
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio,
ma sul serio a tal punto,
che messo contro un muro,
ad esempio, con le mani legate,
o dentro un laboratorio,
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini,
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo che nulla è più
bello,
più vero della vita.
Prendila sul serio,
ma sul serio a tal punto,
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli
ulivi,
non perché restino ai tuoi figli,
ma perché non crederai alla morte pur
temendola,
e la vita peserà di più sulla
bilancia.
(Tratto dalla Rivista "Sacro Cuore" n. 7 - settembre 2002
Via Matteotti, 25 - 40129 BOLOGNA)
LA CARITA'
Regala ciò che non hai
Occupati dei guai,
dei problemi del tuo
prossimo.
Prenditi a cuore gli
affanni,
le esigenze di chi ti
sta vicino.
Regala agli altri la
luce che non hai,
la forza che non
possiedi,
la speranza che senti
vacillare in te,
la fiducia di cui tu
sei privo.
Illuminali dal tuo
buio.
Arricchiscili con la
tua povertà.
Regala un sorriso
quando hai voglia di
piangere.
Produci
serenità
dalla tempesta che hai
dentro.
“ Ecco, quello
che non ho, te lo do”.
Questo è il tuo
paradosso.
Ti accorgerai che la
gioia
a poco a poco
entrerà in te,
invaderà il tuo
essere,
diventerà
veramente tua
nella misura in cui
l’avrai regalata
agli altri.
(Alessandro Manzoni)
Aiutaci a rispondere "sì"
Signore Gesù,
come un giorno hai chiamato
i primi discepoli
per farne pescatori di
uomini,
così continua a far
risuonare, anche oggi,
il tuo dolce invito:
«Vieni e
seguimi».
Dona ai giovani e alle
giovani
la grazia di rispondere
prontamente alla tua voce!
Sostieni
nelle loro fatiche apostoliche
i
nostri Vescovi,
i
sacerdoti,
le
persone consacrate.
Dona perseveranza ai nostri seminaristi
e a
tutti coloro che stanno realizzando
un
ideale di vita
totalmente
consacrato al tuo servizio.
Risveglia nelle nostre comunità l'impegno
missionario.
Manda,
Signore, operai nella tua messe
e
non permettere che l'umanità si perda
per
mancanza di pastori,
di
missionari,
di
persone votate alla causa del Vangelo.
Maria, Madre della Chiesa,
modello
di ogni vocazione,
aiutaci
a rispondere di sì al Signore
che
ci chiama a collaborare
al
disegno divino di salvezza.
Amen.

CHIESI A DIO
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Chiesi a Dio di essere forte
per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.
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Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
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Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.
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Gli domandai il potere
perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi
bisogno di loro.
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Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita perché potessi apprezzare tutto.
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Signore,non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.
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Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato,o mio Signore,fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io !.
La mia più bella invenzione
è mia
Madre…
(Michel Quoist)
La mia più bella invenzione, dice Dio, è mia Madre. Mi
mancava una mamma e l'ho fatta. Ho fatto Mia Madre prima che ella facesse Me.
Era più sicuro.
Ora
sono veramente un Uomo come tutti gli uomini. Non ho più nulla da
invidiar loro, poiché ho una Mamma. Una vera. Mi mancava.
Mia Madre si chiama Maria, dice Dio.
La sua anima è assolutamente pura e piena di grazia. Il suo corpo
è vergine e pervaso da una luce tale che sulla terra mai mi sono
stancato di guardarla, di ascoltarla, di ammirarla. E’ bella mia Madre,
tanto che lasciando gli splendori del Cielo, non mi sono trovato sperduto
vicino a lei. Eppure so bene, dice Dio, che l’essere portato in braccio
dagli angeli...beh, non vale le braccia d’una mamma, credetemi.
Maria, mia Madre è morta, dice Dio. Dopo che Io ero risalito
verso il Cielo, ella mi mancava, Io le mancavo. Ella mi ha raggiunto, con la
sua anima, con il suo corpo, direttamente. Non potevo fare diversamente. Era
necessario. Era più conveniente.
Le
dita che hanno toccato Dio non potevano immobilizzarsi. Gli occhi che hanno
contemplato Dio non potevano restar chiusi. Le labbra che hanno baciato Dio non
potevano irrigidirsi. Quel corpo purissimo che aveva dato un corpo a Dio non
poteva marcire mescolato alla terra…non ho potuto, non era possibile, mi
sarebbe costato troppo.
Ho
un bell’esser Dio, sono suo Figlio, e decido Io. E poi, dice Dio,
l’ho fatto anche per gli uomini miei fratelli. Perché abbiano una
Mamma in Cielo. Una vera, una di loro, corpo ed anima. La mamma mia.
E’ cosa fatta. Ella è con Me, dall’istante della sua
morte, la sua Assunzione, come dicono gli uomini. La Madre ha ritrovato il
Figlio ed il Figlio la Madre. Corpo ed anima, l’Uno accanto
all’Altra, per l’eternità. Se gli uomini intuissero la bellezza
di questo mistero! L’hanno finalmente riconosciuto ufficialmente. Il mio
rappresentante sulla terra, il Papa, l’ha proclamato solennemente.
Fa piacere, dice Dio, veder apprezzati i propri doni. Da tanto
tempo il popolo cristiano aveva presentito questo grande mistero del Mio
amore filiale e fraterno…Ed
ora l’utilizzino maggiormente, dice Dio!
In Cielo hanno una Mamma che li segue con gli occhi, con il suoi occhi
di carne. In Cielo hanno una Mamma che li ama con tutto il cuore, con il suo
cuore di carne. E questa Mamma è la Mia, che mi guarda con gli stessi
occhi, che mi ama con lo stesso cuore.
Se gli uomini fossero furbi, ne approfitterebbero, dovrebbero ben
sospettare che Io non posso rifiutarle nulla…che volete, è mia
Madre. Io l’ho voluto. Non me ne pento. L’Uno di fronte
all’Altra, Corpo ed Anima, Madre e Figlio. Eternamente Madre e
Figlio…
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Maria...i
nostri giovani

Maria,
madre di Gesù e della Chiesa, noi ti raccomandiamo i nostri giovani. Tu
li ami di un amore grande e puro. Per essi tu hai parole soavi e silenziose a
noi sconosciute. Tu ne scruti il cuore e la mente. Per loro ti preghiamo, a te
li affidiamo: sono inesperti della vita e da ogni parte insidiati. Vivono in
ambienti malsani e la corruzione li assale.
Maria, madre immacolata dei giovani, non
abbandonarli nell'ora della prova. Fa' che credano, perché la vita senza
fede è notte disperata. Fa' che siano puri perché senza purezza
non c'è amore, ma soltanto egoismo di sensi. Fa' che essi siano forti e
illuminati da gioia perfetta, perché la vita è bella quando sa
attingere alle sorgenti della grazia divina. Fa' che essi siano onesti e
laboriosi, sani di mente e di cuore.
Maria, vedi le lacrime di tante mamme preoccupate per l'avvenire dei figli.
Esse per i loro figli siano esempio di vita, guide sicure nelle
difficoltà. Rendi efficaci le loro parole, da' forza alla loro azione,
ascolta le loro preghiere. Consola le pene segrete e le incessanti

MOMENTI DI DEPRESSIONE
di Ignacio Larranaga
Dio mio, Dio mio, perché mi hai
abbandonato?
Improvvisamente
un'immensa pesantezza è caduta su di me, e non so dove fuggire. Non ho
più voglia di vivere.
Dove sei Signore?
Trascinato senza vita, verso un deserto
immobile, soltanto ombre circondano le mie frontiere. Come posso uscirne?
Pietà di me, mio
Dio...
Come una città assediata, mi circondano,
mi opprimono, mi soffocano l'angoscia, la tristezza, l'amarezza, l'agonia.
Come si chiama tutto
questo? Nausea? Tedio della vita?
...Non dimentico, Gesù, Figlio di Dio e
servo del Padre, che là, nel Getsemani....il tedio e l'agonia ti
oppressero fino a farti versare lacrime e sangue. Una pesante tristezza di
morte inondò la tua anima, come un mare amaro...Ma tutto passò!
Io so, che anche la mia notte passerà.
So che squarcerai queste tenebre, mio Dio, e domani spunterà la
consolazione.
Cadranno le grosse mura
e di nuovo potrò respirare.
La mia anima sarà
visitata e tornerà a vivere...
Grazie, mio Dio, perché tutto è
stato un incubo, soltanto l'incubo di una notte che è già
passata.
Adesso donami pazienza e
speranza.
E si compia in me, la
Tua volontà, mio Dio. Amen.
Natale
è...dono


Non molto tempo fa ho avuto un incontro indimenticabile. Erano le
dieci di sera: avevamo appena terminato la preghiera serale e la piazza del
Santuario di Loreto si animava di voci, di saluti, di sorrisi e di "buona
notte".
Mi accosto ad una culletta sostenuta dalle braccia robuste di un barelliere, ma
non vedo un bambino bensì una donna adulta: un piccolissimo corpo (
Mi
prevenne e mi disse: "Padre, sotto il cuscino della mia culletta
c'è un piccolo diario. È la mia storia! Se ha tempo, può
leggerla". Presi i fogli e lessi il titolo: Felice di vivere! I miei occhi
tornarono a guardare quel mistero di gioia crocifissa e domandai:
"Perché sei felice di vivere? Puoi anticiparmi qualcosa di quello
che hai scritto".
Ecco la risposta che consegno alla meditazione di tutti in occasione del Santo
Natale, che è la festa degli umili e dei piccoli, che hanno facile
accesso alla grotta santa di Betlemme.
L'ammalata mi disse: "Padre, lei
vede le mie condizioni... ma la cosa più triste è la mia storia!
Potrei intitolarla così: abbandono! Eppure sono felice, perché ho
capito qual è la mia vocazione. Sì, è la mia vocazione! Io
per un disegno d'amore del Signore, esisto per gridare a coloro che hanno la
salute: 'Non avete il diritto di tenerla per voi, la dovete donare a chi non ce
l'ha, altrimenti la salute marcirà nell'egoismo e non vi darà la
felicità. Io esisto per gridare a coloro che si annoiano: 'Le ore in cui
voi vi annoiate... mancano a qualcuno che ha bisogno di affetto, di cure, di
premure, di compagnia; se non regalerete quelle ore, esse marciranno e non vi
daranno la felicità. Io esisto per gridare a coloro che vivono di notte
e corrono da una discoteca all'altra: 'Quelle notti, sappiatelo! Mancano, drammaticamente
mancano a tanti ammalati, a tanti anziani, a tante persone sole che aspettano
una mano che asciughi una lacrima: quelle lacrime mancano anche a voi,
perché esse sono il seme della gioia vera! Se non cambierete vita, non
sarete mai felici!' ".
Io guardavo l'ammalata, che parlava dal suo pulpito autorevole: il pulpito del
dolore! Non osavo commentare, perché tutto era stupendamente e
drammaticamente vero.
L'ammalata aggiunse: "Padre, non è bella la mia vocazione?". Risposi
abbassando la testa: ero d'accordo!
Nascendo nella povertà di Betlemme, Gesù ci ha ricordato lo
stesso messaggio: ci ha detto che il percorso della gioia non è quello
della corsa ad avere, avere sempre di più. No, la gioia si trova percorrendo
un altro itinerario: l'itinerario del dono di sé, l'itinerario che va
dall'egoismo al servizio umile e generoso presso le tante grotte di Betlemme,
che sono disseminate dovunque: anche accanto a noi!
Non ci manca, infatti, qualcosa per essere felici: abbiamo, invece, qualcosa in
più che ci pesa, perché non l'abbiamo donata a Gesù,
presente nella povera Betlemme, che è nel pianerottolo della nostra
stessa casa.
Buon Natale con l'augurio che non ti
aspetti un dono, ma che lo faccia tu per diventare felice. Buon Natale!
+ Angelo Comastri, vescovo

Credo, Signore, che sarei capace
di compiere una volta,
qualche atto straordinario.
Un’azione che impegnerebbe
tutto me stesso,
se fossi sconvolto da una
sventura, da un’ingiustizia,
se uno dei miei cari fosse in
pericolo ……
Ma ciò che mi umilia e
spesso mi scoraggia,
è che non sono capace di
donare la mia vita pezzo a pezzo,
giorno dopo giorno, ora dopo
ora, minuto dopo minuto,
donare, sempre donare
…… e darmi!
Questo non posso farlo e
tuttavia,
è certamente ciò che Tu mi
chiedi ……
Ogni giorno mille frammenti di
vita da donare,
in mille possibili gesti
d’amore,
che più non si vedono
tanto sono abituali,
e più non si notano tanto
sono banali,
ma di cui Tu mi dici di aver
bisogno,
per mettere insieme
un’offerta
e perché un giorno io possa dire
in verità:
ai miei fratelli io ho donato
tutta la mia vita.
E’ ciò che
desideri, Signore, ma non ne sono capace ……
Non posso farlo, lo so. ed ho
paura.
“Figliolo, io non ti chiedo di riuscire
sempre,
ma di provarci sempre!
E soprattutto ascoltami,
ti
chiedo di accettare i tuoi limiti,
di riconoscere la tua povertà e di farmene
dono,
perché donare la propria vita
non vuol dire donare soltanto le proprie ricchezze,
ma anche la propria povertà, i propri
peccati.
Fa’ questo, figliolo,
e con i pezzi di vita sciupata, da te sottratti
a tutti
coloro che aspettano,
colmerò i vuoti, dandoti in cambio la
durata,
perché nelle mie mani la tua
povertà offerta,
diventerà ricchezza per
l’eternità.”
Un cieco con un lume acceso
Molti di anni fa,
un uomo camminava per le strade buie di una città
dell'oriente
con in mano una lampada ad olio accesa.
La città era molto scura in quella notte senza luna.
All'improvviso incontra un amico
che lo riconosce e gli dice:
"Cosa fai, Gino,
sei cieco e vai in giro con una lampada accesa in mano ?
Se tu non vedi ......... "
"E' che io non porto la lampada
per vedere la mia strada;
conosco l'oscurità di queste strade a memoria;
porto la lampada accesa affinché
gli altri trovino la loro strada quando mi vedono!"
Ognuno può illuminare la strada per se stesso
o perché sia vista dagli altri,
anche se all'apparenza non ne hanno di bisogno.
Non è facile illuminare il cammino degli altri:
molte volte invece di illuminare,
oscuriamo la strada degli altri.
Come ?
Quando siamo scoraggiati,
quando critichiamo,
quando siamo egoisti,
nell'odio,
nel risentimento,
e nel non saper ascoltare.
Tutti attraversiamo momenti difficili,
o sentiamo il peso del dolore in determinati momenti della vita.
Non facciamo vedere il nostro dolore quando qualcuno,
disperato, cerca di trovare sostegno in noi!
Aiutiamo gli altri
seminando una luce di speranza nel loro cuore ferito.
IL NOSTRO DOLORE DIMINUISCE
QUANDO AIUTIAMO GLI ALTRI A SOPPORTARE IL LORO DOLORE.
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VIVI LA VITA
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
Madre Teresa
Ogni giorno é da vivere
(M. Delbrel)
Ogni mattina
è una
giornata intera
che riceviamo
dalle mani di Dio.
Dio ci
dà una giornata
da Lui stesso
preparata per noi.
Non vi
è nulla di troppo
e nulla di
non "abbastanza",
nulla di
indifferente
e nulla di
inutile.
E' un
capolavoro di giornata
che viene a
chiederci
di essere
vissuto.
Noi la
guardiamo
come una
pagina d'agenda,
segnata d'una
cifra e d'un mese.
La trattiamo
alla leggera
come un
foglio di carta.
Se potessimo
frugare il mondo
e vedere
questo giorno elaborarsi
e nascere dal
fondo dei secoli,
comprenderemmo
il valore
di un solo
giorno umano
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La stella apparsa ai re magi, conduca
anche te alla grotta del Signore
appena nato, e ti regali gioia, pace e serenità per il resto della tua
vita.
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Luca 2,7 "Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in
fasce e
lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro
nell'albergo."
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La Notte Santa
(di
Guido Gozzano)

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- Consolati, Maria, del tuo
pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.
Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe
Il campanile scocca
lentamente le sette.
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- Oste del Moro, avete un
rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.
Il campanile scocca
lentamente le otto.

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- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.
Il campanile scocca
lentamente le nove.

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- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...
Il campanile scocca
lentamente le dieci.

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- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.
Il campanile scocca
le undici lentamente.
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La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...
Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.
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È nato!
Alleluja! Alleluja!
È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!
Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d'un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.
È nato!
Alleluja!
Alleluja!
Signore, aiutami
a stupirmi ancora di Te!
(Michel Quoist

Fa', o Signore,
che non perda mai il senso del sorprendente.
Concedimi il dono dello stupore!
Donami occhi rispettosi del tuo creato,
occhi attenti, occhi riconoscenti.
Signore,
insegnami a fermarmi:
l'anima vive di pause;
insegnami a tacere:
solo nel silenzio si può capire
ciò che è stato concepito in silenzio.
Ovunque hai
scritto lettere:
fa' che sappia leggere
la tua firma dolce
nell'erba dell'aiuola pettinata,
la tua firma forte
nell'acqua del mare agitata.
Hai
lasciato le tue impronte digitali:
fa' che sappia vederle
nei puntini delle coccinelle,
nel brillio delle stelle.
Tutto è tempio
tutto è altare!
Rendimi,
Signore, disponibile alle sorprese:
comprenderò la liturgia pura del sole,
la liturgia mite del fiore;
sentirò che c'è un filo conduttore
in tutte le cose...
...e salirà
il voltaggio dell'anima.
Amen


..."Tardi Ti ho amato, o
bellezza antica e sempre nuova....viva sarà la mia vita tutta piena di
Te"
..."Con
Ora sei Tu solo che amo, Te solo
seguo, Te solo cerco, Te solo mi sento pronto a servire, perchè
Tu solo governi con giustizia, e
solo alla tua autorità voglio sottomettermi.......Scuotimi Signore
infiammami e rapiscimi, sii
fuoco e dolcezza: imparerò a correre nell'amore"...
..."Ti prego ordina
ciò che vuoi, ma guarisci e apri le mie orecchie perchè io possa
udire la tua voce.
Guarisci e apri i miei occhi
perchè io possa vedere
di spirito perchè possa riconoscerTi.
Dimmi dove devo volgere il mio sguardo per poterti vedere,
e avrò la speranza di
fare ciò che tu vuoi"...
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MESSAGGIO
DI TENEREZZA
(Anonimo brasiliano)
Ho sognato
che camminavo in riva al mare
con il Signore
e rivedevo sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso
apparivano sulla sabbia due orme:
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni
più difficili della mia vita.
Allora ho detto: "Signore,
io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso
che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili?"
E Lui mi ha risposto:
"Figlio, tu lo sai che io ti amo
e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali
c’è soltanto un’orma sulla sabbia
sono proprio quelli
in cui ti ho portato in braccio".

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Siamo convinti che la nostra vita
sarà migliore quando saremo sposati, quando
avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o per quello e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato quest'età.. Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare.
Ma se non cominciamo una
vita piena e felice ora, quando lo faremo? Dovremo sempre affrontare delle
difficoltà di qualsiasi genere. Tanto vale accettare questa
realtà e decidere d'essere felici, qualunque cosa accada.
Alfred Souza dice:
"Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la mia vita sarebbe presto
cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada
facendo, qualcosa d'irrisolto, un affare che richiedeva ancora tempo, dei
debiti che non erano stati ancora regolati. In seguito la vita sarebbe
cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la vita."
Questo modo di percepire
le cose ci aiuta a capire che non c'é un mezzo per essere felici ma la
felicita è il mezzo. Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra
vita e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una
persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi
della vita e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno.
Allora
smettete di aspettare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere
e le
gioie della vita non sono delle mete ma un viaggio
Lavorate, come se non aveste bisogno di soldi; amate, come se non doveste soffrire. Come va? Male? Non preoccuparti. Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri, e gli applausi se ne vanno, e i trofei si impolverano, i vincitori si dimenticano!
Come va? Meglio? Le
persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le
migliori credenziali, con molti soldi, o i migliori premi...
Sono quelle che si
preoccupano per te, che si prendono cura di te, quelle che ad ogni modo stanno
con te. Rifletti un momento. La vita è molto corta!
Tu, in che lista sei? Non
lo sai?...Permettimi di darti un aiuto... Non sei tra i famosi, però sei
tra quelli che ricordo per mandargli questo messaggio.
Qualche anno fa, alle
Paraolimpiadi di Seattle, nove atleti, tutti mentalmente o fisicamente disabili
erano pronti sulla linea di partenza dei
ma con
la voglia di arrivare e vincere. In tre correvano, un piccolo ragazzino cadde
sull'asfalto, fece un paio di capriole e cominciò a piangere. Gli altri
otto sentirono il ragazzino piangere, rallentarono e guardarono indietro. Si
fermarono, tornarono



AL SERVIZIO DI UN MONDO MIGLIORE
ECCOMI SONO LA SERVA DEL SIGNORE



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