Home11[1].gif

ALLA VITA

 

 

 

La vita non è uno scherzo.

Prendila sul serio,

ma sul serio a tal punto,

che messo contro un muro,

ad esempio, con le mani legate,

o dentro un laboratorio,

col camice bianco e grandi occhiali,

tu muoia affinché vivano gli uomini,

gli uomini di cui non conoscerai la faccia,

e morrai sapendo che nulla è più bello,

più vero della vita.

 

Prendila sul serio,

ma sul serio a tal punto,

che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi,

non perché restino ai tuoi figli,

ma perché non crederai alla morte pur temendola,

e la vita peserà di più sulla bilancia.

 

(Tratto dalla Rivista "Sacro Cuore" n. 7 - settembre 2002

Via Matteotti, 25 - 40129 BOLOGNA)

 

 

LA CARITA'

Regala ciò che non hai

Occupati dei guai,

dei problemi del tuo prossimo.

Prenditi a cuore gli affanni,

le esigenze di chi ti sta vicino.

Regala agli altri la luce che non hai,

la forza che non possiedi,

la speranza che senti vacillare in te,

la fiducia di cui tu sei privo.

Illuminali dal tuo buio.

Arricchiscili con la tua povertà.

Regala un sorriso

quando hai voglia di piangere.

Produci serenità

dalla tempesta che hai dentro.

“ Ecco, quello che non ho, te lo do”.

Questo è il tuo paradosso.

Ti accorgerai che la gioia

a poco a poco entrerà in te,

invaderà il tuo essere,

diventerà veramente tua

nella misura in cui

l’avrai regalata agli altri.

(Alessandro Manzoni)

 

Aiutaci a rispondere "sì"

Signore Gesù,
come un giorno hai chiamato i primi discepoli
per farne pescatori di uomini,
così continua a far risuonare, anche oggi,
il tuo dolce invito:
«Vieni e seguimi».

Dona ai giovani e alle giovani
la grazia di rispondere prontamente alla tua voce!
Sostieni nelle loro fatiche apostoliche
i nostri Vescovi,
i sacerdoti,
le persone consacrate.

Dona perseveranza ai nostri seminaristi
e a tutti coloro che stanno realizzando
un ideale di vita
totalmente consacrato al tuo servizio.

Risveglia nelle nostre comunità l'impegno missionario.
Manda, Signore, operai nella tua messe
e non permettere che l'umanità si perda
per mancanza di pastori,
di missionari,
di persone votate alla causa del Vangelo.

Maria, Madre della Chiesa,
modello di ogni vocazione,
aiutaci a rispondere di sì al Signore
che ci chiama a collaborare
al disegno divino di salvezza.
Amen.

 

angel91

 

 

 

 

 

 

 

CHIESI A DIO

BARRA DUE ROSE

Chiesi a Dio di essere forte

per eseguire progetti grandiosi:

Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.

FIORELLINO D

Domandai a Dio che mi desse la salute

per realizzare grandi imprese:

Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.

FIORELLINO A

Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:

mi ha fatto povero per non essere egoista.

FIORELLINO B

Gli domandai il potere

perché gli uomini avessero bisogno di me:

Egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi bisogno di loro.

FIORELLINO E

Domandai a Dio tutto per godere la vita:

mi ha lasciato la vita perché potessi apprezzare tutto.

FIORELLINO

Signore,non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,

ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno

e quasi contro la mia volontà.

FIORE 4

Le preghiere che non feci furono esaudite.

Sii lodato,o mio Signore,fra tutti gli uomini

nessuno possiede quello che ho io !.

 

KIRK  KILGOUR

 

 

 

 

 

 

 

La mia più bella invenzione

 è mia Madre…

(Michel Quoist)

 

 La mia più bella invenzione, dice Dio, è mia Madre. Mi mancava una mamma e l'ho fatta. Ho fatto Mia Madre prima che ella facesse Me. Era più sicuro.

 Ora sono veramente un Uomo come tutti gli uomini. Non ho più nulla da invidiar loro, poiché ho una Mamma. Una vera. Mi mancava.

 Mia Madre si chiama Maria, dice Dio. La sua anima è assolutamente pura e piena di grazia. Il suo corpo è vergine e pervaso da una luce tale che sulla terra mai mi sono stancato di guardarla, di ascoltarla, di ammirarla. E’ bella mia Madre, tanto che lasciando gli splendori del Cielo, non mi sono trovato sperduto vicino a lei. Eppure so bene, dice Dio, che l’essere portato in braccio dagli angeli...beh, non vale le braccia d’una mamma, credetemi.

 

            Maria, mia Madre è morta, dice Dio. Dopo che Io ero risalito verso il Cielo, ella mi mancava, Io le mancavo. Ella mi ha raggiunto, con la sua anima, con il suo corpo, direttamente. Non potevo fare diversamente. Era necessario. Era più conveniente.

 Le dita che hanno toccato Dio non potevano immobilizzarsi. Gli occhi che hanno contemplato Dio non potevano restar chiusi. Le labbra che hanno baciato Dio non potevano irrigidirsi. Quel corpo purissimo che aveva dato un corpo a Dio non poteva marcire mescolato alla terra…non ho potuto, non era possibile, mi sarebbe costato troppo.

 

            Ho un bell’esser Dio, sono suo Figlio, e decido Io. E poi, dice Dio, l’ho fatto anche per gli uomini miei fratelli. Perché abbiano una Mamma in Cielo. Una vera, una di loro, corpo ed anima. La mamma mia.

 

            E’ cosa fatta. Ella è con Me, dall’istante della sua morte, la sua Assunzione, come dicono gli uomini. La Madre ha ritrovato il Figlio ed il Figlio la Madre. Corpo ed anima, l’Uno accanto all’Altra, per l’eternità. Se gli uomini intuissero la bellezza di questo mistero! L’hanno finalmente riconosciuto ufficialmente. Il mio rappresentante sulla terra, il Papa, l’ha proclamato solennemente.

 

            Fa piacere, dice Dio, veder apprezzati i propri doni. Da tanto tempo il popolo cristiano aveva presentito questo grande mistero del Mio amore filiale e fraterno…Ed ora l’utilizzino maggiormente, dice Dio!

 

             In Cielo hanno una Mamma che li segue con gli occhi, con il suoi occhi di carne. In Cielo hanno una Mamma che li ama con tutto il cuore, con il suo cuore di carne. E questa Mamma è la Mia, che mi guarda con gli stessi occhi, che mi ama con lo stesso cuore.

             Se gli uomini fossero furbi, ne approfitterebbero, dovrebbero ben sospettare che Io non posso rifiutarle nulla…che volete, è mia Madre. Io l’ho voluto. Non me ne pento. L’Uno di fronte all’Altra, Corpo ed Anima, Madre e Figlio. Eternamente Madre e Figlio…

 

 

Maria...i nostri giovani

MARIA A

           

               Maria, madre di Gesù e della Chiesa, noi ti raccomandiamo i nostri giovani. Tu li ami di un amore grande e puro. Per essi tu hai parole soavi e silenziose a noi sconosciute. Tu ne scruti il cuore e la mente. Per loro ti preghiamo, a te li affidiamo: sono inesperti della vita e da ogni parte insidiati. Vivono in ambienti malsani e la corruzione li assale.

 

Maria, madre immacolata dei giovani, non abbandonarli nell'ora della prova. Fa' che credano, perché la vita senza fede è notte disperata. Fa' che siano puri perché senza purezza non c'è amore, ma soltanto egoismo di sensi. Fa' che essi siano forti e illuminati da gioia perfetta, perché la vita è bella quando sa attingere alle sorgenti della grazia divina. Fa' che essi siano onesti e laboriosi, sani di mente e di cuore.

 

            Maria, vedi le lacrime di tante mamme preoccupate per l'avvenire dei figli. Esse per i loro figli siano esempio di vita, guide sicure nelle difficoltà. Rendi efficaci le loro parole, da' forza alla loro azione, ascolta le loro preghiere. Consola le pene segrete e le incessanti

MARIA A 1

 

MOMENTI DI DEPRESSIONE
di Ignacio Larranaga

 

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Improvvisamente un'immensa pesantezza è caduta su di me, e non so dove fuggire. Non ho più voglia di vivere.
Dove sei Signore?

Trascinato senza vita, verso un deserto immobile, soltanto ombre circondano le mie frontiere. Come posso uscirne?
Pietà di me, mio Dio...

Come una città assediata, mi circondano, mi opprimono, mi soffocano l'angoscia, la tristezza, l'amarezza, l'agonia.
Come si chiama tutto questo? Nausea? Tedio della vita?

...Non dimentico, Gesù, Figlio di Dio e servo del Padre, che là, nel Getsemani....il tedio e l'agonia ti oppressero fino a farti versare lacrime e sangue. Una pesante tristezza di morte inondò la tua anima, come un mare amaro...Ma tutto passò!

Io so, che anche la mia notte passerà. So che squarcerai queste tenebre, mio Dio, e domani spunterà la consolazione.
Cadranno le grosse mura e di nuovo potrò respirare.
La mia anima sarà visitata e tornerà a vivere...

Grazie, mio Dio, perché tutto è stato un incubo, soltanto l'incubo di una notte che è già passata.
Adesso donami pazienza e speranza.
E si compia in me, la Tua volontà, mio Dio. Amen.

 

 

Natale è...dono

 natale è dono

Non molto tempo fa ho avuto un incontro indimenticabile. Erano le dieci di sera: avevamo appena terminato la preghiera serale e la piazza del Santuario di Loreto si animava di voci, di saluti, di sorrisi e di "buona notte".

            Mi accosto ad una culletta sostenuta dalle braccia robuste di un barelliere, ma non vedo un bambino bensì una donna adulta: un piccolissimo corpo (58 centimetri!) con un volto splendidamente sorridente. Tendo la mano per salutare, ma l'ammalata con gentilezza mi risponde: "Padre, non posso darle la mano, perché potrebbe fratturarmi le dita: io soffro di osteogenesi imperfetta e le mie ossa sono fragilissime. Voglia scusarmi". Non c'era nulla da scusare, evidentemente. Rimasi affascinato dalla serenità e dalla dolcezza dell'ammalata e volevo sapere qualcosa di più della sua vita.

 

            Mi prevenne e mi disse: "Padre, sotto il cuscino della mia culletta c'è un piccolo diario. È la mia storia! Se ha tempo, può leggerla". Presi i fogli e lessi il titolo: Felice di vivere! I miei occhi tornarono a guardare quel mistero di gioia crocifissa e domandai: "Perché sei felice di vivere? Puoi anticiparmi qualcosa di quello che hai scritto".

            Ecco la risposta che consegno alla meditazione di tutti in occasione del Santo Natale, che è la festa degli umili e dei piccoli, che hanno facile accesso alla grotta santa di Betlemme.

            L'ammalata mi disse: "Padre, lei vede le mie condizioni... ma la cosa più triste è la mia storia! Potrei intitolarla così: abbandono! Eppure sono felice, perché ho capito qual è la mia vocazione. Sì, è la mia vocazione! Io per un disegno d'amore del Signore, esisto per gridare a coloro che hanno la salute: 'Non avete il diritto di tenerla per voi, la dovete donare a chi non ce l'ha, altrimenti la salute marcirà nell'egoismo e non vi darà la felicità. Io esisto per gridare a coloro che si annoiano: 'Le ore in cui voi vi annoiate... mancano a qualcuno che ha bisogno di affetto, di cure, di premure, di compagnia; se non regalerete quelle ore, esse marciranno e non vi daranno la felicità. Io esisto per gridare a coloro che vivono di notte e corrono da una discoteca all'altra: 'Quelle notti, sappiatelo! Mancano, drammaticamente mancano a tanti ammalati, a tanti anziani, a tante persone sole che aspettano una mano che asciughi una lacrima: quelle lacrime mancano anche a voi, perché esse sono il seme della gioia vera! Se non cambierete vita, non sarete mai felici!' ".

            Io guardavo l'ammalata, che parlava dal suo pulpito autorevole: il pulpito del dolore! Non osavo commentare, perché tutto era stupendamente e drammaticamente vero.


            L'ammalata aggiunse: "Padre, non è bella la mia vocazione?". Risposi abbassando la testa: ero d'accordo!

            Nascendo nella povertà di Betlemme, Gesù ci ha ricordato lo stesso messaggio: ci ha detto che il percorso della gioia non è quello della corsa ad avere, avere sempre di più. No, la gioia si trova percorrendo un altro itinerario: l'itinerario del dono di sé, l'itinerario che va dall'egoismo al servizio umile e generoso presso le tante grotte di Betlemme, che sono disseminate dovunque: anche accanto a noi!

            Non ci manca, infatti, qualcosa per essere felici: abbiamo, invece, qualcosa in più che ci pesa, perché non l'abbiamo donata a Gesù, presente nella povera Betlemme, che è nel pianerottolo della nostra stessa casa.

            Buon Natale con l'augurio che non ti aspetti un dono, ma che lo faccia tu per diventare felice. Buon Natale!


+ Angelo Comastri, vescovo

 

 

 

 VOLTO DI GESU'

 

 

 

Credo, Signore, che sarei capace di compiere una volta,

qualche atto straordinario.

Un’azione che impegnerebbe tutto me stesso,

se fossi sconvolto da una sventura, da un’ingiustizia,

se uno dei miei cari fosse in pericolo ……

Ma ciò che mi umilia e spesso mi scoraggia,

è che non sono capace di donare la mia vita pezzo a pezzo,

giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto,

donare, sempre donare …… e darmi!

Questo non posso farlo e tuttavia,

 è certamente ciò che Tu mi chiedi ……

Ogni giorno mille frammenti di vita da donare,

in mille possibili gesti d’amore,

che più non si vedono tanto sono abituali,

e più non si notano tanto sono banali,

ma di cui Tu mi dici di aver bisogno,

per mettere insieme un’offerta

 e perché un giorno io possa dire in verità:

ai miei fratelli io ho donato tutta la mia vita.

E’ ciò che desideri, Signore, ma non ne sono capace ……

Non posso farlo, lo so. ed ho paura.

 

“Figliolo, io non ti chiedo di riuscire sempre,

ma di provarci sempre!

 

E soprattutto ascoltami,

 ti chiedo di accettare i tuoi limiti,

di riconoscere la tua povertà e di farmene dono,

 perché donare la propria vita

non vuol dire donare soltanto le proprie ricchezze,

ma anche la propria povertà, i propri peccati.

Fa’ questo, figliolo,

e con i pezzi di vita sciupata, da te sottratti

 a tutti coloro che aspettano,

colmerò i vuoti, dandoti in cambio la durata,

 perché nelle mie mani la tua povertà offerta,

diventerà ricchezza per l’eternità.”

 

 

 

 

Un cieco con un lume acceso

 

Molti di anni fa,

un uomo camminava per le strade buie di una città dell'oriente

con in mano una lampada ad olio accesa.

La città era molto scura in quella notte senza luna.


 All'improvviso incontra un amico che lo riconosce e gli dice:

 "Cosa fai, Gino,

sei cieco e vai in giro con una lampada accesa in mano ?

Se tu non vedi ......... "

      

"E' che io non porto la lampada

per vedere la mia strada; 

conosco l'oscurità di queste strade a memoria;

 porto la lampada accesa affinché

gli altri trovino la loro strada quando mi vedono!"

Ognuno può illuminare la strada per se stesso

 o perché sia vista dagli altri,

 anche se all'apparenza non ne hanno di bisogno.

 

Non è facile illuminare il cammino degli altri:

molte volte invece di illuminare,

oscuriamo la strada degli altri.

Come ?

Quando siamo scoraggiati,

quando critichiamo,

quando siamo egoisti,

nell'odio,

nel risentimento,

e nel non saper ascoltare.

 

Tutti attraversiamo momenti difficili,

o sentiamo il peso del dolore in determinati momenti della vita.

Non facciamo vedere il nostro dolore quando qualcuno,

disperato, cerca di trovare sostegno in noi!

 

      Aiutiamo gli altri

 seminando una luce di speranza nel loro cuore ferito.

 

IL NOSTRO DOLORE DIMINUISCE

QUANDO AIUTIAMO GLI ALTRI A SOPPORTARE IL LORO DOLORE.

 

 

 

VIVI LA VITA


La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.

Madre Teresa

 

 

 

 

 

 

 Ogni giorno é da vivere

(M. Delbrel)

 

Ogni mattina

è una giornata intera

che riceviamo dalle mani di Dio.

Dio ci dà una giornata

da Lui stesso preparata per noi.

Non vi è nulla di troppo

e nulla di non "abbastanza",

nulla di indifferente

e nulla di inutile.

E' un capolavoro di giornata

che viene a chiederci

di essere vissuto.

Noi la guardiamo

come una pagina d'agenda,

segnata d'una cifra e d'un mese.

La trattiamo alla leggera

come un foglio di carta.

Se potessimo frugare il mondo

e vedere questo giorno elaborarsi

e nascere dal fondo dei secoli,

comprenderemmo il valore

di un solo giorno umano

 


MARIO VIZZA
La stella apparsa ai re magi, conduca anche te  alla grotta del Signore
appena nato, e ti regali gioia, pace e serenità per il resto della tua vita.




Luca 2,7  "Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e
lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo."


La Notte Santa
(di Guido Gozzano)

 

ANGELO DELLA POESIA


- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

ANGELO DELLA POESIA

- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe


 Il campanile scocca
lentamente le sette.

ANGELO DELLA POESIA
- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.

 Il campanile scocca
lentamente le otto.
ANGELO CON CULLA

- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.
ANGELO X

-
Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...

Il campanile scocca
lentamente le dieci.
ANGIOLETTO


- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

ANGELO A1


La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

ANGELO70A

È nato!
Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!


 Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d'un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

Signore, aiutami

a stupirmi ancora di Te!

(Michel Quoist

VOLTO DI MARIA A

 

Fa', o Signore,

che non perda mai il senso del sorprendente.

Concedimi il dono dello stupore!

Donami occhi rispettosi del tuo creato,

occhi attenti, occhi riconoscenti.

 Signore, insegnami a fermarmi:

l'anima vive di pause;

insegnami a tacere:

solo nel silenzio si può capire

ciò che è stato concepito in silenzio.

 Ovunque hai scritto lettere:

fa' che sappia leggere

la tua firma dolce

nell'erba dell'aiuola pettinata,

la tua firma forte

nell'acqua del mare agitata.

 Hai lasciato le tue impronte digitali:

fa' che sappia vederle

nei puntini delle coccinelle,

nel brillio delle stelle.

Tutto è tempio

tutto è altare!

 Rendimi, Signore, disponibile alle sorprese:

comprenderò la liturgia pura del sole,

la liturgia mite del fiore;

sentirò che c'è un filo conduttore

in tutte le cose...

...e salirà

il voltaggio dell'anima.

Amen

Sant'AgostinoAPPARIZIONE AD ABRAMO

..."Tardi Ti ho amato, o bellezza antica e sempre nuova....viva sarà la mia vita tutta piena di Te"

..."Con la Tua parola hai toccato il mio cuore ed io ho cominciato ad amarti"...

Ora sei Tu solo che amo, Te solo seguo, Te solo cerco, Te solo mi sento pronto a servire, perchè

Tu solo governi con giustizia, e solo alla tua autorità voglio sottomettermi.......Scuotimi Signore

infiammami e rapiscimi, sii fuoco e dolcezza: imparerò a correre nell'amore"...

 

  ..."Ti prego ordina ciò che vuoi, ma guarisci e apri le mie orecchie perchè io possa udire la tua voce.

Guarisci e apri i miei occhi perchè io possa vedere la Tua volontà. Allontana da me ogni leggerezza

di spirito perchè possa riconoscerTi. Dimmi dove devo volgere il mio sguardo per poterti vedere,

e avrò la speranza di fare ciò che tu vuoi"...

 

 

MESSAGGIO DI TENEREZZA
   (Anonimo brasiliano)
 


  
 Ho sognato
che camminavo in riva al mare
con il Signore
e rivedevo sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso
apparivano sulla sabbia due orme:
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni
più difficili della mia vita.
Allora ho detto: "Signore,
io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso
che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili?"
E Lui mi ha risposto:
"Figlio, tu lo sai che io ti amo
e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali
c’è soltanto un’orma sulla sabbia
sono proprio quelli
in cui ti ho portato in braccio".

 

 

BodyPart

 VIVERE L’OGGI

 

!cid_002e01c5ccc7$4e062170$0100007f@fax2137cd59b3b

Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando

avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o per quello e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato quest'età.. Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare.

 

Ma se non cominciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo? Dovremo sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere. Tanto vale accettare questa realtà e decidere d'essere felici, qualunque cosa accada.

 

Alfred Souza dice: "Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la mia vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa d'irrisolto, un affare che richiedeva ancora tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati. In seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la vita."

Questo modo di percepire le cose ci aiuta a capire che non c'é un mezzo per essere felici ma la felicita è il mezzo. Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno.

 

Allora smettete di aspettare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 kg, di prendere 5 kg, di avere dei figli, di vederli andare via di casa. Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di invecchiare. Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova. Smettete di aspettare la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno. Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente, e decidete che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente. La felicità

 

e le gioie della vita non sono delle mete ma un viaggio

 

Lavorate, come se non aveste bisogno di soldi; amate, come se non doveste soffrire. Come va? Male? Non preoccuparti. Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri, e gli applausi se ne vanno, e i trofei si impolverano, i vincitori si dimenticano!

 

Come va? Meglio? Le persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le migliori credenziali, con molti soldi, o i migliori premi...

Sono quelle che si preoccupano per te, che si prendono cura di te, quelle che ad ogni modo stanno con te. Rifletti un momento. La vita è molto corta!

 

Tu, in che lista sei? Non lo sai?...Permettimi di darti un aiuto... Non sei tra i famosi, però sei tra quelli che ricordo per mandargli questo messaggio.

 

Qualche anno fa, alle Paraolimpiadi di Seattle, nove atleti, tutti mentalmente o fisicamente disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri. Allo sparo della pistola, iniziarono la gara, non tutti correndo,

ma con la voglia di arrivare e vincere. In tre correvano, un piccolo ragazzino cadde sull'asfalto, fece un paio di capriole e cominciò a piangere. Gli altri otto sentirono il ragazzino piangere, rallentarono e guardarono indietro. Si fermarono, tornarono

 

 

 

 

PREGHIERE

 

 

 

aNGIOLETTO2_1_1399

fu3

AIUTAMI A RICORDARE

AL SERVIZIO DI UN MONDO MIGLIORE

CONVERTITEVI

DEUX-EXISTE

ECCOMI

IL SANGUE DI GESU’

DIO E’ IL SIGNORE

ECCOMI SONO LA SERVA DEL SIGNORE

FERMATI A LEGGERE

IL PADRE NOSTRO

IL SIGNORE E’ VICINO

IL TUO VOLTO IO CERCO

UNA PREGHIERA PER CHI SOFFRE

 

 

 

 

fu3fu3fu3