

Reperti archeologici,rinvenuti
nell’area cimiteriale del Santo Sepolcro a Gerusalemme,attestano
l’esistenza,già nel II secolo,di espressioni di culto verso la
passione del Signore. La pellegrina Eteria (Egeria) nel IV secolo ci informa della
processione che in certe feste si snodava all’interno della Basilica del
Santo Sepolcro. Dato lo stretto legame con i luoghi della passione,quella
processione è ritenuta una forma embrionale della futura Via Crucis,che
nel tardo Medioevo trovò grandi sostenitori,come san Bernardo di
Chiaravalle,san Francesco d’Assisi e san Bonaventura.
Verso la fine del XIII secolo era
intesa ancora non tanto come pio esercizio,quanto come cammino-segnato
già da una successione di’stazioni’ percorso da Gesù
nella salita al Calvario. Nella sua forma attuale,
Le 14 stazioni,sia quelle di
riferimento biblico,che quelle della tradizione,evocano episodi di grande
portata salvifica e di rivelante valore spirituale:partecipando alla via
crucis,ogni credente riafferma la propria adesione a Cristo:per piangere
ilprprio peccato come Pietro;per aprirsi come il buon ladrone,alla fede in
Gesù,Messia sofferente,per restare presso la croce,come
Giuseppe Lipari

Nell’orto degli ulivi,in preda allo sconforto e ad una solitudine
cosmica,Gesù prega i suoi amici più cari di stargli vicino,di
confortare il suo cuore,di asciugare il suo sudore di sangue.Ma gli apostoli
cadono preda del sonno dell’indifferenza e dell’ingratitudine,come
tutti noi,che sazi del benessere materiale,ci chiudiamo al dolore degli altri.

GESU’ E’ CONDANNATO A MORTE
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

Se il mio Signor
diletto
che se poi l’innocenza
a morte
hai condannato
colpa da te s’appella,
spiegami
almen, Pilato,
per
colpa così bella
qual
fosse il suo fallir.
potessi anch’io morir.
Un brulicare di
braccia minacciose,un urlo immane e bestiale che reclama sangue e preferisce il
ladro e l’assassino Barabba a chi ha dato la vista ai ciechi,la voce ai
muti,la guarigione ai lebbrosi;ecco il dramma e diabolico rovescio della
domenica delle Palme,il trionfo di Caino,della violenza. La violenza di ogni
epoca,dalla clava al mitra,dalla lancia al missile,dal badile al carro
armato,contro il Giusto e il Santo. In ogni epoca c’è un
Gesù condannato e un Barabba assolto e liberato perché ha
qualcosa di più da offrire agli egoismi individuali.
GESU’ CARICATO DELLA
CROCE
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

Chi porta il suo
supplizio
Ma se Gesù si vede
so che ne appar ben
degno
di croce caricato
so che la pena è segno
paga
l’altrui peccato
di già
commesso error.
sol per immenso amor.
STAZIONE III
PRIMA CADUTA
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

Chi porta in pugno
il mondo
Se cade l’uomo ingrato
a terra
è gia caduto,
tosto
Gesù il conforta,
né
gli si porge aiuto
e per Gesù è morta
o ciel
che crudeltà.
al
mondo ogni pietà.
Cristo e Giuda,un
Dio che cade e si umilia per la creatura,un uomo che pende disperato,tra cielo
e terra,che non ha accettato l’umiliazione di chiedere perdono. Giuda non
ha creduto nell’amore,nella misericordia e nel perdono. E’ il
tragico destino di chi confida solo nelle forze della ragione. Di fronte alla
ragione umana,orgogliosamente divinizzata,ogni errore,ogni caduta è
colpa inammissibile e imperdonabile.Ecco l’orgogliosa saggezza
dell’uomo vanificarsi in stoltezza,perché generatrice di
disperazione e di morte. Quanto più sapiente di Giuda,che pure aveva
visto i miracoli,è stato il
ladrone crocifisso,che di Gesù invece, non vedeva che la fine impietosa
e ingloriosa.
GESU’ INCONTRA
SUA MADRE
TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

della
dolente Madre
che dice Madre Addio
che gira
fra le squadre,
più
fier del dolor mio,
in
traccia del suo ben.
Il tuo mi passa il sen.
Le tenerezze di Betlemme,le
sante gioie di Nazareth,sono un lontano ricordo per Maria. Pure,non strazio
sconvolto,non lacrime visibili,tra Madre e Figlio. Maria sa che la tragedia si
compirà,che la croce,le spine,i chiodi sono frutto del totale abbandono
alla volontà divina. E lungo la via del Calvario è là a
sorreggere la volontà del Figlio.
IL CIRENEO
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

Un forestiero,uno
sfruttato,un emarginato aiutò Gesù a portare la croce.Quanti
Cirenei nella storia: i martiri,i perseguitati per motivi ideologici,per motivi
religiosi,per motivi razziali. I bimbi innocenti di Betlemme e quelli Ebrei di
Terezin,le Anne Frank,le Edith Stein,i Massimiliano Kolbe.Quanti Cirenei lungo
calvari sinistramente e scientificamente tramutati in lager.
STAZIONE Vl
LA VERONICA
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

Si vago è il
mio tormento
In
cielo che farai
bel
volto del mio bene
se in rozzo velo impresso
che
quasi a te diviene
da
tante pene oppresso
amabile
il dolor.
spiri sì dolce amor.
Il Santo volto di
Gesù,un autografo di sangue su n fazzoletto.e’ questa la sublime
ricompensa di Gesù per un gesto femminile di pietà. Veronica,un
nome che la pia tradizione ha salvato dall’oblio del tempo,mostra la
sofferenza di Cristo. La stessa sofferenza che portano segnata,come un
marchio,gli handicappati,,i ciechi,i paralitici,gli storpi,i lebbrosi,gli
infermi:testimoni dell’eterna passione di Cristo.
SECONDA CADUTA
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

Sotto i pesanti
colpi
Più teneri dei cuori
della
dolente scorta
siete
voi duri sassi,
un nuovo
inciampo porta
né più ingombrate i passi
a terra
il mio Signor.
al
vostro creator.
Prima che il
gallo canti,mi rinnegherai tre volte gli aveva profetizzato Gesù. E
Pietro non sa sostenere la causa di Gesù nella notte del tradimento.
Impavido,in momenti di serenità,il generoso figlio di Giona aveva reso
la più grande testimonianza
al Figlio dell’Uomo: Tu sei il Cristo,il Figlio di Dio vivente.
Ma,nel momento della prova,Pietro rinnega:Non l’ho mai conosciuto. Anche
noi,come Pietro, siamo pronti a rinnegare l’amico più caro che
solo ha parole di vita eterna,al primo accenno di bufera,appena vi è il
rischio di rimetterci nel vivo della nostra vita.
GESU’ E LE PIE DONNE
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

Figlie non
più su queste
Serbate il vostro pianto
piaghe
che porto impresse
o
sconsolate donne
ma sopra
di voi stesse
quando la rea Sionne
vi prego
a lacrimar.
Vedrete rovinar.
Le donne del
popolo commiserano la sorte del servo di Javhè,dell’innocente
calpestato dal potere. Ma,a sua volta,è Gesù che compiange la
sorte delle donne e dei loro figli. Non di questo compatimento,sterile e
sentimentale,che ha bisogno l’uomo Gesù,ma di una
compartecipazione concreta nel non rassegnarsi alla sopraffazione delle forze
del male,nel non scandalizzarsi di fronte alla logica umana in cui i giusti
pagano per i malvagi. Le parole di Gesù sono anche parole di
solidarietà e di conforto per tutte le Maddalene,le Marte e le Marie
della storia,perchè non venga meno la loro fede nel momento della prova.
TERZA CADUTA
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

L’ispido
monte mira
Quest’orrido pensiero
Il
Redentor languente
sì al vivo il cuor gli tocca
e sa che
inutilmente
che
languido trabocca
per
molti ha da salir.
E sentesi morir.
Gesù cade
ancora,sotto una pioggia di missili ed ordigni bellici. L’uomo
Gesù è ancora sconfitto
e questa volta non solo colpe di un singolo,del suicida o del rinnegato
ma dalle colpe dell’umanità intera. Che cosa è stata sino
ad ora la storia,se non una scalata continua verso l’autodistruzione del
genere umano ? Se non un crescendo di guerre sempre più estese,ed un
maligno perfezionamento di armi e di strumenti di morte ? Su Cristo ancora
caduto,è tutta l’umana follia,è l’umana violenza a
pesare.
GESU’ SPOGLIATO
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

L’Arca di Dio
non
del vel
si vede scarca
or
ricoprir non sanno;
e ignudo
il Dio dell’Arca
Dite,mio Dio che fanno
vedrassi
e senza vel.
I serafini in cielo.
Freddi artigli di
metallo spogliano l’uomo Gesù,come se ormai non sia degno di
essere toccato da mano di uomo. E’ il cosiddetto ‘ progresso
tecnologico ‘ che si comporta così col piccolo uomo della
strada,semplice pezzo d’ingranaggio dell’immensa macchina sociale.
Come Gesù ,spogliato delle sua dignità,l’uomo moderno si
è spogliato della sua identità di uomo fatto a immagine di Dio,in
nome dell’automazione, dell’edonismo,dei conforts più
sofisticati. Da interlocutore di Dio,l’uomo contemporaneo rischia di
divenire interlocutore delle macchine e depredatore stolto del pianeta
affidatogli da Dio.
GESU’ CROCIFISSO
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

La sua persona
venduta per danaro,le sue vesti tirate in sorte:ora Gesù è
perfino utile a chi vuol guadagnare.Innalzato sulla croce,non fa più
paura ai potenti della terra.Lo hanno eliminato. Il mondo appartiene a chi
riesce a dominare con la forza e con il danaro.
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

Veder
l’orrenda morte Trema
commosso il mondo
Del tuo Signor non puole
il sacro vel si spezza,
onde si copre il sole
piangon per tenerezza
e mostra il suo dolor.
i
duri marmi ancor.
Nel momento supremo della morte,Gesù è solo.
Gli uomini hanno ricambiato l’amore con l’odio,la vita con la
croce. Ma Dio fa della Croce il nuovo altare sul quale gli uomini potranno
offrire l’unico sacrificio eterno e immacolato dell’Agnello di Dio.
LA PIETA’
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

Tolto di Croce il
Figlio
Versa per gli occhi il core,
l’avide
braccia stende
in
lacrime disciolto:
l’afflitta
madre e prende
bacia quel freddo volto
nel
grembo il morto Ben.
e se lo stringe al sen.
Tutto ha
donato morendo,Cristo Gesù,anche
.
IL SEPOLCRO
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TI ADORIAMO O CRISTO E TI
BENEDICIAMO.
PERCHE’ CON

Tomba che chiudi
in seno
Alla spietata morte
il mio
Signor già morto
allor
dirò con gloria
fin
ch’ei non sia risorto
dov’è la tua vittoria?
non
partirò da Te.
Il
tuo poter dov’è ?
Gesù aveva
detto: se il chicco di grano non muore,non produce frutto,ma se muore produce
molto frutto. Ecco,il chicco di grano è morto,viene messo
nell’oscurità della zolla di terra,nel sepolcro. Ancora poche ore
e sarà la gloria,il trionfo della vita sulla morte e sul peccato. Noi
che non abbiamo avuto la gioia di vedere faccia a faccia l’umanità
gloriosa di Cristo,saremo chiamati beati se sapremo riconoscere la sua divina e
misteriosa presenza reale nell’Eucarestia.
(da vita dolorosa di Filippo Pirro)

verso il
pianto di dolor:
per me
prega il Figlio e il Padre
in Te
solo ha speme il cor.
Una
stilla almen del sangue
che
versava il tuo Gesù,
mi
conforti il cor che langue,
mi
conceda ancor virtù.
Oh !
seguir vorrei tuo Figlio,
il mio
sangue ancor versar,
ma
nell’ora del periglio
sento il
cuor in sen tremar.
Dal
Calvario in sulla via
ti vorrei
almen seguir
e
soffrir con Te,Maria,
contemplando
il tuo patir.
Ora il
Figlio che è ferito
tutto il
sangue è in faccia a te.
Offri
uno sguardo impietosito,
una
lacrima,una lacrima per me.
Tu sei
madre del dolore,
degli
afflitti sei consol,
ah! Per me
trafitto è il cuore
per
me in croce,
per me
in croce, il tuo Figliol.
Fra i
cipressi ognor mi aggiro,
ove
mesto passo il dì.
Sarò
teco nel martirio
Ove il
Figlio tuo morì.
Io
t’offfesi,ah! falli miei,
finchè
vivo piangerò.
Ma se
madre ancor mi sei
Io
perdono chiedo a avrò.
Ti
saluto,o croce santa,
che
portasti il Redentor;
gloria,lode,onor
ti canta
ogni
lingua ed ogni cuor.
Sei
vessillo glorioso di Cristo,
sei
salvezza del popolo fedel;
grondi
sangue innocente sul
che
Tu nascesti
fra braccia amorose
D’una
vergine madre,o Gesù;
tu
moristi fra braccia pietose
d’una
croce che data ti fu.
O
Agnello divino immolato
sull’altar
della croce,pietà!
Tu che
togli del mondo il peccato
Salva
l’uomo che pace non ha.
Del
giudizio nel giorno tremendo
sulle
nubi del cielo verrai;
piangeranno
le genti vedendo
qual
trofeo di gloria sarai.
Gesù
mio,con dure funi
Come reo
chi ti legò ?
Sono stati i miei peccati:
Gesù mio,perdon pietà.
Gesù
mio,la sacra fronte
chi di
spine ti coronò ?
Sono stati…
Gesù
mio,la bella faccia
chi
crudele ti schiaffeggiò?
Sono stati….
Gesù
mio,di fango e sputi
chi il
bel volto t’imbrattò ?
Son stati…
Gesù mio,le sacre membra
chi spietato ti flagellò ?
Sono stati….
Gesù mio,la dolce bocca
chi di fiele ti amareggiò ?
Sono stati…
Gesù mio,su le tue spalle
chi la croce ti caricò ?
Sono stati…
Gesù mio,le sacre mani
chi con i chiodi ti trapassò ?
Sono stati…
Gesù mio,i sacri piedi
chi spietato ti traforò ?
Sono stati…
Gesù mio,quel sacro cuore
chi di lancia ti perforò
Sono stati…
O Maria,il tuo bel Figlio
chi l’uccise e te rubò?
a morte
hai condannato
colpa
da te s’appella
spiegami
almen Pilato
per colpa così bella
qual
fosse il suo fallir.
potessi anch’io morir.
Chi
porta il suo supplizio
ma
se Gesù si vede
so che
ne appar ben degno
di croce caricato
so che
la pena è segno
paga
l’altrui peccato
di
già commesso error.
sol per immenso amor.
Chi
porta in pugno il mondo
Se
cade l’uomo ingrato
a terra
è già caduto
tosto Gesù il conforta
né
gli si porge aiuto
e per Gesù è morta
o ciel che crudeltà.
al
mondo ogni pietà.
della dolente Madre
che
di ce Madre addio
che gira tra le squadre
più fier del dolor mio
in traccia del suo
ben.
Il
tuo mi passa il sen.
son’io Signor il reo
di croce io sol gravarti
non deve
il Cireneo
per
uno in aiutarti
la croce tua portar.
non dovrò poi bastar.
Sì
vago è il tuo tormento
In
cielo che farai
bel volto del mio bene
se in rozzo velo impresso
che quasi
a te diviene
da tante pene oppresso
amabile
il dolor.
spiri
sì dolce amor.
Sotto i
pesanti colpi
Più teneri dei cuori
della
ribalda scorta
siete
voi duri sassi
un nuovo inciampo porta
né più ingombrate i passi
a terra il mio Signor. al
vostro creator.
Figlie
non più su queste
Serbate il vostro pianto
piaghe
che porto impresse
o sconsolate donne
ma sopra
di voi stesse
quando
la rea Sionne
vi prego
a lacrimar.
vedrete rovinar.
L’ispido
monte mira
Quest’orrido
pensiero
Il
Redentor languente
sì al vivo il cuor gli tocca
cui sa
che inutilmente
che languido trabocca
per molti ha da salir.
e sentesi morir.
del vel
si vede scarsa
or
ricoprir non sanno
e ignudo
il Dio dell’Arca
dite mio Dio che fanno
vedrassi e senza vel.
i
serafini in Ciel.
disteso
il mio diletto
che al tornio sembran fatte
e il
primo colpo aspetto
ah
che il martel le batte
dell’empia
crudeltà.
senz’ombra di pietà.
Veder
l’orrenda morte
Trema
commosso il mondo
del tuo
Signor non puole
il sacro vel si spezza
onde si
copre il sole
piangon
per tenerezza
in segno
di dolor.
i duri marmi ancor.
Tolto di
croce il Figlio
Versa per gli occhi il cuore
l’avide
braccia stende
in
lacrime disciolto
l’afflitta
Madre e prende
bacia
quel freddo volto
in
grembo il morto ben.
e
se lo stringe al sen.
Tomba
che chiudi in seno
Alla
spietata morte
Il mio
Signor già morto
allor
dirò con gloria
fin
ch’ei non sia risorto
dov’è
la tua vittoria
non
partirò da te.
Il
tuo poter dov’è.
VIA CRUCIS
Atto di Contrizione
Amorosissimo Gesù mio, prostrato umilmente ai vostri piedi
santissimi, vi domando con tutto il cuore perdono dei miei peccati che io
piango e detesto, specialmente per essere offesa della vostra infinita
bontà. Propongo di voler piuttosto morire che offenderVi; anzi protesto
di volerVi amare sopra ogni cosa fino alla morte. In compenso dei tanti debiti
da me contratti colla vostra divina giustizia, vi offro questo breve
esercizio della Via Crucis in unione di quel viaggio doloroso che Voi
faceste al Calvario per me indegnissimo peccatore. Gradite, o Signore,
questa piccola offerta, e fatemi grazia di guadagnare tutte le sante
Indulgenze concesse dai vostri Vicari, i Sommi Pontefici, secondo
l'intenzione dei quali ora intendo di pregare, anche per suffragare con esse
le povere Anime del Purgatorio, dopo averne applicata una Plenaria per me.
Ti
adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai
redento il mondo.
STAZIONE I - Gesù è
condannato a morte
Ti
adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai
redento il mondo.
Si considera in questa
prima Stazione l'ammirabile sommissione dell'innocente Gesù nel ricevere
dall'iniquo Pilato la ingiusta sentenza di morte, affinché i peccatori
ricevessero la vita, e così fossero liberati dalla eterna dannazione.
Adoro, Gesù mio, quella divina pazienza
con cui dall'iniquo tribunale di Pilato riceveste l'ingiustissima sentenza di
morte: e per i meriti di così bella virtù, vi prego a
cancellare quella giustissima sentenza di eterna morte che tante volte mi
meritarono i miei peccatori, ed a chiamarmi nel dì finale tra i
vostri Eletti nel cielo. Pater, Ave,
Gloria. Miserere nostri Domine, miserere nostri.
STAZIONE Il - Gesù è
caricato della croce

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa
croce hai redento il mondo.
Si
considera in questa seconda Stazione la rassegnazione di Gesù Cristo
nel sottoporre le sue spalle alla croce onde animarci a camminare dietro di Lui
per la via della mortificazione e della penitenza.
Benedico,
Gesù mio, l'immensa carità con cui per mio amore riceveste sulle
vostre piagate spalle la pesantissima croce, e vi prego a darmi grazia di
pazientemente portare per la spinosa via del mondo la croce dei miei
travagli, senza scostarmi giammai dalla vostra santissima volontà. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.
STAZIONE III - Gesù cade la prima
volta

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa
croce hai redento il mondo.
Si
considera in questa terza Stazione come il nostro benignissimo Signore, oppresso
dal peso della croce e dagli urti dei manigoldi, cadde a terra, affine di ottenere
a noi la grazia di non cader mai in peccato.
Bacio,
Gesù mio, con tutto l'affetto quel terreno che voi inzuppaste del vostro
sangue nella dolorosa caduta che faceste sotto la croce. Per i meriti
di quella acerbissima pena che allora soffriste, vi prego a non permettere
mai ch'io cada dalla vostra grazia; e nel caso che mi trovi caduto, risorga
subito con una contrizione sincera. Pater,
Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
STAZIONE IV - Gesù
incontra la sua SS. Madre

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa
croce hai redento il mondo.
Si
considera in questa quarta Stazione l'ineffabile dolore che provarono reciprocamente
Gesù Cristo e la sua SS. Madre nell'incontrarsi
sulla via del Calvario, affine di ottenere a noi la grazia di fuggire con
ogni cautela tutti gli incontri pericolosi.
Deh, potessi
anch'io o mio Gesù stemprarmi in pianto per compassione alla vista
dei vostri affanni, onde apportarvi colle mie lagrime qualche conforto!
Intanto vi prego, o Gesù, per le agonie di vostra Madre, e voi pure,
prego, o Maria, per i dolori del vostro Figlio, a intenerirmi il cuore ed a far
sì che, piangendo fino alla morte, possa avere la bella sorte d'incontrarvi
e d'intrattenermi con voi per sempre nella beatitudine del paradiso. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.
STAZIONE V - Gesù aiutato dal
Cireneo

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce
hai redento il mondo.
Si
considera in questa quinta Stazione come Gesù Cristo permise di essere
aiutato dal Cireneo nel portare la Croce, affine d'insegnare a noi
tutti a non vergognarci mai di portare insieme con Lui La croce misteriosa
della povertà, delle malattie, delle persecuzioni e delle
disgrazie.
Mi confondo,
Gesù mio, nel riflettere alle ripugnanze mostrate dal Cireneo nell'aiutarvi
a portar la Croce, e vi domando umilmente perdono della poca rassegnazione
con cui io stesso ho portato finora la mistica croce dei patimenti. Deh!
non mi avvilisca giammai per qualunque travaglio in avvenire, e riponga sempre
la mia delizia nel vivere e morire crocifisso a tutti i gusti del mondo. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.
STAZIONE VI - Gesù è
asciugato dalla Veronica

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa
croce hai redento il mondo.
Si
considera in questa sesta Stazione come Gesù Cristo lasciò
impressa l'immagine del suo volto sul panno della Veronica che si
inoltrò fra le turbe affine di rasciugarlo, e con ciò ci
insegna il dovere di disprezzare tutti i rispetti umani se vogliamo avere
il suo ritratto scolpito nel nostro cuore.
Ammiro,
Gesù mio, la generosa pietà della Veronica, nell'inoltrarsi senza
timore fra le turbe insolenti per rasciugarvi la faccia tutta grondante di
sudore e di sangue; e per i meriti di sì bel coraggio, vi prego a darmi
forza di vincere ogni rispetto umano e di sempre più avanzarmi nel
vostro amore. Pater,
Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
STAZIONE VII - Gesù cade la seconda
volta

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa
croce hai redento il mondo.
Si
considera in questa settima Stazione come Gesù Cristo cadde la seconda
volta sotto il peso della sua Croce, per ottenere a noi la forza di non
ricadere mai in peccato.
Deh, non
permettete, o mio Gesù, che con nuovi peccati io vi rinnovi le pene
atrocissime e gli orrendi strapazzi da voi sofferti nella seconda caduta! La
vostra passione sia sempre nella mia ménte e nel mio cuore affine di
evitarne con ogni studio la rinnovazione, e corrispondere all'amor vostro con
una fedeltà inalterabile nel vostro santo servizio. Pater, Ave.
Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
STAZIONE VIII - Gesù parla alle pie
donne

Ti
adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai
redento il mondo.
Si considera in questa
ottava Stazione come Gesù Cristo insegnò alle pie Donne di
piangere sopra se stesse piuttosto che sopra di Lui, affine di insegnarci a
piangere prima d'ogni cosa i nostri peccati, che furono la cagione di
tutti i suoi patimenti.
E' vero, o
adorabile mio Gesù, che ho più motivo di piangere i miei piccati
che i vostri affanni, ma se i miei peccati furono la cagione di tutte le vostre
pene, è pur mio dovere che pianga e per compassione dei vostri
dolori e per dolore dei miei peccati. Concedetemi dunque il dono
delle lagrime, acciò io pianga fruttuosamente sino alla morte, per non
aver poi a piangere inutilmente tutta la eternità nell'inferno. Pater, Ave, Gloria Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.
STAZIONE IX - Gesù cade la terza
volta

Ti
adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai
redento il mondo.
Si considera in questa nona
Stazione come Gesù Cristo, al riflesso dell'inutilità della
sua passione riguardo a molti, si sentì opprimere per modo che cadde la
terza volta sotto la croce, affine d'insegnarci che il maggior disgusto
che noi gli possiamo arrecare è quello dl abusare dei suoi benefici e
delle sue grazie.
Non
permettete, o Signore, che io sia nel novero di coloro che, camminando una via
contraria ai vostri esempi, rendono inutili per sè stessi la vostra
passione e la vostra morte. Voi sostenetemi colla vostra grazia,
affinché, meritando di essere cogli Eletti alla vostra destra nel giorno
del giudizio, venga con loro introdotto da Voi nel regno della gloria. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.
STAZIONE X - Gesù è
spogliato delle sue vesti

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa
croce hai redento il mondo.
Si
considera in questa decima Stazione il rossore provato da Gesù Cristo
nell'essere spogliato in faccia a tutti, affine di espiare le nostre
vanità e le nostre Immodestie. Indi fu amareggiato di fiele per
scontare i debiti da noi contratti per tante golosità.
Deh! per quel
santo rossore che vi comprese, o Gesù mio, nell'essere pubblicamente
spogliato delle vostre vesti, concedetemi la grazia di spogliarmi di tutti
gli abiti peccaminosi, e di sprezzare coraggiosamente le dicerie dei libertini
e tutti i
pregiudizi
del mondo. Pater,
Ave. Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
STAZIONE XI - Gesù è
inchiodato sulla croce

Ti
adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la
tua santa
croce hai redento il mondo.
Si considera in questa
undicesima Stazione la dolorosissima carneficina sostenuta da
Gesù Cristo nell'essere disteso e inchiodato sopra la croce, affine di
scontare la pena dei peccati che noi abbiamo commessi con tutti i
sentimenti del nostro corpo.
Inorridisco,
Gesù mio, nel pensare al barbaro ed inumano eccesso d'inchiodarvi con
si spietati colpi sopra la croce; e per i meriti di quegli spasimi che provaste
in così orrida carneficina, vi prego a darmi spirito per crocifiggere
colla mortificazione i miei sensi, acciò non abbiano mai a
ribellarsi alla vostra santissima legge.
Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
STAZIONE XII - Gesù muore in croce

Ti
adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai
redento il mondo.
Si considera in questa
dodicesima Stazione come Gesù Cristo, dopo tre ore di penosissima
agonia, morì in mezzo a due ladri sopra la croce, affine di dar la vita
a tutto il mondo, e rendere dolce la nostra morte.
Poiché
alla vostra morte, o Gesù mio, si conturbano i cieli e la terra, datemi,
vi prego, una contrizione vivissima delle mie colpe, perché non
apparisca più insensibile delle stesse cose insensate, ma anzi con
un cuore spezzato dal dolore io pianga continuamente la vostra passione e la
vostra morte. Pater, Ave, Gloria.
Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
STAZIONE XIII - Gesù è
deposto dalla croce

Ti
adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai
redento il mondo.
Si considera in questa
tredicesima Stazione l'acerbissimo dolore di Maria nel vedersi fra le braccia
l'insanguinato cadavere del divin Figlio. Deh! guardiamoci dal
rinnovare sì gran tormento alla Vergine coi nostri peccati, i quali sono
una nuova crocifissione di Gesù Cristo.
Ora conosco,
o gran Vergine, l'eccesso dei miei falli, dacchè diedero la morte a
Colui che era immortale. Me ne dolgo perciò quanto posso, e risolvo di
soffrire qualunque pena anzi che rinnovare colla mia morte la
crocifissione del vostro Figlio. Voi però, o Maria, che ben sapete
quanto io sia fragile ed incostante, ottenetemi la forza di essere sempre
fedele a così doveroso proponimento. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine, miserere nostri.
STAZIONE XIV - Gesù è posto
nel Sepolcro

Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo, perché con la tua santa
croce hai redento il mondo.
Si
considera in quest'ultima Stazione la devozione di Giovanni, di Giuseppe d'Arimatea,
di Nicodemo e delle altre pie Donne nel dar onorevole sepoltura a
Gesù Cristo. Deh! Ravviviamo la fede, e abbiamo verso di Lui gli
stessi sentimenti di tristezza, quando nella SS. Comunione verrà a
depositarsi nel nostro povero cuore.
Per cavarmi dal sepolcro dei miei
peccati, Voi voleste discendere nella tomba, o Gesù mio; vi
ringrazio quanto posso d'un beneficio così distinto, e vi prego a compiere
l'opera vostra col fare che, vivendo continuamente nella vostra grazia,
meriti di vivere con Voi eternamente alla gloria. Pater, Ave, Gloria. Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.
VIA CRUCIS CON GIOVANNI PAOLO II

Desideriamo perseverare
nella preghiera con Maria, Madre del nostro Signore e Maestro: con Te,
Madre della speranza. Affidiamo e offriamo a Te, ancella del Signore, tutto il
patrimonio del Vangelo, della Croce, della Risurrezione di cui noi tutti
siamo testimoni, apostoli. dall'omelia nella basilica di nostra Signora di
Guadalupe, Messico, 27 gennaio 1979.
Vi prego: conservate
la fedeltà a Cristo, alla Sua Croce, alla Chiesa e ai Suoi pastori.
dal discorso ai
polacchi, 23 ottobre 1978.
Vi prego: conservate
la fedeltà a Cristo, alla Sua Croce, alla Chiesa e ai Suoi pastori.
dal discorso ai
polacchi, 23 ottobre 1978.
Prima Stazione: GESU' E' CONDANNATO A MORTE
Ti adoriamo, o
Cristo, e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il
mondo.
Pilato fece condurre
fuori Gesù, e sedette in tribunale. Disse ai Giudei: «Ecco il
vostro re!». Ma essi gridarono: «Via, via, crocifiggilo!».
Pilato domandò loro: « Dovrò crocifiggere il vostro
re? ». Risposero i gran sacerdoti: « Noi non abbiamo altro re
che Cesare ». Allora lo consegnò loro perché fosse
crocifisso. Gv. 19, 13-16
Il Cristo-Figlio di Dio ha accettato la morte come necessità di
natura, come parte inevitabile della sorte dell'uomo sulla terra.
Gesù Cristo ha accettato la morte come conseguenza del peccato.
Gesù Cristo ha accettato la morte in pegno di ubbidienza a Dio, al fine
di restituire allo spirito umano il pieno dono dello Spirito Santo.
Gesù Cristo ha accettato la morte per vincere la morte nella essenza
stessa del suo perenne mistero.
dall'omelia per il
mercoledì delle ceneri, 28 febbraio 1979.
Preghiamo: Guarda, Signore, questa tua
famiglia, per la quale il Figlio tuo non ha esitato a consegnarsi nelle
mani dei carnefici e a patire il supplizio della croce.. Per Cristo nostro
Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Stabat Mater
dolorosa iuxta crucem lacrimosa dum pendebat Filius.
Seconda Stazione:
GESU' E' CARICATO DELLA
CROCE

Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
I Giudei presero
Gesù e lo condussero via dal pretorio. Ed egli, portando su di sé
la croce, uscì verso il luogo, detto Cranio, in ebraico Golgota. Gv. 19,
16
Gesù il Cristo
andò verso la morte con tutta la sua consapevolezza messianica. Sapeva
che portava in se stesso e sulla sua croce il destino dell'umanità
intera e del mondo. Flagellato, coronato di spine per ludibrio,
portò sul monte Calvario, insieme con tutto il peso della Croce, la
verità della umana sofferenza, dell'umiliazione, del vituperio, delle
torture, dell'agonia e della morte. da Segno di contraddizione, Milano 1977,
p. 98
Preghiamo: Dio, nostro Padre, nella tua
bontà hai voluto che il nostro Salvatore patisse la morte di croce
per dare l'esempio di umiltà agli uomini, concedi che diveniamo
discepoli della sua passione e partecipi della sua risurrezione. Per
Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Cuius animam gementem contristatam et
dolentem pertransivit gladius.
Terza Stazione:
GESU' CADE LA PRIMA VOLTA

Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
E condussero
Gesù ad essere crocifisso. Mt. 27, 31
Egli ha portato i
nostri mali, egli ha sopportato i nostri dolori: e noi lo abbiamo considerato
un battuto, colpito da Dio e umiliato. Ma egli è trafitto per le nostre
prevaricazioni, è colpito per i nostri peccati; il castigo che ci
avrebbe apportato la salute è ricaduto sopra di lui e nelle sue piaghe
sta la guarigione per noi. Is. 53, 4-5
Il Cristo f u il segno
al quale ci si opponeva, e questa opposizione non ci stupisce; vogliamo
solo unirci a Lui ancora di più. Prendiamo questa opposizione su di noi,
perché è un'opposizione al bene, alla salvezza degli uomini,
alla loro eterna unione a Dio. Preghiamo di essere sempre fedeli al Cristo,
preghiamo perché i nostri giovani gli siano sempre fedeli. dal
discorso alla processione del Corpus Domini in Cracovia, 13 giugno 1976.
Preghiamo: O Dio onnipotente, guarda
all'umanità, sfinita per una debolezza mortale, e concedile di
riprendere vita per la Passione del tuo unico Figlio che vive e regna nei
secoli dei secoli. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... O quam tristis
et afflicta fuit illa benedica Mater Unigeniti!
Quarta Stazione:
GESU' INCONTRA SUA MADRE

Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Simeone parlò a
Maria, sua madre: « Egli è qui per la rovina e la risurrezione di
molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i
pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima
». Lc. 2, 34-35
Gesù Cristo -
vero Dio e vero Uomo - era sicuro di sua Madre nello svolgere la sua missione,
nel quadro del suo grande dovere, e nel compiere la volontà del Padre.
Era sicuro di
sua Madre... Era
sicuro del suo cuore, di quel cuore, cioè, che lo aiutò ad
esprimere in maniera umana, nelle categorie del pensare e sentire umano,
il grande cuore del Padre.
Quel cuore di madre
non lo deluse nella difficile ora del Getsemani e del Calvario. Egli
l'ebbe infatti vicino a sé sulla strada che conduceva dal pretorio
di Pilato al monte Calvario quando portò la croce, e nel momento
del suo ultimo respiro. da Segno di contraddizione, Milano 1977, p. 82
Preghiamo: O Padre, che hai voluto che accanto
al tuo Figlio fosse presente la sua Madre addolorata, fa' che la tua santa
Chiesa, associata con lei alla passione d? Cristo, partecipi alla gloria della
risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Ave, Maria... Quae moerebat et dolebat pia Mater, dum
videbat, nati poenas incliti.
Quinta Stazione:
SIMONE DI CIRENE PORTA LA CROCE DI GESU'

Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Poi lo condussero
fuori per crocifiggerlo. Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone
di Cirene che veniva dalla campagna, a portare la croce. Mc. 15, 20-21
Sulle spalle di
Gesù c'è il peso della croce! Lo strumento della propria sorte,
il segno del disonore e, innanzitutto, un enorme peso. Peso, sotto il
quale Gesù cade. Gli stessi persecutori devono cercare qualcuno che
lo aiuti, che insieme con Lui porti la croce sul posto dell'esecuzione. Il
portare il peso... Il portare la croce... Forse in quest'istante appaiono davanti
ai nostri occhi uomini caricati in maniera simile, i prigionieri dei campi
di sterminio, che portano sulle loro spalle nelle cave di pietra massi di
peso enorme, oppure altri che sono messi al tiro di macchine pesanti invece
degli animali. La storia del XX secolo conosce ormai tanti quadri del
genere. da Segno di contraddizione, Milano 1977, p. 89
Preghiamo: Previeni, o Signore, le nostre
azioni con la tua ispirazione e accompagnale con il tuo aiuto; e fa' che
ogni nostra preghiera e lavoro incominci sempre da te, e iniziato con te,
si concluda ancora per te. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Quis est homo
qui non fleret, Matrem Christi si videret in tanto supplicio?
Sesta Stazione:
IL VOLTO SANTO DI GESU'
Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Molti erano spaventati
nel vederlo, tanto il suo aspetto era sfigurato: non aveva più l'aspetto
di un uomo. Is. 52, 14
La Chiesa ci esorta a
soffermarci in modo del tutto particolare, ed eccezionale accanto a Cristo,
solo presso di Lui. Ci esorta a sforzarci - come san Paolo - a « non
sapere altro... se non Gesù Cristo e questi crocifisso» (1 Cor.
2,2).
Tale esortazione, la
Chiesa la rivolge a tutti: non soltanto a tutte le comunità dei
credenti, a tutti i seguaci di Cristo, ma anche a tutti gli altri. Fermarsi
davanti a Cristo che soffre, ritrovare in se stesso la solidarietà con
Lui - ecco il dovere e il bisogno di ogni cuore umano, ecco la verifica della
sensibilità umana. In ciò si manifesta la nobiltà
dell'uomo. dal discorso all'udienza generale, 11 aprile 1979
Preghiamo: Guarda, o Padre, il volto del tuo
Cristo, che ha dato se stesso per salvare l'umanità; e fa' che
dall'oriente all'occidente sia glorificato il suo nome tra i popoli. Per Cristo
nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Quis non posset
contristari, Christi Matrem contemplari, dolentem cum Filio?
GESU' CADE LA
SECONDA VOLTATi adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Tutti noi andavamo,
come pecore, errando: ciascuno deviava per la sua strada: ma il Signore ha
posto sopra di lui l'iniquità di tutti. Is. 53, 6
Gesù ci ha
parlato di Dio, e forse con quell'unica frase della preghiera nel
Getsemani, o con le sue sette parole pronunciate sulla croce, ci ha detto
chi è Dio ancor più che non in tutto il Vangelo. La rivelazione
di Dio diventa penetrante proprio per il fatto che Egli « pur
essendo di natura divina... spogliò se stesso assumendo la condizione di
servo » (Fil. 2,6s).
La penetrante
rivelazione della giustizia e, insieme, dell'amore, che è la
misericordia. Giustizia, amore, misericordia sarebbero rimasti concetti
senza un contenuto ultimo e definitivo, se non ci fosse stata questa
Passione e questa Croce.
Occorreva la
rivelazione di questa estrema « debolezza » di Dio, perché
si potesse manifestare che cosa è la Sua Potenza. dall'Angelus
domenicale, 8 aprile 1979
Preghiamo: Signore Gesù, ti preghiamo
per la tua Chiesa, per la quale ti sei offerto in sacrificio, per
santificarla e purificarla nel lavacro dell'acqua nella parola di vita:
rinnovala continuamente e purificala con la penitenza. Tu che vivi e regni
nei secoli dei secoli. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Pro peccatis suae gentis vidit Jesum in
tormentis, et flagellis subditum.
L'INCONTRO CON LE PIE DONNETi adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Lo seguiva una grande
moltitudine di gente e di donne, che si battevano il petto e si lamentavano
su di lui.
Gesù allora si
voltò verso di esse e disse: « Figlie di Gerusalemme, non piangete
per me, piangete per voi stesse e per i vostri figli ». Le. 23, 27-28
Gesù
mostrò sempre la massima stima e il massimo rispetto per le donne, per
ogni don-
na, e in particolare f
u sensibile verso la sofferenza femminile.
Come non ricordare...
che Gesù volle associare alcune donne ai dodici (Lc. 8, 2-3), che
lo accompagnavano e lo servivano, e gli furono di conforto durante la via
dolorosa fin sotto la croce?
Perciò la
consolazione suprema è e deve essere ancora e sempre la presenza di
Gesù nella nostra vita. dal discorso alle colf, 29 aprile 1979
Preghiamo: O Dio, che preferisci essere
misericordioso piuttosto che adirato con quelli che sperano in te, concedici di
piangere, come si deve, i peccati commessi, e di meritare la grazia della
tua gioia. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Vidit suum
dulcem natum moriendo desolatum dum emisit spiritum.

Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Noi non abbiamo un
pontefice che non sia in grado d'aver compassione delle nostre infermità,
ma, al contrario, è stato messo alla prova in tutto come noi,
escluso il peccato. Accostiamoci dunque con fiducia al trono della grazia,
affinché si possa ottenere misericordia e trovare grazia al momento
opportuno. Eb. 4, 15-16
Sant'Agostino scrisse:
« Amor meus - pondus meum », (amore mio - mio peso). (Confessiones,
XIII, 9,10).
Ecco la definizione
del carico che scaturisce dalla contemplazione della Croce di Cristo! L'Amore
non solo eleva, ma sublima e anche carica. E forse i carichi parlano dell'Amore
più che non i momenti di estasi e di slancio spirituale. « Amore
mio - mio peso ». Per questa ragione Gesù disse: « Se
aualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi
segua » (Mc. 8,34). Quando pronunciò queste parole, nessuno
intuì che. questo « Grande Profeta » (cfr. Lc. 7, 16)
nell'avvenire sarebbe stato caricato della sua propria Croce sulla quale
sarebbe morto, sigillando così la Verità delle sue parole. da
Segno di contraddizione, Milano 1977, pp. 89-90
Preghiamo: O Dio, nostro protettore, volgi il
tuo sguardo su di noi, oppressi dal peso dei nostri peccati e donaci il
tuo perdono: così potremo servirti con lo slancio del cuore. Per Cristo
nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Eia, Mater,
fons amoris, me sentire vim doloris fac, ut tecum lugeam.
Decima Stazione: Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
I soldati poi, quando
ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro
parti, una per ciascun soldato. E la tunica. Gv. 19, 23
La vittoria mediante
la fede, e l'amore l'ha riportata un uomo, Massimiliano Kolbe, in questo luogo,
Auschwitz, che f u costruito per la negazione della fede - della fede in Dio e
della fede nell'uomo -
per calpestare radicalmente non soltanto l'amore ma tutti i segni della
dignità umana, dell'umanità.
Può ancora
meravigliarsi qualcuno che il Papa abbia iniziato la sua prima enciclica colle
parole « Redemptor Hominis » e che l'abbia dedicata nell'insieme
alla dignità dell'uomo, alle minacce contro di lui e infine ai suoi
diritti inalienabili che così facilmente possono essere calpestati
ed annientati dai suoi simili? dall'omelia ad Auschwitz, 7 giugno 1979
Preghiamo: Signore Gesù, concedi ai tuoi
fedeli di mortificare i propri sensi perché possano essere
più pronti a celebrare la tua risurrezione. Tu che vivi e regni nei
secoli dei secoli. Amen. Tutti. Gloria
al Padre... Fac ut ardeat cor meum in amando Christum Deum ut sibi
complaccam.

Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Quando furono giunti
al luogo chiamato del Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e
l'altro a sinistra. Lc. 23, 33
La croce era uno
strumento di tortura e di vituperio del condannato (cfr. Mc. 15, 27; Gv. 19,17;
Gal. 5,11). La Croce f u un segno prescelto (Fil. 2,8-9; Gal. 6,14; 1 Cor.
1,18).
S'incontrano in essa due
direzioni: quella orizzontale e quella verticale, ed essa esprime così
il più profondo incrocio delle due dimensioni: la divina e l'umana.
A questo punto
dell'incrocio simbolico, ma ugualmente reale, è stato collocato il sacrificio,
l'Agnello di Dio, l'Uomo-Dio.
Gesù ha
abbracciato tutto per restituire di nuovo tutto al Padre suo. E nell'atto
di quella Restituzione, nell'atto di quel Sacrificio, Egli tutto ha fatto
« nuovo » (cfr. Ger. 31, 31; Es. 35. 36). da Segno di
contraddizione, Milano 1977, p. 99
Preghiamo: O Signore, con il segno della santa
croce, proteggi il tuo popolo dalle insidie di tutti i nemici: così
potremo offrirti un servizio gradito, e ti sarà accetto il nostro
sacrificio. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Sancta Mater,
istud agas. crucifixi fige plagas, tordi meo valide.

Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Da mezzogiorno fino alle
tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra.
Verso le tre,
Gesù gridò a gran voce: « Dio mio, Dio mio, perché
mi hai abbandonato?». E Gesù, emesso un alto grido, spirò.
Mt. 27, 45-46.50
Cristo Gesù!
Come un tempo a Gerusalemme ai piedi della Croce stavano tua Madre,
Giovanni e Maddalena ed altre donne così anche noi stiamo qui.
Guardando questa
Croce, dobbiamo sentire ed esprimere una solidarietà particolarmente
profonda con tutti i
nostri fratelli nella fede, che anche nella nostra epoca sono oggetto
di persecuzioni e di discriminazioni in diversi luoghi della terra. Pensiamo
soprattutto a coloro che sono condannati, in un certo senso, alla «
morte civile » col rifiuto del diritto di vivere secondo la propria fede,
il proprio rito, secondo le proprie convinzioni religiose.
Chiediamo a Cristo che
non manchi loro la potenza dello Spirito, di cui hanno bisogno i confessori e i
martiri dei nostri tempi... alla Via crucis del Colosseo, 13 aprile 1979
Preghiamo: O Dio, onnipotente e misericordioso,
che ci hai redento con la passione e morte del tuo Figlio, conserva in noi
l'opera della sua misericordia e per la partecipazione a questo mistero ci
sia dato di rivivere in una devozione perenne. Per Cristo nostro Signore.
Amen. Tutti: Gloria al Padre... Tui
nati vulnerati, tam dignati pro me pati, poenas mecum divide.

Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
C'era un uomo di nome
Giuseppe, membro del Sinedrio, persona buona e giusta. Si presentò
a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo
avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia,
nella quale nessuno era stato deposto. Era il giorno della parasceve e
già splendevano le luci del sabato. Lc. 23, 50. 52-54
Quando dopo essere
tolto dalla Croce, Ti hanno deposto in un sepolcro ai piedi del Calvario
desideriamo pregarti affinché Tu rimanga con noi mediante la Tua Croce:
Tu, che per la Croce Ti sei separato da noi. Ti preghiamo perché rimanga
con la Chiesa, perché Tu rimanga con l'umanità, perché
non ti sgomenti se molti, forse, passano indifferenti accanto alla Tua Croce,
se alcuni si allontanano da essa ed altri non vi arrivano.
Resta con noi e
attiraci a Te (cfr. Gv. 12,32), Tu, che sotto questa Croce sei caduto. Resta
con noi mediante la Tua Madre, alla quale dalla Croce hai affidato in modo
particolare ogni uomo (Gv. 19,37). Resta con noi! alla Via crucis del
Colosseo, 13 aprile 1979
Preghiamo: Salgano a Te, o Signore, le nostre
preghiere, espresse nella partecipazione ai sentimenti della Vergine
addolorata, e rendici come Lei umili nell'amore e generosi nel sacrificio per
la salvezza dei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Fac me tecum
pie flere, crucifixo condolere, donec ego vixero
Quattordicesima Stazione: GESU' E' MESSO NEL
SEPOLCRO DA DOVE RISORGERA'

Ti adoriamo, o Cristo,
e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
Le donne che erano
venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la
tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro
e prepararono aromi e olii profumati. Il primo giorno dopo il sabato, di buon
mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano
preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non
trovarono il corpo del Signore Gesù... Due uomini in vesti splendenti
dissero loro: « Perché cercate tra i morti colui che è
vivo? Non è qui, è risuscitato ». Le. 23, 55-56; 24, 1-3;
5-6
Chi è Cristo?
E' il Figlio di Dio, che ha assunto la vita umana nel suo temporale
orientamento verso la morte. Ha accettato la necessità della morte.
Cristo è Colui che ha accettato tutta la realtà del morire umano.
E proprio perciò Egli è Colui che ha compiuto un
rivolgimento fondamentale nel modo di capire la vita. Ha mostrato che la vita
è un passaggio, non solamente al limite della morte, ma a una vita
nuova. Così la Croce per noi è diventata suprema Cattedra della
verità, di Dio e dell'uomo. Tutti dobbiamo essere alunni di questa
Cattedra. Allora comprenderemo che la Croce è anche la culla
dell'uomo nuovo.
dall'omelia agli
universitari di Roma, 5 aprile 1979
Preghiamo: O Dio, che hai portato a compimento
l'opera della redenzione nel mistero pasquale del tuo Figlio, fa' che
commemorando con fede la sua morte e risurrezione, sperimentiamo sempre
più i doni della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Tutti: Gloria al Padre... Quando corpus
morietur, fac ut animae donetur paradisi gloria. Amen.
Il terzo giorno è
risuscitato.

Questa verità, sulla quale, come su
« pietra angolare » (cfr. El. 2,20), si basa tutta la costruzione
della nostra fede, vogliamo oggi di nuovo condividerla tra noi, reciprocamente
come pienezza del Vangelo, Noi: confessori di Cristo, Noi cristiani, Noi
Chiesa. Noi la condividiamo nella gioia. Come non rallegrarsi della vittoria di
questo Cristo, che passò per il mondo beneficando tutti (At. 10, 38),
come non rallegrarsi della vittoria di colui, che così ingiustamente
è stato condannato alla passione più terribile ed alla morte
sulla croce; della vittoria di colui che prima è stato flagellato,
schiaffeggiato, imbrattato di sputi, con tanta inumana crudeltà?
Ecco il Giorno che ha fatto il Signore!
dal messaggio
pasquale, 15 aprile 1979.
Per il 1°
anniversario della salita alla Casa del Padre del Santo Padre Giovanni Paolo II
- per il 1° anno di vita dalla fondazione della Mailing Lista dedicata a
GPII – pino 1_4_2006.

STAZIONE I Gesù condannato a
morte
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Lc
23,23-25 - Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse
crocifisso: e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro
richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere
per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù
alla loro volontà.
Alla condanna degli
uomini, tu, Signore, ha risposto con il silenzio.
Il silenzio! È
questa la tremenda realtà nella quale mi trovo. La malattia mi ha iso
lato da tutti; mi ha
improvvisamente separato dalle mie abitudini, dai miei interessi, dalle
mie aspirazioni. È vero, ci sono molte persone che mi circondano di
affetto e mi vogliono bene, ma la mia solitudine, quella che squarcia il cuore,
nessuno può riempirla.
Solo tu, Signore, mi
capisci. Per questo, ti prego, non lasciarmi solo! Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
STAZIONE II Gesù caricato
della croce
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Lc 9,23 -
E a tutti diceva: Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.
Sulle tue spalle
innocenti, eccoti, Signore, la croce. L'hai voluta tu per dimostrarmi
tutto il tuo amore. Non mi ero mai chiesto il perché della sofferenza;
quando il dolore colpisce gli altri si rimane per lo più indifferenti.
Ma quando ha bussato alla mia porta, allora tutto è cambiato: ciò
che prima mi sembrava naturale, logico, ora è diventato innaturale,
assurdo, disumano. Sì, disumano perché tu non ci avevi
creati per soffrire, ma per essere felici. L'inaccettabilità del
soffrire è dunque, segno di una felicità perduta. Signore,
aiutami. Pater, Ave, Gloria, Eterno
riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Sal
37,3b-7a. 11-12.18 - Su di me è scesa la tua mano. Per il tuo sdegno non
c’è in me nulla di sano, nulla è intatto nelle mie ossa per
i miei peccati. Le mie iniquità hanno superato il mio capo, come carico
pesante mi hanno oppresso. Putride e fetide sono le mie piaghe a causa della
mia stoltezza. Sono curvo e accasciato.[…] Palpita il mio cuore, la forza
mi abbandona, si spegne la luce dei miei occhi. Amici e compagni si scostano
dalle mie piaghe i miei vicini stanno a distanza. […] Poiché io
sto per cadere e ho sempre dinanzi la mia pena.
Quella croce è
troppo pesante per te! Hai appena iniziato la salita del Calvario e già
stramazzi per terra. Ci sono dei momenti, Signore, in cui la mia vita mi sembra
bella, quando a fare il bene mi è facile, quando ad essere buoni si
prova una immensa gioia.
Poi, invece, di fronte
alla tentazione si cade. Vorrei fare il bene ma in me sento una forza che mi
spinge a disobbedire alla tua legge, ai tuoi comandamenti. La malattia è
un male, ma in me ce n'è uno più grande: è il peccato. Di
questo, Signore, io ti chiedo perdono. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
STAZIONE IV Gesù incontra sua
Madre
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Lc 2,34-35 - Simeone li benedisse e parlò a Maria,
sua madre: “ Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti
in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di
molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima.”
Tua madre non poteva
mancare lungo la strada della tua passione. Ora è lì accanto
a te, muta perché è l'unica persona che comprende il tuo dolore.
Signore, anch'io
vorrei trovare in quest'ora di solitudine e di amarezza una persona
che mi capisca. Ho constatato che qui all'ospedale tutti hanno fretta, pochi
sanno fermarsi, pochi sanno ascoltare. Il volto piangente di tua madre ti ha
dato grande sconforto.
Anche a me, Signore,
dona la gioia di questo incontro!
Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
STAZIONE V Gesù aiutato dal
Cireneo
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Mc 15,21 - Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone
di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la
croce.
Mt 10,38 - Chi non prende la sua croce e non mi segue, non
è degno di me.
Lungo la strada del
Calvario i carnefici hanno pensato di alleggerirti il peso della croce,
costringendo un passante a darti una mano. E tu, Signore, hai guardato il cireneo
con grande compassione ma anche con grande amore. È strano il tuo modo
di agire: hai creato l'universo intero e per venire tra noi hai voluto aver
bisogno di noi. Tu potresti guarirmi in un istante invece vuoi che la mia
sofferenza mi aiuti a migliorare me stesso. Hai bisogno di me, Signore? Ebbene,
eccomi con le mie miserie, con la mia povertà interiore e con una grande
volontà di essere più buono. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Is 52,14; 53,2b. 3 -
Come molti si stupirono di lui, tanto era sfigurato per essere d’uomo il
suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo.Non ha
apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi,non splendore per
potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che
ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era
disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Tra tanta confusione
un gesto semplice: una donna si fa largo tra la folla e ti asciuga il volto.
Forse nessuno si è accorto; ma a te non è sfuggito quel gesto
pietoso. Ieri nella mia camera c'era un malato che continuava ad infastidirmi
con i suoi inutili lamenti; avevo voglia di riposare: non ho potuto. Volevo
protestare ma non l'ho fatto, Signore. Ho sofferto in silenzio, ho pianto
anche, ma nessuno se n'è accorto. Solo tu, Signore, hai capito! Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
STAZIONE VII Gesù cade la
seconda volta
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Sal 68,2a. 3.8 - Salvami, o Dio. Affondo nel fango e non ho
sostegno; sono caduto in acque profonde e l’onda mi travolge. Per te io
sopporto l’insulto e la vergogna mi copre la faccia.
Ancora una caduta: e
questa volta più penosa della prima. Com'è difficile ricominciare
a vivere ogni giorno! Sempre gli stessi gesti: il medico che mi chiede come
sto, l'infermiera che mi consegna la solita pastiglia, il malato della
stanza accanto che continua a lamentarsi. Eppure, tu mi chiedi, Signore, di
diventare più buono accettando questa terribile monotonia della
vita, perché solo nella pazienza e nella perseveranza sono certo di
poterti incontrare. Pater, Ave,
Gloria, Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
STAZIONE VIII Gesù incontra
le pie donne
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Lc 23,27-28.31 - Lo seguiva una gran folla di popolo e di
donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma
Gesù, voltandosi verso le
donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete
su voi stesse e sui vostri figli. Perchè se trattano così il
legno verde, che avverrà del legno secco?”
Gv 15,5-6 - Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me
e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo
raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Gesù accetta la
partecipazione commossa di alcune donne, ma coglie l'occasione per
insegnare che non basata piangere gli altri: è necesario
convertirsi. Durante queste ore di solitudine, ho pensato, spesso, Signore, alla
situazione della mia anima. tu mi inviti a cambiare vita. Lo vorrei, Signore,
ma sapessi quant'è difficile! La malattia, poi, mi ha messo in uno stato
di ribellione. Perché proprio a me? Perdonami. Aiutami a capire, aiutami
a convertirmi! Pater, Ave, Gloria,
Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
STAZIONE IX Gesù cade la
terza volta
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Sal 34,15-16 - Ma essi godono della mia caduta, si radunano,
si radunano contro di me per colpirmi all’improvviso. Mi dilaniano senza
posa, mi mettono alla prova , scherno su scherno, contro di me digrignano i
denti.
La fatica si fa sempre
più pesante ed ancora una volta barcolli sotto il legno della
croce.
Credevo, anch'io,
Signore, di essere una persona buona e generosa. Invece, è bastata
una malattia per ridimensionare tutte le mie aspirazioni. È bastata una
occasione cattiva per ritrovarmi con la mia povertà e la mia pochezza.
Ora capisco: la vita è fatta anche di cadute, di delusioni, di amarezze.
Ma tu mi insegni a riprendermi e continuare fiducioso la strada. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
STAZIONE X Gesù spogliato
delle vesti
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Gv 19,23-24 - I soldati poi, quando ebbero crocifisso
Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun
soldato. E al tunica. Ora quella tunica era senza cucitura, tessuta tutta
d’un pezzo da cima a fondo.Perciò dissero tra loro: “ Non
stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca.” Così si adempiva la
Scrittura: Si son divise tra loro le mie
vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. E i soldati fecero proprio
cosi.
Ecco il tuo corpo
denudato di fronte allo sguardo impudico e curioso di una folla sghignazzante.
Il corpo, Signore, l'hai creato tu. Hai voluto fosse bello, sano, robusto.
Ma basta un niente perché questa bellezza si sfasci. Il mio corpo
conosce in quest'ora il dolore che opprime e sgomenta. Solo ora comprendo
il valore della salute.
Fa', Signore, che
quando sarò guarito abbia ad usare del mio corpo per compiere il bene.
Guardando al tuo senza macchia, impari ad usare il mio nella purezza e nella
umiltà. Pater, Ave, Gloria,
Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
Ti
adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai
redento il mondo.
Lc 23,33-34.35 - Quando giunsero al luogo detto Cranio,
là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a
sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno
quello che fanno” Dopo essersi poi
divise le vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: “Ha salvato
gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto.”
Mt 27,37 - Al di sopra del suo capo, posero la motivazione
scritta della sua condanna: “Questi
è Gesù, il re dei Giudei”
Mc 15,29 - I passanti lo insultavano, e scuotendo il capo,
esclamavano: “Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre
giorni, salva te stesso scendendo dalla croce”
Finalmente sei
arrivato al termine della tua vita terrena. I carnefici sono soddisfatti:
hanno compiuto l'opera! Mi hanno detto che il malato assomiglia a te
crocefisso. Non so se lo facciano per darmi coraggio. Certo, che su questa croce,
Signore, si sta davvero male. lo vorrei scendere da questa croce. Tu
invece, mi insegni a rimanere finché sarà la mia ora. Signore,
accetta la mia incapacità di accogliere questa prova! Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Ora tutto è
finito. La tua vita è terminata nel modo più ignominioso ed
ingiusto.
Del resto, l'hai
voluto tu: per questo sei venuto al mondo, per morire e per salvarci. Noi siamo
nati per vivere. La vita la sento come qualcosa più grande di me stesso.
Eppure questo corpo malato mi ricorda che anche per me arriverà quel
giorno; quel giorno che vorrei non arrivasse mai, mi trovi, Signore, preparato
come te. Fa' che in quel momento sorella morte trovi sul mio volto la luce raggiante
di un'anima serena. Pater, Ave,
Gloria, Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Gv 19, 25.31.33-34 - Stavano presso la croce di Gesù
sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Era il
giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in
croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a
Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Venuti
però da Gesù e vedendo che era già morto no gli spezzarono
le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito
ne uscì sangue e acqua.
Il tuo corpo freddo
viene schiodato dalla croce. Tua madre ti accoglie tra le sue braccia amorose.
Quale incontro! Quale abbraccio! Spesso penso come la mia malattia sia causa di
dolore per i miei parenti e conoscenti. Mi ritengo non solo un essere inutile,
ma so di essere di peso a tante persone. È proprio in questi
momenti, Signore, che io sento tutta la pesantezza del mio corpo malato, la
fragilità del mio essere, la nullità della mia vita.
La comunità che
mi accoglie, sia come tua madre: comprensiva, generosa, buona. Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
STAZIONE XIV Gesù nel
sepolcro
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la
tua santa Croce hai redento il mondo.
Come il tuo corpo dopo
tre giorni ha conosciuto la gloria della risurrezione, anch'io credo:
risorgerò; e questo mio corpo ti vedrà salvatore. Tu che mi hai
formato ad immagine del tuo volto, conserva in me, Signore, il segno della
tua gloria. Io credo: risorgerò e questo mio corpo ti vedrà
salvatore. Pater, Ave, Gloria,
Eterno riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
STAZIONE XV Gesù risorge
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua
santa Croce hai redento il mondo.
Tu sei risorto,
Signore. Tu hai tenuto duro, sei rimasto fedele nella prova ed hai vinto. Hai
capito che la sofferenza non si può spiegare, ma si può viverla con
amore. Signore ora tu vivi glorioso accanto a noi perché noi pure siamo
vincitori. Donaci la gioia della risurrezione, Tu che continui a fare il nostro
cammino. Pater, Ave, Gloria, Eterno
riposo
Santa Madre deh voi
fate Che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore.
Fa', Signore, che la
meditazione sulla tua passione, porti al mio animo la forza e il coraggio di
superare questa prova misteriosa della vita per essere con te, un giorno,
felice nel tuo regno. Amen.
Perdona la mia
impazienza. Ti scrivo perché ho letto nella Scrittura che non devo
avvilirmi nella malattia, hai promesso di guarirmi, se avrò
fiducia in te. (Sir. 3)
Ora, io da tempo
t'invoco, ti chiedo di venire in mio aiuto e resto sempre lo stesso. Ho
letto anche nelle cronache di questi giorni che continui a moltiplicare le tue
meraviglie, come ieri nel Vangelo. I tuoi fedeli raccontano di aver visto
i sordi e i ciechi guarire, gli storpi camminare. (Riv. RnS 7/8.89)
Voglio lodarti anch'io
con i beneficati, caro Signore, che vuoi così dimostrare la presenza
salvifica e la tua misericordia ai miei fratelli ammalati.
Ma ora ti chiedo di
insegnarmi a pregare e domandarti se sia più conveniente per me il dono
della salute, oppure abbandonarmi alla tua santa volontà, senza
chiedermi che sarà di me e della mia pena. Ebbene, tu mi chiedi di aver
fiducia, perché sei buono e misericordioso. Tu mi obblighi a
domandare, perché qualunque cosa io chieda nel nome di Gesù, mi
sarà data. Sarò allora impertinente se ancora ritorno a domandarti
la stessa cosa?
Tu hai cura di me e mi
proteggi all'ombra delle tue ali, per questo ti prego di aver pietà di
me e tutto avvenga secondo le tue promesse. Ti chiedo di perdonare le mie
colpe, di cantare le tue lodi e guarire, anche se questo è solo un anticipo
della salute piena che mi sarà concessa quando mi chiamerai a
condividere la tua vita gloriosa, con Gesù vivo e risorto. Ti voglio
benedire, Signore, perché ti sento a me vicino per illuminarmi il sentiero
della croce, mia compagna inseparabile, la stessa che tu hai abbracciata per
amor mio.
Ora non privarmi
del tuo Santo Spirito, perché ti sei fatto mio alleato e non vuoi deludermi.
In te confido, mio Signore. Così sia.
