del tradimento. Impavido,in momenti di serenità,il generoso figlio di Giona aveva reso la più grande testimonianza  al Figlio dell’Uomo: Tu sei il Cristo,il Figlio di Dio vivente. Ma,nel momento della prova,Pietro rinnega:Non l’ho mai conosciuto. Anche noi,come Pietro, siamo pronti a rinnegare l’amico più caro che solo ha parole di vita eterna,al primo accenno di bufera,appena vi è il rischio di rimetterci nel vivo della nostra vita.

 

 

 

STAZIONE Vlll

 

 

GESU’ E LE PIE DONNE

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TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO.

Figlie non più su queste                                                                                                     Serbate il vostro pianto

piaghe che porto impresse                                                                                                o sconsolate donne      

ma sopra di voi stesse                                                                                                       quando la rea Sionne

vi prego a lacrimar.                                                                                                           Vedrete rovinar.

 

 

 

Le donne del popolo commiserano la sorte del servo di Javhè,dell’innocente calpestato dal potere. Ma,a sua volta,è Gesù che compiange la sorte delle donne e dei loro figli. Non di questo compatimento,sterile e sentimentale,che ha bisogno l’uomo Gesù,ma di una compartecipazione concreta nel non rassegnarsi alla sopraffazione delle forze del male,nel non scandalizzarsi di fronte alla logica umana in cui i giusti pagano per i malvagi. Le parole di Gesù sono anche parole di solidarietà e di conforto per tutte le Maddalene,le Marte e le Marie della storia,perchè non venga meno la loro fede nel momento della prova.    

 

 

 

STAZIONE  l X

 

 

TERZA CADUTA

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TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO.

L’ispido monte mira                                                                                                         Quest’orrido pensiero

Il Redentor languente                                                                                                      sì al vivo il cuor gli tocca

e sa che inutilmente                                                                                                        che languido trabocca

per molti ha da salir.                                                                                                       E sentesi morir.

 

 

 

Gesù cade ancora,sotto una pioggia di missili ed ordigni bellici. L’uomo Gesù è ancora sconfitto  e questa volta non solo colpe di un singolo,del suicida o del rinnegato ma dalle colpe dell’umanità intera. Che cosa è stata sino ad ora la storia,se non una scalata continua verso l’autodistruzione del genere umano ? Se non un crescendo di guerre sempre più estese,ed un maligno perfezionamento di armi e di strumenti di morte ? Su Cristo ancora caduto,è tutta l’umana follia,è l’umana violenza a pesare.

 

 

 

 

STAZIONE X

 

 

GESU’ SPOGLIATO

 

 

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO.

L’Arca di Dio non mai                                                                                                 Se nudità sì bella

del vel si vede scarca                                                                                                 or ricoprir non sanno;

e ignudo il Dio dell’Arca                                                                                             Dite,mio Dio che fanno

vedrassi e senza  vel.                                                                                                 I serafini in cielo.

 

 

 

Freddi artigli di metallo spogliano l’uomo Gesù,come se ormai non sia degno di essere toccato da mano di uomo. E’ il cosiddetto ‘ progresso tecnologico ‘ che si comporta così col piccolo uomo della strada,semplice pezzo d’ingranaggio dell’immensa macchina sociale. Come Gesù ,spogliato delle sua dignità,l’uomo moderno si è spogliato della sua identità di uomo fatto a immagine di Dio,in nome dell’automazione, dell’edonismo,dei conforts più sofisticati. Da interlocutore di Dio,l’uomo contemporaneo rischia di divenire interlocutore delle macchine e depredatore stolto del pianeta affidatogli da Dio.

 

 

STAZIONE  Xl

 

 

GESU’ CROCIFISSO

 

 

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO.

La sua persona venduta per danaro,le sue vesti tirate in sorte:ora Gesù è perfino utile a chi vuol guadagnare.Innalzato sulla croce,non fa più paura ai potenti della terra.Lo hanno eliminato. Il mondo appartiene a chi riesce a dominare con la forza e con il danaro.

 

 

 

STAZIONE Xll

 

 

GESU’ MUORE

 

 

 

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO.

Veder l’orrenda morte                                                                                                          Trema commosso il mondo

Del tuo Signor non puole                                                                                                      il sacro vel si spezza,

onde si copre il sole                                                                                                             piangon per tenerezza

e mostra il suo dolor.                                                                                                           i duri marmi ancor.

 

 

 

Nel momento supremo della morte,Gesù è solo. Gli uomini hanno ricambiato l’amore con l’odio,la vita con la croce. Ma Dio fa della Croce il nuovo altare sul quale gli uomini potranno offrire l’unico sacrificio eterno e immacolato dell’Agnello di Dio. La Croce,la terra riceve la nuova bevanda salutare:il Sangue prezioso di Cristo.Tutto si è compiuto,secondo la volontà del Padre.

 

 

 

STAZIONE Xlll

 

 

 

LA PIETA’

 

 

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO.

Tolto di Croce il Figlio                                                                                                            Versa per gli occhi il core,

l’avide braccia stende                                                                                                            in lacrime disciolto:

l’afflitta madre e prende                                                                                                        bacia quel freddo volto

nel grembo il morto Ben.                                                                                                       e se lo stringe al sen.

 

 

Tutto ha donato morendo,Cristo Gesù,anche la Madre. Maria,ricevendo nel grembo suo Figlio,accoglie come figli tutti i cristiani e consegna Gesù alla chiesa perché continui ad offrirlo fino alla consumazione dei secoli.

 

 

STAZIONE XlV

 

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IL SEPOLCRO

 

 

TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.

PERCHE’ CON LA TUA SANTA CROCE HAI REDENTO IL MONDO.

Tomba che chiudi in seno                                                                                                   Alla spietata morte

il mio Signor già morto                                                                                                       allor dirò con gloria

fin ch’ei non sia risorto                                                                                                       dov’è la tua vittoria?

non partirò da Te.                                                                                                               Il tuo poter dov’è ?

 

 

 

Gesù aveva detto: se il chicco di grano non muore,non produce frutto,ma se muore produce molto frutto. Ecco,il chicco di grano è morto,viene messo nell’oscurità della zolla di terra,nel sepolcro. Ancora poche ore e sarà la gloria,il trionfo della vita sulla morte e sul peccato. Noi che non abbiamo avuto la gioia di vedere faccia a faccia l’umanità gloriosa di Cristo,saremo chiamati beati se sapremo riconoscere la sua divina e misteriosa presenza reale nell’Eucarestia.

(da vita dolorosa di Filippo Pirro)

 

 

 

 

 

 

 

CANTI DI PASSIONE

 

ALLA BEATA VERGINE

 

Ai tuoi piedi o bella Madre

verso il pianto di dolor:

per me prega il Figlio e il Padre

in Te solo ha speme il cor.

 

Una stilla almen del sangue

che versava il tuo Gesù,

mi conforti il cor che langue,

mi conceda ancor virtù.

 

Oh ! seguir vorrei tuo Figlio,

il mio sangue ancor versar,

ma nell’ora del periglio

sento il cuor in sen tremar.

 

Dal Calvario in sulla via

ti vorrei almen seguir

e soffrir con Te,Maria,

contemplando il tuo patir.

 

Ora il Figlio che è ferito

tutto il sangue è in faccia a te.

Offri uno sguardo impietosito,

una lacrima,una lacrima per me.

 

Tu sei madre del dolore,

degli afflitti sei consol,

ah! Per me trafitto è il cuore

per me  in croce,

per me in croce, il tuo Figliol.

 

Fra i cipressi ognor mi aggiro,

ove mesto passo il dì.

Sarò teco nel martirio

Ove il Figlio tuo morì.

 

Io t’offfesi,ah! falli miei,

finchè vivo piangerò.

Ma se madre ancor mi sei

Io perdono chiedo a avrò.

 

TI SALUTO O CROCE  SANTA

 

Ti saluto,o croce santa,

che portasti il Redentor;

gloria,lode,onor ti canta

ogni lingua ed ogni cuor.

 

Sei vessillo glorioso di Cristo,

sei salvezza del popolo fedel;

grondi sangue innocente sul

che

 

Tu nascesti fra braccia amorose

D’una vergine madre,o Gesù;

tu moristi fra braccia pietose

d’una croce che data ti fu.

 

O Agnello divino immolato

sull’altar della croce,pietà!

 

 

 

Tu che togli del mondo il peccato

Salva l’uomo che pace non ha.

 

Del giudizio nel giorno tremendo

sulle nubi del cielo verrai;

piangeranno le genti vedendo

qual trofeo di gloria sarai.

 

GESU’ MIO CON DURE FUNI

 

Gesù mio,con dure funi

Come reo chi ti legò ?

          Sono stati i miei peccati:

          Gesù mio,perdon pietà.

Gesù mio,la sacra fronte

chi di spine ti coronò ?

          Sono stati…

Gesù mio,la bella faccia

chi crudele ti schiaffeggiò?

           Sono stati….

Gesù mio,di fango e sputi

chi il bel volto t’imbrattò ?

            Son stati…

 Gesù mio,le sacre membra

 chi spietato ti flagellò ?

            Sono stati….

 Gesù mio,la dolce bocca

 chi di fiele ti amareggiò ?

            Sono stati…

 Gesù mio,su le tue spalle

 chi la croce ti caricò ?

            Sono stati…

 Gesù mio,le sacre mani

 chi con i chiodi ti trapassò ?    

             Sono stati…

 Gesù mio,i sacri piedi

 chi spietato ti traforò ?

             Sono stati…

 Gesù mio,quel sacro cuore

 chi di lancia ti perforò

              Sono stati…

 O Maria,il tuo bel Figlio

 chi l’uccise e te rubò?

          Sono stati…

 

 

VIA CRUCIS                                         

 

 

Se il mio Signor diletto                                                                                                      Che se poi l’innocenza

a morte hai condannato                                                                                                     colpa da te s’appella

spiegami almen  Pilato                                                                                                       per colpa così bella

qual fosse il suo fallir.                                                                                                        potessi anch’io morir.

 

Chi porta  il suo supplizio                                                                                                 ma se Gesù si vede

so che ne appar ben degno                                                                                              di croce caricato

so che la pena è segno                                                                                                      paga l’altrui peccato

di già commesso error.                                                                                                      sol per immenso amor.

 

Chi porta in pugno il mondo                                                                                             Se cade l’uomo ingrato

a terra è già caduto                                                                                                            tosto Gesù il conforta

né gli si porge aiuto                                                                                                           e per Gesù è morta

o ciel che crudeltà.                                                                                                             al mondo ogni pietà.

 

Sento l’amaro pianto                                                                                                          Sento l’amato Figlio

della dolente Madre                                                                                                            che di ce Madre addio

che gira tra le squadre                                                                                                       più fier del dolor mio

in traccia del suo ben.                                                                                                        Il tuo mi passa il sen.

 

Se di tue crude pene                                                                                                          Se già potrei per tutti

son’io  Signor il reo                                                                                                            di croce io sol gravarti

non deve il Cireneo                                                                                                            per uno in aiutarti

la croce tua portar.                                                                                                             non dovrò poi bastar.

 

Sì vago è il tuo tormento                                                                                                   In cielo che farai

bel volto del mio bene                                                                                                       se in rozzo velo impresso

che quasi a te diviene                                                                                                        da tante pene oppresso

amabile il dolor.                                                                                                                  spiri sì dolce amor.

 

Sotto i pesanti colpi                                                                                                           Più teneri dei cuori

della ribalda scorta                                                                                                            siete voi duri sassi

un nuovo inciampo porta                                                                                                  né più ingombrate i passi

a  terra il mio Signor.                                                                                                         al vostro creator.

 

Figlie non più su queste                                                                                                   Serbate il vostro pianto

piaghe che porto impresse                                                                                               o sconsolate donne

ma sopra di voi stesse                                                                                                      quando la rea Sionne

vi prego a lacrimar.                                                                                                            vedrete rovinar.

 

L’ispido monte mira                                                                                                           Quest’orrido pensiero

Il Redentor languente                                                                                                        sì al vivo il cuor gli tocca

cui sa che inutilmente                                                                                                       che languido trabocca

per molti ha da salir.                                                                                                          e sentesi morir.

 

 

L’arca di Dio non mai                                                                                                         Se dell’uomo Dio le membra

del vel si vede scarsa                                                                                                        or ricoprir non sanno

e ignudo il Dio dell’Arca                                                                                                    dite mio Dio che fanno

vedrassi e senza vel.                                                                                                         i serafini in Ciel.

 

 

Vedo sul duro tronco                                                                                                        Quelle divine mani

disteso il mio diletto                                                                                                          che al tornio sembran fatte

e il primo colpo aspetto                                                                                                    ah che il martel le batte

dell’empia crudeltà.                                                                                                           senz’ombra di pietà.

 

Veder l’orrenda morte                                                                                                      Trema commosso il mondo

del tuo Signor non puole                                                                                                  il sacro vel si spezza

onde si copre il sole                                                                                                          piangon per tenerezza

in segno di dolor.                                                                                                              i duri marmi ancor.

 

Tolto di croce il Figlio                                                                                                       Versa per gli occhi il cuore

l’avide braccia stende                                                                                                       in lacrime disciolto

l’afflitta Madre e prende                                                                                                   bacia quel freddo volto

in grembo il morto ben.                                                                                                    e se lo stringe al sen.

 

Tomba che chiudi in seno                                                                                               Alla spietata morte

Il mio Signor già morto                                                                                                   allor dirò con gloria

fin ch’ei non sia risorto                                                                                                    dov’è la tua vittoria

non partirò da te.                                                                                                             Il tuo poter dov’è.

 

 

 

 

 

 

VIA CRUCIS

 

Atto di Contrizione

Amorosissimo  Gesù  mio,  prostrato umilmente ai vostri piedi santissimi, vi domando con tutto il cuore perdono dei miei peccati che io piango e detesto, spe­cialmente per essere offesa della vostra infinita bontà. Propongo di voler piut­tosto morire che offenderVi; anzi pro­testo di volerVi amare sopra ogni cosa fino alla morte. In compenso dei tanti debiti da me contratti colla vostra di­vina giustizia, vi offro questo breve esercizio della Via Crucis in unione di quel viaggio doloroso che Voi faceste al Calvario per me indegnissimo pec­catore. Gradite, o Signore, questa pic­cola offerta, e fatemi grazia di guada­gnare tutte le sante Indulgenze concesse dai vostri Vicari, i Sommi Pontefici, se­condo l'intenzione dei quali ora intendo di pregare, anche per suffragare con es­se le povere Anime del Purgatorio, do­po averne applicata una Plenaria per me.

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

STAZIONE I - Gesù è condannato a morte

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa prima Stazione l'ammirabile sommissione dell'innocente Gesù nel ricevere dall'iniquo Pilato la ingiusta sentenza di morte, affinché i pec­catori ricevessero la vita, e così fossero liberati dalla eterna dannazione.

Adoro, Gesù mio, quella divina pazien­za con cui dall'iniquo tribunale di Pilato riceveste l'ingiustissima sentenza di mor­te: e per i meriti di così bella virtù, vi prego a cancellare quella giustissima sen­tenza di eterna morte che tante volte mi meritarono i miei peccatori, ed a chia­marmi nel dì finale tra i vostri Eletti nel cielo. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri Domine, miserere nostri.

 

 

 

STAZIONE Il - Gesù è caricato della croce

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa seconda Stazio­ne la rassegnazione di Gesù Cristo nel sottoporre le sue spalle alla croce onde animarci a camminare dietro di Lui per la via della mortificazione e della peni­tenza.

Benedico, Gesù mio, l'immensa carità con cui per mio amore riceveste sulle vo­stre piagate spalle la pesantissima croce, e vi prego a darmi grazia di paziente­mente portare per la spinosa via del mondo la croce dei miei travagli, senza scostarmi giammai dalla vostra santissi­ma volontà. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere nostri.

 

 

 

STAZIONE III - Gesù cade la prima volta

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa terza Stazione come il nostro benignissimo Signore, op­presso dal peso della croce e dagli urti dei manigoldi, cadde a terra, affine di otte­nere a noi la grazia di non cader mai in peccato.

Bacio, Gesù mio, con tutto l'affetto quel terreno che voi inzuppaste del vostro san­gue nella dolorosa caduta che faceste sot­to la croce. Per i meriti di quella acer­bissima pena che allora soffriste, vi prego a non permettere mai ch'io cada dalla vostra grazia; e nel caso che mi trovi caduto, risorga subito con una contrizio­ne sincera. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere nostri.

 

 

 

 

STAZIONE IV - Gesù incontra la sua SS. Madre

 

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa quarta Stazione l'ineffabile dolore che provarono recipro­camente Gesù Cristo e la sua SS. Madre nell'incontrarsi sulla via del Calvario, af­fine di ottenere a noi la grazia di fuggire con ogni cautela tutti gli incontri peri­colosi.

Deh, potessi anch'io o mio Gesù stem­prarmi in pianto per compassione alla vi­sta dei vostri affanni, onde apportarvi col­le mie lagrime qualche conforto! Intanto vi prego, o Gesù, per le agonie di vostra Madre, e voi pure, prego, o Maria, per i dolori del vostro Figlio, a intenerirmi il cuore ed a far sì che, piangendo fino al­la morte, possa avere la bella sorte d'in­contrarvi e d'intrattenermi con voi per sempre nella beatitudine del paradiso. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere nostri.

 

 

 

 

 

STAZIONE V - Gesù aiutato dal Cireneo

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa quinta Stazione come Gesù Cristo permise di essere aiu­tato dal Cireneo nel portare la Croce, af­fine d'insegnare a noi tutti a non vergo­gnarci mai di portare insieme con Lui La croce misteriosa della povertà, delle ma­lattie, delle persecuzioni e delle disgrazie.

Mi confondo, Gesù mio, nel riflettere alle ripugnanze mostrate dal Cireneo nel­l'aiutarvi a portar la Croce, e vi doman­do umilmente perdono della poca rasse­gnazione con cui io stesso ho portato fi­nora la mistica croce dei patimenti. Deh! non mi avvilisca giammai per qualunque travaglio in avvenire, e riponga sempre la mia delizia nel vivere e morire cro­cifisso a tutti i gusti del mondo. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere no­stri.

 

 

 

 

 

STAZIONE VI - Gesù è asciugato dalla Veronica

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa sesta Stazione come Gesù Cristo lasciò impressa l'im­magine del suo volto sul panno della Veronica che si inoltrò fra le turbe af­fine di rasciugarlo, e con ciò ci insegna il dovere di disprezzare tutti i rispetti uma­ni se vogliamo avere il suo ritratto scol­pito nel nostro cuore.

Ammiro, Gesù mio, la generosa pietà della Veronica, nell'inoltrarsi senza timo­re fra le turbe insolenti per rasciugarvi la faccia tutta grondante di sudore e di sangue; e per i meriti di sì bel coraggio, vi prego a darmi forza di vincere ogni rispetto umano e di sempre più avanzar­mi nel vostro amore. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere no­stri.

 

 

 

 

 

STAZIONE VII - Gesù cade la seconda volta

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa settima Stazione come Gesù Cristo cadde la seconda volta sotto il peso della sua Croce, per ottene­re a noi la forza di non ricadere mai in peccato.

Deh, non permettete, o mio Gesù, che con nuovi peccati io vi rinnovi le pene atrocissime e gli orrendi strapazzi da voi sofferti nella seconda caduta! La vostra passione sia sempre nella mia ménte e nel mio cuore affine di evitarne con ogni studio la rinnovazione, e corrispondere all'amor vostro con una fedeltà inaltera­bile nel vostro santo servizio. Pater, Ave. Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere no­stri.

 

 

 

 

 

STAZIONE VIII - Gesù parla alle pie donne

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa ottava Stazione come Gesù Cristo insegnò alle pie Donne di piangere sopra se stesse piuttosto che sopra di Lui, affine di insegnarci a pian­gere prima d'ogni cosa i nostri peccati, che furono la cagione di tutti i suoi pa­timenti.

E' vero, o adorabile mio Gesù, che ho più motivo di piangere i miei piccati che i vostri affanni, ma se i miei peccati furono la cagione di tutte le vostre pe­ne, è pur mio dovere che pianga e per compassione dei vostri dolori e per do­lore dei miei peccati. Concedetemi dun­que il dono delle lagrime, acciò io pianga fruttuosamente sino alla morte, per non aver poi a piangere inutilmente tutta la eternità nell'inferno. Pater, Ave, Gloria Miserere nostri, Domine, miserere no­stri.

 

 

 

STAZIONE IX - Gesù cade la terza volta

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa nona Stazione come Gesù Cristo, al riflesso dell'inuti­lità della sua passione riguardo a molti, si sentì opprimere per modo che cadde la terza volta sotto la croce, affine d'inse­gnarci che il maggior disgusto che noi gli possiamo arrecare è quello dl abusare dei suoi benefici e delle sue grazie.

Non permettete, o Signore, che io sia nel novero di coloro che, camminando una via contraria ai vostri esempi, ren­dono inutili per sè stessi la vostra pas­sione e la vostra morte. Voi sostenetemi colla vostra grazia, affinché, meritando di essere cogli Eletti alla vostra destra nel giorno del giudizio, venga con loro in­trodotto da Voi nel regno della gloria. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere no­stri.

 

 

 

STAZIONE X - Gesù è spogliato delle sue vesti

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa decima Stazione il rossore provato da Gesù Cristo nel­l'essere spogliato in faccia a tutti, affine di espiare le nostre vanità e le nostre Im­modestie. Indi fu amareggiato di fiele per scontare i debiti da noi contratti per tante golosità.

Deh! per quel santo rossore che vi com­prese, o Gesù mio, nell'essere pubblica­mente spogliato delle vostre vesti, con­cedetemi la grazia di spogliarmi di tutti gli abiti peccaminosi, e di sprezzare coraggiosamente le dicerie dei libertini e tutti i

pregiudizi del mondo. Pater, Ave. Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere nostri.

 

 

 

 

 

 

 

 

STAZIONE XI - Gesù è inchiodato sulla croce

 

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la

tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa undicesima Sta­zione la dolorosissima carneficina soste­nuta da Gesù Cristo nell'essere disteso e inchiodato sopra la croce, affine di scon­tare la pena dei peccati che noi abbiamo commessi con tutti i sentimenti del no­stro corpo.

Inorridisco, Gesù mio, nel pensare al barbaro ed inumano eccesso d'inchiodar­vi con si spietati colpi sopra la croce; e per i meriti di quegli spasimi che pro­vaste in così orrida carneficina, vi prego a darmi spirito per crocifiggere colla mor­tificazione i miei sensi, acciò non abbiano mai a ribellarsi alla vostra santissima legge. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere no­stri.

 

 

 

 

STAZIONE XII - Gesù muore in croce

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa dodicesima Sta­zione come Gesù Cristo, dopo tre ore di penosissima agonia, morì in mezzo a due ladri sopra la croce, affine di dar la vita a tutto il mondo, e rendere dolce la no­stra morte.

Poiché alla vostra morte, o Gesù mio, si conturbano i cieli e la terra, datemi, vi prego, una contrizione vivissima delle mie colpe, perché non apparisca più in­sensibile delle stesse cose insensate, ma anzi con un cuore spezzato dal dolore io pianga continuamente la vostra passione e la vostra morte. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere nostri.

 

 

 

STAZIONE XIII - Gesù è deposto dalla croce

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in questa tredicesima Sta­zione l'acerbissimo dolore di Maria nel vedersi fra le braccia l'insanguinato ca­davere del divin Figlio. Deh! guardia­moci dal rinnovare sì gran tormento alla Vergine coi nostri peccati, i quali sono una nuova crocifissione di Gesù Cristo.

Ora conosco, o gran Vergine, l'eccesso dei miei falli, dacchè diedero la morte a Colui che era immortale. Me ne dolgo perciò quanto posso, e risolvo di soffrire qualunque pena anzi che rinnovare col­la mia morte la crocifissione del vostro Figlio. Voi però, o Maria, che ben sapete quanto io sia fragile ed incostante, otte­netemi la forza di essere sempre fedele a così doveroso proponimento. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere no­stri.

 

 

STAZIONE XIV - Gesù è posto nel Sepolcro

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Si considera in quest'ultima Stazione la devozione di Giovanni, di Giuseppe d'Ari­matea, di Nicodemo e delle altre pie Don­ne nel dar onorevole sepoltura a Gesù Cristo. Deh! Ravviviamo la fede, e abbia­mo verso di Lui gli stessi sentimenti di tristezza, quando nella SS. Comunione ve­rrà a depositarsi nel nostro povero cuore.

Per cavarmi dal sepolcro dei miei pec­cati, Voi voleste discendere nella tomba, o Gesù mio; vi ringrazio quanto posso d'un beneficio così distinto, e vi prego a compiere l'opera vostra col fare che, vivendo continuamente nella vostra gra­zia, meriti di vivere con Voi eternamente alla gloria. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere no­stri.

 

 

 

VIA CRUCIS CON GIOVANNI PAOLO II

 

 

 

 

 

 

 

Desideriamo perseverare nella preghiera con Maria, Madre del nostro Signore e Mae­stro: con Te, Madre della speranza. Affidiamo e offriamo a Te, ancella del Signore, tutto il patrimonio del Vangelo, del­la Croce, della Risurrezione di cui noi tutti siamo testimoni, apostoli. dall'omelia nella basilica di nostra Signora di Guadalupe, Messico, 27 gennaio 1979.

Vi prego: conservate la fedeltà a Cristo, alla Sua Croce, alla Chiesa e ai Suoi pastori.

dal discorso ai polacchi, 23 ottobre 1978.

Vi prego: conservate la fedeltà a Cristo, alla Sua Croce, alla Chiesa e ai Suoi pastori.

dal discorso ai polacchi, 23 ottobre 1978.

 

Prima Stazione: GESU' E' CONDANNATO A MORTE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

Pilato fece condurre fuori Gesù, e sedette in tribunale. Disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma essi gridarono: «Via, via, crocifig­gilo!». Pilato domandò loro: « Dovrò croci­figgere il vostro re? ». Risposero i gran sacer­doti: « Noi non abbiamo altro re che Cesare ». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Gv. 19, 13-16

DALLA PAROLA DEL PAPA

Il Cristo-Figlio di Dio ha accettato la morte come necessità di natura, come parte inevita­bile della sorte dell'uomo sulla terra. Gesù Cri­sto ha accettato la morte come conseguenza del peccato. Gesù Cristo ha accettato la morte in pegno di ubbidienza a Dio, al fine di resti­tuire allo spirito umano il pieno dono dello Spirito Santo. Gesù Cristo ha accettato la mor­te per vincere la morte nella essenza stessa del suo perenne mistero.

dall'omelia per il mercoledì delle ceneri, 28 feb­braio 1979.

Preghiamo: Guarda, Signore, questa tua famiglia, per la quale il Figlio tuo non ha esitato a consegnar­si nelle mani dei carnefici e a patire il suppli­zio della croce.. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Tutti: Gloria al Padre... Stabat Mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa dum pendebat Filius.

 

Seconda Stazione:

GESU' E' CARICATO DELLA CROCE

 

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

I Giudei presero Gesù e lo condussero via dal pretorio. Ed egli, portando su di sé la croce, uscì verso il luogo, detto Cranio, in ebraico Golgota. Gv. 19, 16

DALLA PAROLA DEL PAPA

Gesù il Cristo andò verso la morte con tutta la sua consapevolezza messianica. Sapeva che portava in se stesso e sulla sua croce il de­stino dell'umanità intera e del mondo. Fla­gellato, coronato di spine per ludibrio, portò sul monte Calvario, insieme con tutto il peso della Croce, la verità della umana sofferenza, dell'umiliazione, del vituperio, delle torture, dell'agonia e della morte. da Segno di contraddizione, Milano 1977, p. 98

Preghiamo: Dio, nostro Padre, nella tua bontà hai voluto che il nostro Salvatore patisse la morte di cro­ce per dare l'esempio di umiltà agli uomini, concedi che diveniamo discepoli della sua pas­sione e partecipi della sua risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Tutti: Gloria al Padre... Cuius animam gementem contristatam et dolentem pertransivit gladius.

 

 

 

Terza Stazione:

GESU' CADE LA PRIMA VOLTA

 

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

E condussero Gesù ad essere crocifisso. Mt. 27, 31

Egli ha portato i nostri mali, egli ha soppor­tato i nostri dolori: e noi lo abbiamo consi­derato un battuto, colpito da Dio e umiliato. Ma egli è trafitto per le nostre prevaricazio­ni, è colpito per i nostri peccati; il castigo che ci avrebbe apportato la salute è ricaduto sopra di lui e nelle sue piaghe sta la guari­gione per noi. Is. 53, 4-5

DALLA PAROLA DEL PAPA

Il Cristo f u il segno al quale ci si opponeva, e questa opposizione non ci stupisce; voglia­mo solo unirci a Lui ancora di più. Prendiamo questa opposizione su di noi, per­ché è un'opposizione al bene, alla salvezza degli uomini, alla loro eterna unione a Dio. Preghiamo di essere sempre fedeli al Cristo, preghiamo perché i nostri giovani gli siano sempre fedeli. dal discorso alla processione del Corpus Domini in Cracovia, 13 giugno 1976.

Preghiamo: O Dio onnipotente, guarda all'umanità, sfini­ta per una debolezza mortale, e concedile di riprendere vita per la Passione del tuo unico Figlio che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Tutti: Gloria al Padre... O quam tristis et afflicta fuit illa benedica Mater Unigeniti!

 

Quarta Stazione:

GESU' INCONTRA SUA MADRE

 

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

Simeone parlò a Maria, sua madre: « Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima ». Lc. 2, 34-35

DALLA PAROLA DEL PAPA

Gesù Cristo - vero Dio e vero Uomo - era si­curo di sua Madre nello svolgere la sua mis­sione, nel quadro del suo grande dovere, e nel compiere la volontà del Padre. Era sicuro di

sua Madre... Era sicuro del suo cuore, di quel cuore, cioè, che lo aiutò ad esprimere in ma­niera umana, nelle categorie del pensare e sentire umano, il grande cuore del Padre.

Quel cuore di madre non lo deluse nella dif­ficile ora del Getsemani e del Calvario. Egli l'ebbe infatti vicino a sé sulla strada che con­duceva dal pretorio di Pilato al monte Calva­rio quando portò la croce, e nel momento del suo ultimo respiro. da Segno di contraddizione, Milano 1977, p. 82

Preghiamo: O Padre, che hai voluto che accanto al tuo Figlio fosse presente la sua Madre addolorata, fa' che la tua santa Chiesa, associata con lei alla passione d? Cristo, partecipi alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Tutti: Ave, Maria... Quae moerebat et dolebat pia Mater, dum videbat, nati poenas incliti.

 

Quinta Stazione:

SIMONE DI CIRENE PORTA LA CROCE DI GESU'

 

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

Poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Al­lora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, a portare la croce. Mc. 15, 20-21

DALLA PAROLA DEL PAPA

Sulle spalle di Gesù c'è il peso della croce! Lo strumento della propria sorte, il segno del disonore e, innanzitutto, un enorme peso. Pe­so, sotto il quale Gesù cade. Gli stessi perse­cutori devono cercare qualcuno che lo aiuti, che insieme con Lui porti la croce sul posto dell'esecuzione. Il portare il peso... Il portare la croce... Forse in quest'istante appaiono da­vanti ai nostri occhi uomini caricati in ma­niera simile, i prigionieri dei campi di stermi­nio, che portano sulle loro spalle nelle cave di pietra massi di peso enorme, oppure altri che sono messi al tiro di macchine pesanti invece degli animali. La storia del XX secolo cono­sce ormai tanti quadri del genere. da Segno di contraddizione, Milano 1977, p. 89

Preghiamo: Previeni, o Signore, le nostre azioni con la tua ispirazione e accompagnale con il tuo aiu­to; e fa' che ogni nostra preghiera e lavoro in­cominci sempre da te, e iniziato con te, si concluda ancora per te. Per Cristo nostro Si­gnore. Amen.

Tutti: Gloria al Padre... Quis est homo qui non fleret, Matrem Christi si videret in tanto supplicio?

 

Sesta Stazione:

IL VOLTO SANTO DI GESU'

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

Molti erano spaventati nel vederlo, tanto il suo aspetto era sfigurato: non aveva più l'a­spetto di un uomo. Is. 52, 14

DALLA PAROLA DEL PAPA

La Chiesa ci esorta a soffermarci in modo del tutto particolare, ed eccezionale accanto a Cristo, solo presso di Lui. Ci esorta a sforzar­ci - come san Paolo - a « non sapere altro... se non Gesù Cristo e questi crocifisso» (1 Cor. 2,2).

Tale esortazione, la Chiesa la rivolge a tutti: non soltanto a tutte le comunità dei credenti, a tutti i seguaci di Cristo, ma anche a tutti gli altri. Fermarsi davanti a Cristo che soffre, ritrovare in se stesso la solidarietà con Lui - ecco il dovere e il bisogno di ogni cuore umano, ecco la verifica della sensibilità uma­na. In ciò si manifesta la nobiltà dell'uomo. dal discorso all'udienza generale, 11 aprile 1979

Preghiamo: Guarda, o Padre, il volto del tuo Cristo, che ha dato se stesso per salvare l'umanità; e fa' che dall'oriente all'occidente sia glorificato il suo nome tra i popoli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Tutti: Gloria al Padre... Quis non posset contristari, Christi Matrem contemplari, dolentem cum Filio?

 

Settima Stazione:

GESU' CADE LA SECONDA VOLTA

 

 

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

Tutti noi andavamo, come pecore, errando: ciascuno deviava per la sua strada: ma il Si­gnore ha posto sopra di lui l'iniquità di tutti. Is. 53, 6

DALLA PAROLA DEL PAPA

Gesù ci ha parlato di Dio, e forse con quel­l'unica frase della preghiera nel Getsemani, o con le sue sette parole pronunciate sulla cro­ce, ci ha detto chi è Dio ancor più che non in tutto il Vangelo. La rivelazione di Dio di­venta penetrante proprio per il fatto che Egli « pur essendo di natura divina... spogliò se stesso assumendo la condizione di servo » (Fil. 2,6s).

La penetrante rivelazione della giustizia e, insieme, dell'amore, che è la misericordia. Giustizia, amore, misericordia sarebbero ri­masti concetti senza un contenuto ultimo e de­finitivo, se non ci fosse stata questa Passione e questa Croce.

Occorreva la rivelazione di questa estrema « debolezza » di Dio, perché si potesse mani­festare che cosa è la Sua Potenza. dall'Angelus domenicale, 8 aprile 1979

Preghiamo: Signore Gesù, ti preghiamo per la tua Chie­sa, per la quale ti sei offerto in sacrificio, per santificarla e purificarla nel lavacro dell'ac­qua nella parola di vita: rinnovala continua­mente e purificala con la penitenza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Tutti: Gloria al Padre... Pro peccatis suae gentis vidit Jesum in tormentis, et flagellis subditum.

 

Ottava Stazione:

L'INCONTRO CON LE PIE DONNE

 

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

Lo seguiva una grande moltitudine di gente e di donne, che si battevano il petto e si la­mentavano su di lui.

Gesù allora si voltò verso di esse e disse: « Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, piangete per voi stesse e per i vostri figli ». Le. 23, 27-28

DALLA PAROLA DEL PAPA

Gesù mostrò sempre la massima stima e il massimo rispetto per le donne, per ogni don-

na, e in particolare f u sensibile verso la sof­ferenza femminile.

Come non ricordare... che Gesù volle asso­ciare alcune donne ai dodici (Lc. 8, 2-3), che lo accompagnavano e lo servivano, e gli furo­no di conforto durante la via dolorosa fin sotto la croce?

Perciò la consolazione suprema è e deve es­sere ancora e sempre la presenza di Gesù nel­la nostra vita. dal discorso alle colf, 29 aprile 1979

Preghiamo: O Dio, che preferisci essere misericordioso piuttosto che adirato con quelli che sperano in te, concedici di piangere, come si deve, i peccati commessi, e di meritare la grazia del­la tua gioia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Tutti: Gloria al Padre... Vidit suum dulcem natum moriendo desolatum dum emisit spiritum.

 

Nona Stazione:

 GESU' CADE PER LA TERZA VOLTA

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

Noi non abbiamo un pontefice che non sia in grado d'aver compassione delle nostre infer­mità, ma, al contrario, è stato messo alla pro­va in tutto come noi, escluso il peccato. Ac­costiamoci dunque con fiducia al trono della grazia, affinché si possa ottenere misericor­dia e trovare grazia al momento opportuno. Eb. 4, 15-16

DALLA PAROLA DEL PAPA

Sant'Agostino scrisse: « Amor meus - pondus meum », (amore mio - mio peso). (Confessio­nes, XIII, 9,10).

Ecco la definizione del carico che scaturisce dalla contemplazione della Croce di Cristo! L'Amore non solo eleva, ma sublima e anche carica. E forse i carichi parlano dell'Amore più che non i momenti di estasi e di slancio spirituale. « Amore mio - mio peso ». Per questa ragione Gesù disse: « Se aualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua » (Mc. 8,34). Quando pronunciò queste parole, nessuno intuì che. questo « Grande Profeta » (cfr. Lc. 7, 16) nell'avvenire sarebbe stato caricato della sua propria Croce sulla quale sarebbe morto, si­gillando così la Verità delle sue parole. da Segno di contraddizione, Milano 1977, pp. 89-90

Preghiamo: O Dio, nostro protettore, volgi il tuo sguardo su di noi, oppressi dal peso dei nostri pec­cati e donaci il tuo perdono: così potremo servirti con lo slancio del cuore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Tutti: Gloria al Padre... Eia, Mater, fons amoris, me sentire vim doloris fac, ut tecum lugeam.

 

 

 

 

 

Decima Stazione:

GESU' SPOGLIATO DELLE VESTI

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Ge­sù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato. E la tunica. Gv. 19, 23

DALLA PAROLA DEL PAPA

La vittoria mediante la fede, e l'amore l'ha riportata un uomo, Massimiliano Kolbe, in questo luogo, Auschwitz, che f u costruito per la negazione della fede - della fede in Dio e

della fede nell'uomo - per calpestare radical­mente non soltanto l'amore ma tutti i segni della dignità umana, dell'umanità.

Può ancora meravigliarsi qualcuno che il Papa abbia iniziato la sua prima enciclica colle parole « Redemptor Hominis » e che l'abbia dedicata nell'insieme alla dignità del­l'uomo, alle minacce contro di lui e infine ai suoi diritti inalienabili che così facilmen­te possono essere calpestati ed annientati dai suoi simili? dall'omelia ad Auschwitz, 7 giugno 1979

Preghiamo: Signore Gesù, concedi ai tuoi fedeli di mor­tificare i propri sensi perché possano essere più pronti a celebrare la tua risurrezione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen. Tutti. Gloria al Padre... Fac ut ardeat cor meum in amando Christum Deum ut sibi complaccam.

 

Undicesima Stazione:

 GESU' E' INCHIODATO ALLA CROCE

 

 

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

Quando furono giunti al luogo chiamato del Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Lc. 23, 33

DALLA PAROLA DEL PAPA

La croce era uno strumento di tortura e di vituperio del condannato (cfr. Mc. 15, 27; Gv. 19,17; Gal. 5,11). La Croce f u un se­gno prescelto (Fil. 2,8-9; Gal. 6,14; 1 Cor. 1,18).

S'incontrano in essa due direzioni: quella orizzontale e quella verticale, ed essa esprime così il più profondo incrocio delle due dimensioni: la divina e l'umana.

A questo punto dell'incrocio simbolico, ma ugualmente reale, è stato collocato il sacri­ficio, l'Agnello di Dio, l'Uomo-Dio.

Gesù ha abbracciato tutto per restituire di nuo­vo tutto al Padre suo. E nell'atto di quella Restituzione, nell'atto di quel Sacrificio, Egli tutto ha fatto « nuovo » (cfr. Ger. 31, 31; Es. 35. 36). da Segno di contraddizione, Milano 1977, p. 99

Preghiamo: O Signore, con il segno della santa croce, proteggi il tuo popolo dalle insidie di tutti i nemici: così potremo offrirti un servizio gradito, e ti sarà accetto il nostro sacrifi­cio. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Tutti: Gloria al Padre... Sancta Mater, istud agas. crucifixi fige plagas, tordi meo valide.

 

 

Dodicesima Stazione:

 

GESU' MUORE SULLA CROCE

 

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra.

Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». E Gesù, emesso un alto grido, spirò. Mt. 27, 45-46.50

DALLA PAROLA DEL PAPA

Cristo Gesù! Come un tempo a Gerusalem­me ai piedi della Croce stavano tua Madre, Giovanni e Maddalena ed altre donne così anche noi stiamo qui.

Guardando questa Croce, dobbiamo sentire ed esprimere una solidarietà particolarmente

profonda con tutti i nostri fratelli nella fe­de, che anche nella nostra epoca sono og­getto di persecuzioni e di discriminazioni in diversi luoghi della terra. Pensiamo soprat­tutto a coloro che sono condannati, in un certo senso, alla « morte civile » col rifiuto del diritto di vivere secondo la propria fede, il proprio rito, secondo le proprie convin­zioni religiose.

Chiediamo a Cristo che non manchi loro la potenza dello Spirito, di cui hanno bisogno i confessori e i martiri dei nostri tempi... alla Via crucis del Colosseo, 13 aprile 1979

Preghiamo: O Dio, onnipotente e misericordioso, che ci hai redento con la passione e morte del tuo Figlio, conserva in noi l'opera della sua mi­sericordia e per la partecipazione a questo mistero ci sia dato di rivivere in una devo­zione perenne. Per Cristo nostro Signore. Amen. Tutti: Gloria al Padre... Tui nati vulnerati, tam dignati pro me pati, poenas mecum divide.

 

Tredicesima Stazione:

GESU' E' DEPOSTO DALLA CROCE

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

C'era un uomo di nome Giuseppe, membro del Sinedrio, persona buona e giusta. Si pre­sentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roc­cia, nella quale nessuno era stato deposto. Era il giorno della parasceve e già splende­vano le luci del sabato. Lc. 23, 50. 52-54

DALLA PAROLA DEL PAPA

Quando dopo essere tolto dalla Croce, Ti hanno deposto in un sepolcro ai piedi del Calvario desideriamo pregarti affinché Tu rimanga con noi mediante la Tua Croce: Tu, che per la Croce Ti sei separato da noi. Ti preghiamo perché rimanga con la Chie­sa, perché Tu rimanga con l'umanità, per­ché non ti sgomenti se molti, forse, passano indifferenti accanto alla Tua Croce, se al­cuni si allontanano da essa ed altri non vi arrivano.

Resta con noi e attiraci a Te (cfr. Gv. 12,32), Tu, che sotto questa Croce sei caduto. Re­sta con noi mediante la Tua Madre, alla qua­le dalla Croce hai affidato in modo partico­lare ogni uomo (Gv. 19,37). Resta con noi! alla Via crucis del Colosseo, 13 aprile 1979

Preghiamo: Salgano a Te, o Signore, le nostre preghiere, espresse nella partecipazione ai sentimenti della Vergine addolorata, e rendici come Lei umili nell'amore e generosi nel sacrificio per la salvezza dei nostri fratelli. Per Cristo no­stro Signore. Amen.

Tutti: Gloria al Padre... Fac me tecum pie flere, crucifixo condolere, donec ego vixero

 

Quattordicesima Stazione: GESU' E' MESSO NEL SEPOLCRO DA DOVE RISORGERA'

 

 

 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

DALLA PAROLA DI DIO

Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e olii profumati. Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che ave­vano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù... Due uomini in vesti splendenti dissero loro: « Perché cer­cate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato ». Le. 23, 55-56; 24, 1-3; 5-6

DALLA PAROLA DEL PAPA

Chi è Cristo? E' il Figlio di Dio, che ha as­sunto la vita umana nel suo temporale orientamento verso la morte. Ha accettato la ne­cessità della morte. Cristo è Colui che ha accettato tutta la realtà del morire umano. E proprio perciò Egli è Colui che ha compiu­to un rivolgimento fondamentale nel modo di capire la vita. Ha mostrato che la vita è un passaggio, non solamente al limite della morte, ma a una vita nuova. Così la Croce per noi è diventata suprema Cattedra della verità, di Dio e dell'uomo. Tutti dobbiamo essere alunni di questa Cattedra. Allora com­prenderemo che la Croce è anche la culla dell'uomo nuovo.

dall'omelia agli universitari di Roma, 5 aprile 1979

Preghiamo: O Dio, che hai portato a compimento l'ope­ra della redenzione nel mistero pasquale del tuo Figlio, fa' che commemorando con fede la sua morte e risurrezione, sperimentiamo sempre più i doni della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen. 

Tutti: Gloria al Padre... Quando corpus morietur, fac ut animae donetur paradisi gloria. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il terzo giorno è risuscitato.

Questa verità, sulla quale, come su « pietra angolare » (cfr. El. 2,20), si basa tutta la costruzione della nostra fede, vogliamo oggi di nuovo condividerla tra noi, reciproca­mente come pienezza del Vangelo, Noi: con­fessori di Cristo, Noi cristiani, Noi Chiesa. Noi la condividiamo nella gioia. Come non rallegrarsi della vittoria di questo Cristo, che passò per il mondo beneficando tutti (At. 10, 38), come non rallegrarsi della vittoria di colui, che così ingiustamente è stato condan­nato alla passione più terribile ed alla mor­te sulla croce; della vittoria di colui che pri­ma è stato flagellato, schiaffeggiato, imbrat­tato di sputi, con tanta inumana crudeltà? Ecco il Giorno che ha fatto il Signore!

dal messaggio pasquale, 15 aprile 1979.

 

Per il 1° anniversario della salita alla Casa del Padre del Santo Padre Giovanni Paolo II - per il 1° anno di vita dalla fondazione della Mailing Lista dedicata a GPII – pino 1_4_2006.

 

 

 

VIA CRUCIS DEL MALATO

 

 

 

 

 

 

Preghiera introduttiva - Signore, voglio rifare con Te la strada della croce. La tua sofferenza porti un po' di luce al mio dolore. La forza e il coraggio con i quali hai af­frontato la morte diventino la mia forza e il mio coraggio, affinché meno pesante mi sia il cammino della vita.

 

STAZIONE I Gesù condannato a morte

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Lc 23,23-25 - Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso: e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà.

 

Alla condanna degli uomini, tu, Si­gnore, ha risposto con il silenzio.

Il silenzio! È questa la tremenda realtà nella quale mi trovo. La malattia mi ha iso­

lato da tutti; mi ha improvvisamente sepa­rato dalle mie abitudini, dai miei interessi, dalle mie aspirazioni. È vero, ci sono molte persone che mi circondano di affetto e mi vogliono bene, ma la mia solitudine, quella che squarcia il cuore, nessuno può riempirla.

Solo tu, Signore, mi capisci. Per questo, ti prego, non lasciarmi solo! Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE II Gesù caricato della croce

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Mc 15,20 - Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

Lc 9,23 - E a tutti diceva: Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.

 

Sulle tue spalle innocenti, eccoti, Si­gnore, la croce. L'hai voluta tu per dimo­strarmi tutto il tuo amore. Non mi ero mai chiesto il perché della sofferenza; quando il dolore colpisce gli altri si rimane per lo più indifferenti. Ma quando ha bussato alla mia porta, allora tutto è cambiato: ciò che prima mi sembrava naturale, logico, ora è diventato innaturale, assurdo, disu­mano. Sì, disumano perché tu non ci avevi creati per soffrire, ma per essere felici. L'i­naccettabilità del soffrire è dunque, segno di una felicità perduta. Signore, aiutami. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE III Gesù cade la prima volta

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Sal 37,3b-7a. 11-12.18 - Su di me è scesa la tua mano. Per il tuo sdegno non c’è in me nulla di sano, nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati. Le mie iniquità hanno superato il mio capo, come carico pesante mi hanno oppresso. Putride e fetide sono le mie piaghe a causa della mia stoltezza. Sono curvo e accasciato.[…] Palpita il mio cuore, la forza mi abbandona, si spegne la luce dei miei occhi. Amici e compagni si scostano dalle mie piaghe i miei vicini stanno a distanza. […] Poiché io sto per cadere e ho sempre dinanzi la mia pena.

 

Quella croce è troppo pesante per te! Hai appena iniziato la salita del Calvario e già stramazzi per terra. Ci sono dei momenti, Signore, in cui la mia vita mi sembra bella, quando a fare il bene mi è facile, quando ad essere buoni si prova una immensa gioia.

Poi, invece, di fronte alla tentazione si cade. Vorrei fare il bene ma in me sento una forza che mi spinge a disobbedire alla tua legge, ai tuoi comandamenti. La malattia è un male, ma in me ce n'è uno più grande: è il peccato. Di questo, Si­gnore, io ti chiedo perdono. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE IV Gesù incontra sua Madre

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Lc 2,34-35 - Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “ Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima.”

 

Tua madre non poteva mancare lungo la strada della tua passione. Ora è lì ac­canto a te, muta perché è l'unica persona che comprende il tuo dolore.

Signore, anch'io vorrei trovare in que­st'ora di solitudine e di amarezza una per­sona che mi capisca. Ho constatato che qui all'ospedale tutti hanno fretta, pochi sanno fermarsi, pochi sanno ascoltare. Il volto piangente di tua madre ti ha dato grande sconforto.

Anche a me, Signore, dona la gioia di questo incontro! Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE V Gesù aiutato dal Cireneo

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Mc 15,21 - Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce.

Mt 10,38 - Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.

 

Lungo la strada del Calvario i carnefici hanno pensato di alleggerirti il peso della croce, costringendo un passante a darti una mano. E tu, Signore, hai guardato il ci­reneo con grande compassione ma anche con grande amore. È strano il tuo modo di agire: hai creato l'universo intero e per venire tra noi hai voluto aver bisogno di noi. Tu potresti guarirmi in un istante invece vuoi che la mia sofferenza mi aiuti a migliorare me stesso. Hai bisogno di me, Signore? Ebbene, eccomi con le mie miserie, con la mia povertà interiore e con una grande volontà di essere più buono. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE VI Gesù asciugato dalla Veronica

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Is 52,14; 53,2b. 3 - Come molti si stupirono di lui, tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo.Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi,non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

 

Tra tanta confusione un gesto semplice: una donna si fa largo tra la folla e ti asciuga il volto. Forse nessuno si è accorto; ma a te non è sfuggito quel gesto pietoso. Ieri nella mia camera c'era un malato che continuava ad infastidirmi con i suoi inutili lamenti; avevo voglia di riposare: non ho potuto. Volevo protestare ma non l'ho fatto, Si­gnore. Ho sofferto in silenzio, ho pianto anche, ma nessuno se n'è accorto. Solo tu, Signore, hai capito! Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE VII Gesù cade la seconda volta

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Sal 68,2a. 3.8 - Salvami, o Dio. Affondo nel fango e non ho sostegno; sono caduto in acque profonde e l’onda mi travolge. Per te io sopporto l’insulto e la vergogna mi copre la faccia.

 

Ancora una caduta: e questa volta più penosa della prima. Com'è difficile rico­minciare a vivere ogni giorno! Sempre gli stessi gesti: il medico che mi chiede come sto, l'infermiera che mi con­segna la solita pastiglia, il malato della stanza accanto che continua a lamentarsi. Eppure, tu mi chiedi, Signore, di diven­tare più buono accettando questa terribile monotonia della vita, perché solo nella pa­zienza e nella perseveranza sono certo di poterti incontrare. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE VIII Gesù incontra le pie donne

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Lc 23,27-28.31 - Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù,  voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Perchè se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”

Gv 15,5-6 - Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

 

Gesù accetta la partecipazione com­mossa di alcune donne, ma coglie l'occa­sione per insegnare che non basata pian­gere gli altri: è necesario convertirsi. Durante queste ore di solitudine, ho pensato, spesso, Signore, alla situazione della mia anima. tu mi inviti a cambiare vita. Lo vorrei, Signore, ma sapessi quant'è difficile! La malattia, poi, mi ha messo in uno stato di ribellione. Perché proprio a me? Perdonami. Aiutami a capire, aiutami a convertirmi! Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE IX Gesù cade la terza volta

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Sal 34,15-16 - Ma essi godono della mia caduta, si radunano, si radunano contro di me per colpirmi all’improvviso. Mi dilaniano senza posa, mi mettono alla prova , scherno su scherno, contro di me digrignano i denti.

 

La fatica si fa sempre più pesante ed an­cora una volta barcolli sotto il legno della croce.

Credevo, anch'io, Signore, di essere una persona buona e generosa. Invece, è ba­stata una malattia per ridimensionare tutte le mie aspirazioni. È bastata una occasione cattiva per ritrovarmi con la mia povertà e la mia pochezza. Ora capisco: la vita è fatta anche di cadute, di delusioni, di amarezze. Ma tu mi insegni a riprendermi e conti­nuare fiducioso la strada. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE X Gesù spogliato delle vesti

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Gv 19,23-24 - I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato. E al tunica. Ora quella tunica era senza cucitura, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo.Perciò dissero tra loro: “ Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca.” Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. E i soldati fecero proprio cosi.

 

Ecco il tuo corpo denudato di fronte allo sguardo impudico e curioso di una folla sghignazzante. Il corpo, Signore, l'hai creato tu. Hai vo­luto fosse bello, sano, robusto. Ma basta un niente perché questa bellezza si sfasci. Il mio corpo conosce in quest'ora il dolore che opprime e sgomenta. Solo ora com­prendo il valore della salute.

Fa', Signore, che quando sarò guarito abbia ad usare del mio corpo per compiere il bene. Guardando al tuo senza macchia, impari ad usare il mio nella purezza e nella umiltà. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE XI Gesù in croce

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Lc 23,33-34.35 - Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” Dopo essersi poi divise le vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: “Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto.”

Mt 27,37 - Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: “Questi è Gesù, il re dei Giudei”

Mc 15,29 - I passanti lo insultavano, e scuotendo il capo, esclamavano: “Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce”

 

Finalmente sei arrivato al termine della tua vita terrena. I carnefici sono soddi­sfatti: hanno compiuto l'opera! Mi hanno detto che il malato assomiglia a te crocefisso. Non so se lo facciano per darmi coraggio. Certo, che su questa croce, Signore, si sta davvero male. lo vor­rei scendere da questa croce. Tu invece, mi insegni a rimanere finché sarà la mia ora. Signore, accetta la mia in­capacità di accogliere questa prova! Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE XII Gesù muore

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Mc 15,34-39 - Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lema sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato? Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: “Ecco chiama Elia!” Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: “Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce” Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, dall’altro in basso. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo disse: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!”

Lc 23,45 - Il velo del tempio si squarciò nel mezzo.

 

Ora tutto è finito. La tua vita è terminata nel modo più ignominioso ed ingiusto.

Del resto, l'hai voluto tu: per questo sei venuto al mondo, per morire e per salvarci. Noi siamo nati per vivere. La vita la sento come qualcosa più grande di me stesso. Eppure questo corpo malato mi ricorda che anche per me arriverà quel giorno; quel giorno che vorrei non arrivasse mai, mi trovi, Signore, preparato come te. Fa' che in quel momento sorella morte trovi sul mio volto la luce raggiante di un'anima serena. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE XIII Gesù deposto

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Gv 19, 25.31.33-34 - Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto no gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

 

Il tuo corpo freddo viene schiodato dalla croce. Tua madre ti accoglie tra le sue braccia amorose. Quale incontro! Quale abbraccio! Spesso penso come la mia malattia sia causa di dolore per i miei parenti e cono­scenti. Mi ritengo non solo un essere inu­tile, ma so di essere di peso a tante per­sone. È proprio in questi momenti, Signore, che io sento tutta la pesantezza del mio corpo malato, la fragilità del mio essere, la nullità della mia vita.

La comunità che mi accoglie, sia come tua madre: comprensiva, generosa, buona. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE XIV Gesù nel sepolcro

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Gv 19,41 - Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto.

Mt 27,60b - Rotolata poi un gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò

 

Come il tuo corpo dopo tre giorni ha co­nosciuto la gloria della risurrezione, an­ch'io credo: risorgerò; e questo mio corpo ti vedrà salvatore. Tu che mi hai formato ad immagine del tuo volto, conserva in me, Signore, il se­gno della tua gloria. Io credo: risorgerò e questo mio corpo ti vedrà salvatore. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

STAZIONE XV Gesù risorge

Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Mt 28,1-10 - Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite.Ma l’angelo disse alle donne: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. E’ risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: E’ risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto: Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli. Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: “Salute a voi”. Ed esse  avvicinatesi, gli cinsero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: “Non temete: andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”.

 

Tu sei risorto, Signore. Tu hai tenuto duro, sei rimasto fedele nella prova ed hai vinto. Hai capito che la sofferenza non si può spiegare, ma si può viverla con amore. Signore ora tu vivi glorioso accanto a noi perché noi pure siamo vincitori. Donaci la gioia della risurrezione, Tu che continui a fare il nostro cammino. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo

Santa Madre deh voi fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.

 

 

ORAZIONE CONCLUSIVA

Fa', Signore, che la meditazione sulla tua passione, porti al mio animo la forza e il coraggio di superare questa prova miste­riosa della vita per essere con te, un giorno, felice nel tuo regno. Amen.

Lettera... al mio Signore

Perdona la mia impazienza. Ti scrivo per­ché ho letto nella Scrittura che non devo av­vilirmi nella malattia, hai promesso di gua­rirmi, se avrò fiducia in te.   (Sir. 3)

Ora, io da tempo t'invoco, ti chiedo di ve­nire in mio aiuto e resto sempre lo stesso. Ho letto anche nelle cronache di questi giorni che continui a moltiplicare le tue meraviglie, come ieri nel Vangelo. I tuoi fedeli raccon­tano di aver visto i sordi e i ciechi guarire, gli storpi camminare. (Riv. RnS 7/8.89)

Voglio lodarti anch'io con i beneficati, caro Signore, che vuoi così dimostrare la pre­senza salvifica e la tua misericordia ai miei fratelli ammalati.

Ma ora ti chiedo di insegnarmi a pregare e domandarti se sia più conveniente per me il dono della salute, oppure abbandonarmi alla tua santa volontà, senza chiedermi che sarà di me e della mia pena. Ebbene, tu mi chiedi di aver fiducia, per­ché sei buono e misericordioso. Tu mi obbli­ghi a domandare, perché qualunque cosa io chieda nel nome di Gesù, mi sarà data. Sarò allora impertinente se ancora ritorno a do­mandarti la stessa cosa?

Tu hai cura di me e mi proteggi all'ombra delle tue ali, per questo ti prego di aver pietà di me e tutto avvenga secondo le tue promesse. Ti chiedo di perdonare le mie colpe, di cantare le tue lodi e guarire, anche se questo è solo un an­ticipo della salute piena che mi sarà concessa quando mi chiamerai a condividere la tua vita gloriosa, con Gesù vivo e risorto. Ti voglio benedire, Signore, perché ti sento a me vicino per illuminarmi il sentiero della croce, mia compagna inseparabile, la stessa che tu hai abbracciata per amor mio.

Ora non privarmi del tuo Santo Spirito, perché ti sei fatto mio alleato e non vuoi de­ludermi. In te confido, mio Signore. Così sia.

VIA CRUCIS COLOSSEO 2006